mercoledì 31 dicembre 2008

A fly to Hammamet?

Notizia di pochi giorni fa.

Berlusconi se escono altre intercettazioni su di lui lascia il paese.
Ma che sia perchè teme che ulteriori intercettazioni possano essere compromettenti?
Che sia per questo che le vuole togliere dai reati contro la PA che spesso lo vedono coinvolto?
Che sia per questo che ha pure depenalizzato il falcio in bilancio? Perchè aveva qualche carta che non era propriamente a posto?
Chissà se andrà pure lui a godersi il mare come Craxi ad Hammamet.

giovedì 25 dicembre 2008

Angel and Witch

Pensiero della Sera di Natale.
Mi è capitato di vedere il nick di una mia amica in hotmail.
Strega qualcosa era... non ricordo esattamente e non andrò a vedere perchè non m'interessa.
E' una persona particolare, è una persona che in effetti qualcosa della strega ce l'ha.
Sotto svariati aspetti ha caratteristiche tipiche del maschiaccio, un carattere molto forte, una tendenza a non mandar a dir le cose, una faccia che ha qualche rimando a Mortissia Adams.
Insomma ha un pò l'aria della strega.
Conosco ragazze, bionde e belle, sempre perfette, tutte in ordine, con nemmeno un capello fuori posto.
Bionde, educate, sorridenti, l'incarnazione della perfezione in terra.
Qulacuno vedendole camminare per strada magari si volta stropiciandosi gli occhi credendo di aver visto passare un angelo.
Io tra le due non avrei dubbi su chi scegliere.
La franchezza della schiettezza di fronte all'ipocrisia della "buona educazione"
degli abiti stropicciati, magari messi male di chi si da da fare nella vita contro i vestiti immacolati di chi sta a lato a guardare quanto accade.
Il ginoccio sporco di chi lo poggia a terra per avvicinarsi ai fratelli più piccoli da aiutare contro il trucco perfetto di chi ha perso ore di fronte ad uno specchio.
La carezza della mano di chi sa scendere in profondita oltre le apparenze contro chi sceglie solo in base all'estetica e alla bellezza, chi ti valuta un tanto al kilo solo per come sei vestito.
La serietà di chi sa essere fedele malgrado la distanza, di chi sa cosa vuol dire servire il prossimo in relazioni profonde contro chi instaura le relazioni solo sull'esteriorità e per questo non sa vivere un rapporto profondo e consapevole.
Si saprei chi scegliere.
Viva certe streghe che girano su questo mondo.

Presents.


E' un orario non ben specificato tra le tre meno un quarto e le tre meno dieci della notte di Natale.
Quindi buon Natale a tutti, o quasi.
Francamente ritengo di aver sbagliato.
Ritengo di aver appena fatto un grosso errore, perchè non credo di aver fatto la cosa giusta accettando i regali di Natale di tre altri capi scout del mio attuale gruppo.
A Natale dovremmo essere tutti più buoni, dovremmo appunto, perchè io non mi sento più buono.
Anzi.
Do importanza alle cose che facico e che non faccio, do importanza ad entrmabe perchè anche nella privazione di qualcosa possiamo trovare una profonda importanza.
Sere fa non sono uscito quando potevo perchè in passato avevo premesso ad una persona che sarei stato in un determinato luogo proprio quella sera. Non sono andato, era doveroso per me, o almeno per me, non andare da nessun'altra parte.
Questa sera non avrei dovuto accetare quei regali, come io non ne ho fatti, perchè non credo di far più parte di una certa comunità capi, perchè credo di non condividere più quasi nulla con certe persone, per cui quanto ho fatto non ritengo che sia giusto.
Ho sbagliato, avrei dovuto rifiutare i regali, perchè in quel momento con loro non condividevo nemmeno lo spirito del Natale.

martedì 23 dicembre 2008

Hearthquake

Breve pensiero serale.
Siamo qui io e la mia candela, in intimità come al solito.
Non sia mai che qualcun'altro entri nella mia vita...

Prima di cominciare giusto un paio di punti.
Solitamente mi capita di non rispondere, o lo faccio solo raramente, non per cattiveria, forse per d'isinteresse.
Quanto scrivo sono miei pensieri e se un commento mi fa nascere qualcosa in mente, rispondo con un post, non mi metto a rispondere per cortesia o per gentilezza, perchè questo spazio lo uso per sfogarmi, per far uscire quanto penso, quanto sento, quanto mi piace e quanto non mi piace, spesso mi seve chiarire a me stesso dei concetti, mi serve anche per provare a raggiungere delle persone che voglio raggiungere, anche se nel tempo queste sono cambiate, mi serve per me e me solo, non per cominciare dialoghi, per fare nuove conoscenze o amicizie.
Seconda cosa, in passato qualcuno ha avuto la gentilezza di attribuirmi dei premi per questo blog.
L'ha scritto nel proprio blog, seguendo l'esempio di altri che hanno fatto partire questa cosa altrove per creare un community di blogger.
Sarà che credo limitatamente alla vita nel web, che preferisco incontrare le persone faccia a faccia (pur ringraziando l'irrealta della rete che permette dei rapporti più aperti che dal vivo), che preferisco sentire il profumo e il tono della voce di una persona ma non credo di dover portare avanti questi premi, di doverli aggiungere a lato a questi pensieri, non credo di dover aggiungere qualcosa.
Prima di tutto perchè questi sono i miei pensieri, non cose particolarmente articolate, per questi pensieri nessuno mi pagherà mai, non vincerò un nobel o un pulizer e certamente nessuno mi chiederà i diritti per farci un libro o un film.
Proprio perchè li ritengo pensieri normali e personali, proprio perchè non mi ritengo niente di particolare come persona, non sono per intenderci ne un profeta, ne un messia, ne tantomeno un guru o un santone ricevere dei premi per qualcosa di assolutamente normale e nella norma beh... non mi pare abbia senso.
Per cui non credo li aggiungerò.
Come avete notato anche per dire due boiate so essere prolisso... evviva.


Torno a quella che è la mia riflessione di questa sera.
C'è stato un terremoto e la cosa è stata strana. Almeno per me.
Non è la prima volta che accade, altre volte mi è stato detto che li hanno avvertiti qua in zona sarà ma io o ero troppo occupato a far altro o non me ne sono accorto.
Oggi è stato diverso, ho sentito i vetri delle ante di casa tremare, mi sono sentito tremare io, ho visto la punta dell'albero di natale che tremava.
Nulla di spettacolare si capisca.
E penso che il terremoto da adesso in poi passerà in secondo piano, visto che nella mia riflessione centra poco.
Ho sentito al TG che ne parlavano con la solita sequela di strascichi di persone impaurite che avevano temuto, che avevano avuto paura, che parlavano di morte.
Gente che tornava con la mente al terremoto di Messina.
Interviste ai discendenti dei sopravvissuti a quei drammatici momenti (di un secolo fa...).
Sarà che io sono più stupido degli altri ma questa maura di morire non m'è venuta, si vede che ho un instito di sopravvivenza meno sviluppato... boh...
Però Poi c'ho riflettuto.
E se dovessi morire?
Che cosa da poco morire così?
Senza nemmeno una ragione per cui essere ricordati...
Almeno certa gente nella morte ha trovato una proprio ragion d'essere e viene ricordata per questo.
Gente che ha cercato una morte eroica. Gente che ha fatto qualcosa di grande, o di grandemente stupido, se non le due cose insieme.
Gente che pur avendo fatto le due cose non viene ricordata.
Eppure penso che tutti questi pensieri siano cazzate.
Non perchè non si debba pensare alla morte, ci mancherebbe, ma pensare di dover essere ricordati epr come si è morti mi pare una menata.
Forse ha più senso provare a riflettere sul perchè si vorrebbe essere ricordati.
Vale la pensa pensare di voler essere ricordati, vale la pena considerarsi almeno degni del ricordo di qualcuno.
E allora perchè voler essere ricordati.
C'ho pensato e probabilmente ci penserò ancora in futuro.
Vale la pena essere ricordati per come si è vissuto, magari avendo suscitato nell'animo di qualcuno per la bella vita che i è condotta, una vita ricca di soddisfazioni, di denaro, di donne e piaceri.
Magari si può essere ricordati per gli eccessi, un pò come Best, ma credo che sia sì un modo per essere ricordati ma non quello che mi pacerebbe.
Forse vale la pena essere ricordati per qualcosa di più, sia dell'invidia che dell'eccesso.
Credo valga la pena essere ricordati come uno che ha condotto la propria vita appieno, senza farsi abbindolare da cose superflue, senza essersi perso dietro falene, senza aver necessariamente sprecato la propria vita in modo più o meno inutile.
Credo ci siano pochi modi per fare questo, credo che uno sia servire gli altri, credo che nell'aiuto, nel piegare il ginocchio per portarsi all'altezza dei più picoli fra noi, financhè a sporcarlo nel fango sia già un primo passo per farlo.
Credo che l'impegno quotidiano al servizio dei valori e negli ideali, in quanto crediamo, in quanto pensiamo meriti la nostrattenzione sia un buon modo per essere ricordati.
Ma credo che il modo migliore sia nella lacrima di chi abbiamo saputo amare, e c'ha amato di rimando, credo che essere importanti per qualcuno, poterlo essere, mettersi incondizionatamente al servizio di qualcuno a cui dedichiamo, ricambiati, tutto noi stessi, beh credo sia la cosa più grande.
E allora, presupponendo che spero che nessuno mi debba ancora ricordare per lungo temo, se oggi, alla fine di questa sera, poco dopo aver spento la mia candela dovessi per caso incontrarmi di fronte a colui del quale non è dato conoscere il volto vorrei chiederglierlo, perchè non mi da modo di vivere una buona ragione epr cui essere ricordato.

lunedì 22 dicembre 2008

Stars

Nelle stelle troviamo un pò di tutto.
Ci sono alieni ed astronavi, ci sono mondi dormienti e sogni mai nati.
Si credeva che dietro questo o quel pianeta ci siano quelli che hanno deciso di prendersi una vacanza della terra e ci hanno lasciato per fare un giretto nello spazzio, c'è chi, tra una stalla e l'altra, intravede il proprio destino.
C'è chi ha intravistro tra le stelle una canzone, chi ha visto sulla luna la nostra ragione perduta e c'è chi ha visto un nocchiero che si è perso con una nave per viaggiare tra le stelle.
Pirati ed esploratori, cyborg ed alieni, ma anche rose e piccoli principi.
Mi piacerebbe immaginarmi così la scena, seduto su un piccolo asteroide, un piccolo asteroide infestato da pericolosi baobab, con delle pecore in una cassa e un pitone mangia elefanti.
Mi piacerebbe essere lì ai confini dell'universo dove tutto è vergine e nulla l'ha ancora toccato, lì dove lo sguardo dell'uomo non si è ancora posato e quanto si sente è nullapiù che silenzio.
Vorrei essere lì per vedere l'alba ed il tramonto inseguirsi, vorrei essere lì per poter parlare con le stelle e capire loro cosa sentono.
Le stelle son sole, a parte qualche raro caso fortunato di stelle gemelle, stelle binate, ma che vivono insieme così come sono nate insieme, vorrei sapere come fanno a star sole.
Perse nel silenzio di una solitudine non voluta, immerse nel silenzio potendo vedere le altre che sia allontano e si avvicinano senza sfiorarle mai, perse sembrando da lontano così vicine pur essendo tra loro così distanti.
Stelle come anime destinate ad non incontrarsi mai, destinate a doversi guardare da distante senza che mai nulla possa intervenire per farle riavvicinare.
C'è chi dice che in mezzo ad esse ve ne sia una che brilla di più, a cui dovremmo essere destinati, che dovremmo incontrare, che dovremmo riuscire a raggiungere.
Eppure ci troviamo sempre qui, sul nostro piccolo asteroide con i piedi ben piantati a terra.
E allora, se arriverà un giorno in cui tutto questo si dissolvera, un giorno in cui ciò he è stato non sarà altro che un ricordo, un giorno in cui le nostre anime o qualunque cosa esse siano verranno a ricongiungeri come faremo a chiedere a questa stella blellissima, che sempre c'è rimasta distante: dove sei stata?


CI SONO ANCH'IO
883

Io
di risposte non ne ho
mai avute mai ne avrò
di domande ne ho quante ne vuoi
e tu
neanche tu mi fermerai
neanche tu ci riuscirai
io non sono
quel tipo di uomo e non lo sarò mai
Non so se la rotta è giusta o se
mi sono perduto ed è
troppo tardi
per tornare indietro così
meglio che io vada via
non pensarci, è colpa mia
questo mondo
non sarà mio

Non so
se è soltanto fantasia
o se è solo una follia
quella stella lontana laggiù
Però
io la seguo e anche se so
che non la raggiungerò
potrò dire
ci sono anch'io

Non è
stato facile perchè
nessun' altro a parte me
ha creduto
però ora so
che tu
vedi quel che vedo io
il tuo mondo è come il mio
e hai guardato
nell'uomo che sono e sarò
Ti potranno dire che
non può esistere
niente che non si tocca o si conta o si compra perchè
chi è deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te

E so
che non è una fantasia
Non è stata una follia
quella stella
la vedi anche tu
perciò
io la seguo ed adesso so
che io la raggiungerò
perchè al mondo
ci sono anch'io
perchè al mondo
ci sono anch'io
ci sono anch'io
ci sono anch'io

domenica 21 dicembre 2008

Am I Stupid?

Pensiero serale.

Ricominciamo la tradizione. Siamo qui io, la candela verde alla vaniglia e la candela blu alla vaniglia.
La seconda sembra risorta dalle profondità degli scaffali vicino alla mia scrivania.
Sembra che questi ultimi abbiano la capacità di fagocitare le cose. Mah...
Momento di riflessione prenatalizio, su diversi temi perchè è tanto che a parte i miei amari e criptici sfoghi riesco a scrivere qualcosa di sensato e di ragionato qui.
Sono stanco, chi mi ha sentito in questi giorni non sarà nuovo a questa affermazione, a questa constatazione.
Non è nuova perchè è qualcosa, la stanchezza, che ultimamente mi pervade e sembra non volermi lasciare andare.
In realtà non si tratta di una stanchezza come già vissuta in altri momenti, una di quelle stanchezza da nausea per il troppo far qualcosa, per il troppo studio, per i pochi attimi liberi et similia...
No, questa stanchezza è qualcosa di diverso è qualcosa che provo per la prima volta da tempo anche se in modo diverso, è stress.
Era dall'epoca dele superiori che non ero stressato, era da quando non mi trovavo a dover vivere con l'angosciante paura di compiti, interrogazioni e prove varie che non mi sentivo così.
I mille impegni, con gente che tira indietro il culo non capendo che solo se la macchina avanzasse compatta ci sarebbe la possibilità di procedere, la gente che fa le cose male, le persone angosciate, le persone che non si riesce proprio a capire, quelle con cui non si riesce ad entrare in sintonia.
Quanto sto facendo mi piace, ma dovrebbe essere più leggero, meno pressante, vorrei meno persone che mi chiamano e mi chiedono e più persone che sappiano pensare con la propria testa.
Questo è reso ulteriarmente pesante dall'impossibilità di avere qualcuno con cui parlare, non riesco a trovare nessuno con cui poter aprirmi, qualcuno che sappia aiutarmi a suonare delle note delicate che ora mi sembrano perse nel vento.
E' una situazione particolare, una situazione che sento forte ultimamente, una sensazione d'insoddisfazione, di irrequitezza una sensazione che conosco bene, perchè è una signora con cui mi è capitato di ballare già altre volte, pur contro la mia volontà, perchè la solitudine è una bestia strana, che può far male e da cui possono discendere tanti mali.
Quando si tratta di solitudine imposta e non cercata, quando si tratta di un peso e non di un sollievo, quando è qualcosa che t'imprigiona e da cui non puoi scappare, che ti riempie d'angoscia anzichè di quiete ecco allora è una bestia dalla quale si vorrebbe rifuggire.
E questo è difficile quando ci si trova a dover ricoprire o ad essere seduti su dei posti che sono irrimediabilmente solitari.
L'anno scout non mi piace come sta andando avanti, forse è un problema mio, forse di altri, non so.
Dalla riunione di questo inizio anno non riesco a trovarmi nella comunità capi, non è il mio posto e non sento di farne parte, troppo ampio è il divario che è stato aperto.
La pretesa d'INSEGNARE l'umiltà trasmettendo l'umiliazione, l'ergersi a giudici quando si è primi colpevoli non aiuta a creare un rapporto.
E sento tutto pesante.
Malgrado le cose semrbino funzionare la staff non prende, non acquisisce mordente, funzioniamo perchè sappiamo farlo, non perchè si sia creato qualcosa diparticolare, perchè si sia creato un certo affiatamento.
La cosa funziona perchè siamo due professionisti, perchè siamo due capi che hanno riflettuto su cosa voglia di fare scoutismo e sanno applicare il metodo, altro non riesco a scorgerlo.
Questa unità che malgrado tutto funziona però ha creato problemi.
Non mi piace come vanno le cose altrove, una branca non va, proprio non va, mentre dell'altra non so nulla.
Un reparto che raccoglie quelle che dovrebbero essere le maggiori esperienze scout non ingrana, non sta svolgendo attività, non ha steso un programma che non esistendo non può essere portato avanti. Le persone che avrebbero dovuto spaccare il mondo non mi pare ingranito e non si sa dove finiranno.
Dell'altra branca non so nulla se non che quelli che sono i pressuposti della sua stessa esistenza non ci sono.
Non c'è servizio, non c'è partecipazione alla vita del gruppo, non c'è presenza non c'è educazione ad un cammino di fede.
Le cose mi sembra siano lasciate andare un pò così senza controllo, senza che si possa far niente.
Dopo quanto ho visto al campo quest'estate credo che un pò sia anche una precisa idea del capo clan.
Se non vediamo i ragazzi allora non possiamo renderci conto della loro progressione e trovarli carenti.
Lo erano nella rpeparazione fisica e mentale, di tecnica e di spirito, non erano rover, ma nemmeno esploratori, forse dei gran lupettoni. Qualcosa che francamente proprio non ci serve.
Quello che mi da più fastidio è che dopo l'inizio di quest'anno in cui sono stato dipinto come un mostro, un inizio d'anno in cui mi è stata tolta la voglia di far branco e lupettismo, in cui mi si sono stati tolti stimoli ed entusiasmo chi si è reso colpevole di queste azioni adesso dimostra di non essere in grado di fare quanto mi riprogettavo io.
Io volevo far volare una branca, altri non sanno farle procedere.
Io mi sono e mi sto formando per diventare un capo migliore, altri di fronte alle difficoltà si ergono a giudici e arrivano ad affermare che a loro "fa ridere chi torna da certi posti con la verità in tasca".
Io che cerco di capire, quando altri si riempiono labocca di parole che non conoscono e non capiscono e nemmeno s'interessano d'approfondirle.
Io che seppur con la mia imbranataggine, con la mia scarsissima abilità provo a fare quanto riesco a fare altri che dovrebbero essere migliori che spariscono.
Io che porto avanti delle proposte ragionate e motivate, che prove a ragionarci su, altri che impongono delle loro cose che poi non seguono, lasciando a noi del lavoro inutile in più da fare.
Io che insieme ad altri cerco di trasmettere il vero senso dello scoutismo facendo risparmiare ai genitori tempo e fastidi e mi trovo a dover combattere con dei genitori che mi contano anche gli spiccioli di fronte a un gruppo che di certo non ha problemi economici.
Di tutto questo farei a meno, mi stanca e basta, mi rovina le giornate, mi getta oscurità su un anno che altrimenti è andato bene, anzi benissimo.
Mi tocca usare tutta la mia forza di volontà per tornare con la testa alla laurea ed ai ragazzi che c'erano, a quel caldo soffocante e al vino freddo, mi tocca sfruttare l'0immaginazione per tornare ai centri estivi con Giulia, Elena, Silvia e tutti gli altri animatori che però ho conosciuto meno, al campo che è andato bene malgrado alcuni, alla scuola capi con Stefania, Daniele, Massimiliano, Lorenzo, Nico, Gabri gli istruttori e tutti gli altri allievi, mi tocca usare una lacrima per tornare a sentire e vedere una canzone cantata nello scompartimento di un treno che corre verso il tramonto, mi serve un attimo di sofferenza per tornare ad una sera di fine estate di fronte ad una chiesa, mi serve tutto questo per ricordarmi che non è stato un anno, l'ennesimo, sprecato, che mi serve a convincermi che dopo la tempesta verrà il sole, che le cose riprenderanno a marciare, che nel futuro non ci sarà sempre e solo solitudine che finirà di piovere e potremmo anche tornare a vedere il sereno.
Questo mi serve, e per fortuna che da un paio di giorni ha smessov eram,ente di piovere e splende il sole altrimenti sarei triste, forse sarei più triste di come sono adesso e, alla fine di tutto, non avrei nemmeno questo mezzo sorriso che mi decora la faccia alla fine della riflessione serale.
Buona notte e sogni d'oro a tutti.

mercoledì 17 dicembre 2008

Space

Uno spazio indefinito tra la terra e il cielo, un cielo che sembra spostarsi sempre più in là.
Uno spazio di cui abusano poeti ed innamorati che quando non san più cosa scrivere si perdono tra le stelle.
Uno spazio di cui, io, come ho scritto poco sopra ho abusato in continuazione.
Uno spazio particolare lo Spazio.
Quello in cui si muovono gli astronauti per intenderci, quello in cui si muovono gli shuttle, le astronavi dei cartoni animati che popolavano la fantasia di quelli che hanno la mia età e qualcosa di più da bambini.
Uno spazio particolare, dove non c'è niente e il corpo si muove liberamente, leggero, nel vuoto.
Uno spazio in cui si sa di non essere a casa, uno spazio che si capisce perfettamente essere solo temporaneo, perchè il posto dell'uomo è per terra, con i piedi ben piantati al suolo.
E allora prima o poi spero finisca questa senzazione, questa impresisone di essere sempre fuori da quello che è il mondo reale, quello che è il mondo del resto delle persone, del resto dell'umanità, spero che capiti prima o poi che qualcuno mi dica da terra, vai è ora rientra.

domenica 14 dicembre 2008

Tired

Ci sono momenti in cui sai chiaramente quanto DEVI fare.
Ciò tuttavia discorda pesantemente da quanto hai voglia di fare.
Il sonno e la stanchezza tolgono voglia ed energie per studiare.
Si arriva a pensare che adesso, si comincerà a fare qualcosa, adesso o forse tra poco, tra un minuto, e poi si finisce per non fare nulla.
Ma forse ogni tanto va bene così.
Tirare troppo non fa bene, e una giornata di pausa non fa male, tanto più che ora siamo in discesa verso le vacanze di Natale.
Una pausa e poi ricomincio.

martedì 9 dicembre 2008

Swing life

Ogni tanto mi sa di essere capitato nel posto sbagliato, o forse nell'epoca sbagliata. Forse entrambe. Ogni tanto ni piacerebbe poter provare com'era vivere in un'altra epoca o in un altro posto. E allora mi capita stasera di chiedermi come doveva essere la vita nella Chicago dei primi anni trenta.
Anni fumosi come quei locali rivestiti in legni scuri e cerati che risplendevano alla luce della lampade, in cui l'atmosfera era soffiata leggera dalle punte dei sigari e seguiva le leggere note dello swing, quell'atmosfera da bulli e pupe, quell'atmosfera da Al Capone, quell'atmosfera da gangaster e da proibizionisti, quell'atmosfera a cui serviva una musica leggera per poter dimenticare una vita difficile che non si poteva di certo dimentica sul fondo di qualche bicchiere vietato per legge. Era diversa, forse non troppo, probabilmente avrei battuto questo pezzo su una macchina da scrivere e me lo sarei riletto da solo, dopo anni...

lunedì 8 dicembre 2008

Nemo

Navigare. Navigare in un mare di nebbia in cui non si vede oltre la murata della nave.
Navigare dove se urli chi si trova appena oltre la vista già non ti sente più.
Fendere le onde con uno sciabordio che muore nel silenzio del nulla.
Avanzare li dove il vento non gonfia le vele, avanzare lì dove non si sente null'altro che l'eco della propria voce, lì dove il silenzio è rotto solo da un dal rumore delle oscillazione della barca sull'acqua.
Lì tu sei Nessuno, tu sei Ulisse che inganna il ciclope, perso in peregrinazioni che ti terranno lontano da casa per anni, tu sei lì senza sapere dove sei, sei lì vagando nel nulla di una via illuminata a festa, in cerca dei regali di Natale.

lunedì 1 dicembre 2008

Joy to the world...

Inizia Dicembre e io mi sento come risollevato.
Se non ho fatto male i miei calcoli ancora un paio di settimane di intenso lavoro e poi gli impegni si dovrebbero un attimo sfoltire.
Sento l'aria fredda, vedo i negozzi del centro che si preparano al natale e come ogni anno comincio a pensare ai regali.
Ieri sera ero proprio stanco, forse pure un pò depresso, sarà che oggi le cose all'università con i lavori di gruppo sono andate meglio di quanto sperassi ma stasera le cose sembrano avere un attimo di luce.
Ho avuto un desiderio particolare, la voglia di passare una serata a casa senza le varie cose da fare, senza incombenze, senza troppi impegni.
Una serata avvolto nel plaid, con una cioccolata calda in mano (magari con la panna).
Vorrei delle vacanze in una qualche città dell'europa centrale, da Praga a quelle della Germania renana.
Avrei voglia di passeggiare per le vie di Rothenburg sotto i fiocchi di neve che cadono lievi, girare per i mercatini di Natale di Norimberga, godermi la pace della campagna da Frederick.
Quest'anno mi sembra un sogno lotano... magari però il prossimo...

domenica 30 novembre 2008

Wish list

Breve momento serale.
Stavo pensando che si sta avicinando Natale.
In questo periodo i bambini scrivono la loro letterina a Babbo Natale chiedendo le cose che più desidererebbero.
Ho appena letto un post di quelacuno che è stanco...
E ho pensato un pò a me che forse non sono proprio lucido.
Ho pensato che in questo momento vorrei essere bambino, per non essere così impegnato e così stanco ma so anche che se non mi piacesse quello che sto facendo non lo farei con la passione con cui lo faccio.
Ma per un momento voglio tornare bambino e se me lo consentite (e me lo consentite tanto il blog è mio) vorrei scrivere una lettera a quell'omino buffo con il barbone...

...com'è che si cominciava? ah sì...

"Caro Babbo Natale,
Quest'anno non penso di essermi comportato particolarmente male e quindi vorrei chiederti giusto un paio di cose. Ci sono tant e cose che vorrei chiederti, potrei fare ancora più il buono, risultato certamente ipocrita, chiedendo qualcosa per altri ma, a costo di risultare egoista, chiederò qualcosa per me. Ti vorrei chiedere una cosa che mi manca molto ultimamente, vorrei chiederti il tempo, il tempo per potermi dedicare a chi voglio bene, agli amici, alle cose che mi piacciono, a tutte quelle che non riesco a fare perchè prima del piacere c'è una cosa chiamata dovere. Vorrei chiedertelo per avere il tempo di stare con la mia famiglia che ultimamente non è che mi veda un gran che... Vorrei chiedertelo per poter incontrare della gente, e non sentirmi come il solito decisamente troppo solo... Vorrei chiederti un pò di serenità, per me, magari anche per mamma e per il resto della famiglia. Non è che le cose vadano male, ma quanto c'è sempre qualche preoccupazione non si vive bene. Vorrei chiederti se possibile un pò meno impegni, un pò meno pressione, un pò meno aspettative che mi autoconvinco che ci siano su di me. Lo so che sono cose che dipendono da me ma una mano a volte non guasta. Vorrei avere ancora quella carica e quell'entusiasmo che qualcuno mi aveva donato e che qualcuno di gretto e materiale mi ha portato via senza lasciare nulla al suo posto costringendo dei terzi a pagarne le conseguenze. Vorrei essere felice, e poter far felice qualcuno. Non so se sto chiedendo troppo, ma tu prova a fare quello che puoi. Mi basterebbe forse anche solo un poco di quanto ti chiedo, un briciolo di polvere di stelle appena. E adesso ti saluto, che la notte avanza e il sonno rende le palpebre pesanti.
F."

DECK THE HALLS


Deck the halls with boughs of holly,
Fa la la la la, la la la la.
Tis the season to be jolly,
Fa la la la la, la la la la.
Don we now our gay apparel,
Fa la la, la la la, la la la.
Troll the ancient Yule tide carol,
Fa la la la la, la la la la.
See the blazing Yule before us,
Fa la la la la, la la la la.
Strike the harp and join the chorus.
Fa la la la la, la la la la.
Follow me in merry measure,
Fa la la la la, la la la la.
While I tell of Yule tide treasure,
Fa la la la la, la la la la.
Fast away the old year passes,
Fa la la la la, la la la la.
Hail the new, ye lads and lasses,
Fa la la la la, la la la la.
Sing we joyous, all together,
Fa la la la la, la la la la.
Heedless of the wind and weather,
Fa la la la la, la la la la.

martedì 25 novembre 2008

Busy

Devo ammattere che non ho propriamente voglia di scrivere...
In teoria ho almeno altri due documenti che dovrei aver pronti per stasera e chissà quanti altri che dovrebbero essere pronti per il futuro.
Sono praticamente somparso dal blog, troppe cose da fare, speriamo che il futuro e il prossimo semestre all'università in particolare siano più leggeri perchè veramente al momento ci sono troppe cose da fare...

lunedì 17 novembre 2008

Wolf's legend Chapter twelve part one

A QUESTION OF TEETH AND HORNS

Ci sono giorni d'inverno in cui il mare si monta, quasi volesse gonfiare il petto, mostrare tutta la sua potenza, prima di abbattersi con le sue onde sugli scogli che lo fronteggiano.
Gli scogli sono sempre lì, sempre pronti ad attenderlo, sempre immobili, come un muro di scudi, come una fortezza, impassibili, insensibili alle ondate, vincono quasi sempre loro, anche se il mare se li porta via poco a poco.
Lo scoglio è impassibile a quei grammi di se che il mare gli ruba di volta in volta, ma all'infinito il mare l'avrà vinta, perchè si troverà ad aver privato lo scoglio di se stesso.
Qualche volta, uno scoglio più debole, eroso dal tempo e dal sole finisce per crollare, e la maceris seppelliscono quanti, granchi o pesci vi si nascondevano sotto.
Rynm era lì, uno scoglio in mezzo ad un mare d'erba. Quando i cervi ne videro le mura, le cupole dorate, le alte torri ne furono impressionati.
Nemmeno la loro capitale aveva quelle dimensioni. Nemmeno Mauriceburg che avevano assediato appariva tanto splendente vista da lontano, cupa e tetra com'era tra le montagne.
Qui invece c'era Rynm la bianca, che sembrava sorgere dal nulla in mezzo al mare dorato dei campi di grano maturi, in mezzo ai verdi pascoli delle sue greggi e dei suoi armenti, qui c'era un frutto maturo che sorgeva di fronte a qulcuno intenzionato a cogliero, malgrado le spine poste a proteggerlo.
E come onda i cervi vi si abbatterono addosso, come onda vi furono respinti dallo scoglio di pietra.
Una due, tre, cinque dieci volte vennero, e altrettante respinti, prendevano la rincorsa e tornavano, quasi incuranti delle vite che lasciavano a loradare di rosso i candidi bastioni, portantosi via sempre qualcuno di quelli che prima stava lì sopra a divenderli.
E quasi sempre gli scogli ressero.
Alcuni bastioni caddero e furono ripresi in una mortale danza.
Le mura esterne che non erano sottoposte alla difesa dei lupi caddero e furono abbandonate, crollarono sotto i colpi dei mangani e dei trabucci e il loro crollo portò con se gli abitanti che proteggevano.
Fu dato l'assalto alla seconda cerchia di mura, che resistette, ma la fatica era tanta, e pian piano le difese cominciarono a scricchiolare.
I lupi uscivano per cercare di sostenere la città, ma venivano spesso ricacciati.
Sembrava che il cervo stesse per caricare, corna basse, a sfondare la seconda mura, per giungere dritto alla terza e prendere di slancio anche quella. I difensori stavano assiepati alle mura.
Poi l'ondata si fermò.
Il cervo sembrava essersi bloccato a metà balzo, prima d'incornare l'avversario.
Si vide il lupo che lo mordeva al garreto.
Dalle colline in lontananza era apparsa una linea nera.
Dalle mura della città si pensava fossero altri cervi giunti in rinforzo di chi li assediava, ma poi la linea non cambiò colore avvicinandosi.
Le uniformi nere rimasero tali, li stendardi portavano l'immagine del lupo di bronzo e d'acciaio, del falco, dell'orso.
Le armate dei cervi furono costrette a girarsi.
Da giorni preparate all'assedio ci misero del tempo a tornare in formazione coi ranghi serrati.
Di fronte a loro venivano i branchi neri, l'intero esercito dei lupi sceso dal nord.
Le truppe di linea ad occupare il fronte principale, gli orsi su un fianco, i falchi e una torma bianca a coprire le ali.
Dietro ai lupi veniva la guardia d'acciaio. Nessuno l'aveva mai vista schierata tutta. Nulla sua interezza doveva essere almeno una divisione, quasi diecimila uomini schierati in linea, coperti d'acciaio, intorno ad un comandante che aveva fatto tremare i cervi come mai prima d'allora.
I cervi apparivano comunque come una marea verde rispetto alla linea nera che li fronteggiava.
I lupi presenti nella capitale urlarono la loro gioia. Vollero uscire in soccorso dei compagni. Furono schierati in linea dentro le mura, e poi uscirono compatti e marziali.
Dietro a loro venne l'esercito della città o quello che ne restava.
I cervi non parvero preoccuparsene, caricarono Sebastian ed i suoi, e lì rimasero.
Il muro li respinse, come uno scoglio più duro degli altri, infranse le onde e vi si insinuò dentro.
Dove passavano le truppe nere sembrava che il lupo avesse morso mortalmente il cervo.
Per i colpi di corna che qusto poteva cercare d'infierire il lupo riusciva a portare a segno un altro colpo letale.
Le corna non parevano avere effetto sui lupi che continuavano a schivare gli attacchi.
In continuazione i falchi e le truppe di Deredo lambivano i fianchi dell'esercito di Salzen spillando ogni volta un tributo di sangue.
Poi caricarono nella mischia i soldati d'acciaio di Sebastian e le truppe di Ursus.
La fanteria pesante dei due contigenti gettata nel mezzo della mischia parve essere una nave che frangeva le onde.
Nulla poteva fermarla, le grandi spade a due mani e le asce bipenni calavano per risollevarsi loradate di sangue per ridiscendere a cercare il loro tributo alla nera signora.
La stanchezza si comincio a far sentire, il cervo parve essere sul punto di riprendersi, non sembravano forse innumerevoli le sue schiere? quando improvvisamente un urlo soi levò dalla parte della città.
Le truppe della città, guidate da Mathias stavano caricando i cervi da dietro dirigendosi lì dove vedevano lo stendardo della guardia di ferro che sempre accompagnava Thobias.
Con questo attacco troncarono via buona parte dell'esercito dei cervi che si trovò in un triangolo con due lati coperti da lupi e sull'altro la cavalleria di Deredo che lo caricava frontalmente.
Persi i compagni le bandiere cominciarono a cadere e le mani ad alzarsi, e più erano gli arresi più gli altri li imitavano.
I lupi riuscirono a farsi strada in quasi ancora resistevano, l'assalto parve perdere vigore, pori riprenderlo, poi sembrò che venisse arrestato, arginato e ricacciato, alla fine però l'esperienza prevalse e sul far della sera i cervi stavano scappando, abbandonando sul campo decine di migliaia di morti feriti e prigionieri.

I walk in the rain, I walk in the rain...


Camminando sotto la pioggia, non una di di quelle piogge battenti e fastidiose, non una di quelle piogge contine e che intristiscono.
Era una pioggerellina leggera, un piovigginare lento e ritmato, la danza di alcune lacrime che dal cielo scendevano a cantare sulla terra.
Era una pioggerella che era piacevole sentire, una pioggerella che non infastidiva il passo di chi camminava, quella pioggerella che con un pò di più freddo si sarebbe trasformata in candida neve.
Scendeva senza troppa fretta, scendeva con la velocità di chi non ha una meta precisa e avanza giusto per il gusto d'avanzare.
Cadeva sulle luci che illuminava il cielo della città, cadeva sui lampioni che davano quel tocco di magico alla notte che incedeva, cadevano sui festoni di natale appesi fuori con largo anticipo.
Cadevano sul canale e sul ponte, sui buoni e sui cattivi, sugli intelligenti e sugli stupidi.
Cadevano su di me, leggermente a spasso per le vie della città, in una sera d'autunno.

venerdì 14 novembre 2008

Writing


Piccolo pensiero serale che la stanchezza mis ta vincendo.
In questi giorni andando in bagno all'università mi è capitato di rivedere e riconsiderare le scritte che furoreggiano nei suddetti bagni.
Uno a vederle si fa una cultura, arrichisce il proprio bagaglio personale, arriva a capire cos'è la politica.
Credo che il mio livello mentale senza poter apprendere quanto i napoletani siano giudei, quanto i leghisti siano altre cose non proprio pubblicabili, quanto sia che voi siate di destra che di sinistra qualcuno vi manda comunque a quel paese con termini coloriti sarebbe rimasto oltremodo limitato e addirittura menomato senza queste conoscenze.
Infatti ero rimastro sorpreso, un giorno ero entrato in bagno e l'avevo trovato pulito, poi qualche cogl... ehm... qualche genio ha pensato di ridirmi cosa ne pensava lui su certi argomenti e la vita è tornata a scorrere normale come prima...

venerdì 7 novembre 2008

Again, again and again

Sembra che non ci sia proprio niente da fare.
Deve essere qualcosa di intrinseco alla sua personalità.
Dopo le passate figuracce internazionali sembra che Berlusconi e i suoi non vogliano perdere l'occasione di collezionarne altre.
Non credo che Obama sia amico dei terroristi, ne tantomeno che abbia apprezzato che un premier straniero lo definisca abbronzato, ma sembra che qualcuno non riesca a capirlo, cperto di livore e razzismo...

mercoledì 5 novembre 2008

Do your best

Io capisco che non sia semplice, ma non è nemmeno possibile ignorarlo.
Chiedo perdono fin da ora, ma non posso ne capirlo, ne approvarlo, ne accettarlo.
Credo che ieri sera sia stata una delle riunioni di CoCa più tristi a cui io abbia mai partecipato, e quanto è stato detto faceva venire i brividi.
Io ho un'idea di scoutismo, ben piantata in testa. Non sono convinto che sia in assoluto la migliore, non sono convint che sia perfetta, ma è la mia idea, e fino a che qualcuno non mi dimostrerà che è vero il contrario, che io sbaglio, continuerò a crederci.
Io credo che uno scout si uno che riesce a pensare con la sua testa, uno che sa discernere, o almeno ci prova, cò che è giusto e ci che è sbagliato, è uno che se trova qualcosa che non va, senza usare la violenza, e la stupidità, ma con l'imegno ed un lavoro quotidiano prova a cambiare le cose.
Io credo nei nostri motti, io credo in quanto promettiamo e facciamo promettere, io credo che il nostro impegno non sia sprecato fintanto che ci crediamo.
Io credo che si debba educare, educare a quelal che è la filosofia scout, a non mollare mai, a adre sempre il meglio, ad essere preparati, ed a sapersi sacrificare per gli altri.
Se non ci credessi adesso non sarei capo, non mi metterei continuamente alla ricerca di materiali per dare sempre qualcosa in più a quei ragazzi che provo a seguire nella crescita.
Non posso ne accettare ne capire un capo che mi dice " Si am se uno deve fare scoutismo vero deve andare da un'altra parte"...
Non posso ne accettare ne capire che la mia attenzione debba essere concentrata non sui ragazzi ma su dei genitoi che il nostr malsano statuto pone al centro dell'associazione senza che siano presenti, senza che ne abbiano le competenze, senza che, spesso, nemmeno vogliano farne parte.
Non è possibile che l'elemento centrale dell'associazione sia il genitorire quando a fare attività sono capi e ragazzi, non è possibile dover leggere un documento come quello che conclude il nostro statuto, perchè vuol dire che qui qualcuno non ha capito diverse cose.
Uno scout, un capo in primo luogo, è uno che non può ignorare le cose, è uno che se crede in quello che fa non può nascondersi dietro un fuscello abbassando la testa sperando che queste non lo vedano e tirino dritto.
Non ci si può nascondere dietro ad un "ma tanto è così, queste sono le nostre caratteristiche, se non va bene così lasciamo perdere tutto e chiudiamo". Non può essere così perchè non tutto è sbagliato, e se è sbagliato solo in parte basta una lieve correzione.
Però se per paura non si vuole fare neanche quella...
Se non ci si sente come educatori protagonisti della crescita del ragazzo almeno nelle due ore che è con noi, e ci si nasconde dietro al "ma tanto è il genotire che passa quasi il suo tempo con lui, ed è giusto che sia protagonista anche qui...".
In quelle due ore siamo noi i protagonisti, noi quelli che stiamo di fronte ai ragazzi, noi quelli che s'impegnao, quelli che perdono soldi e denaro, quelli che rischiano perchè la responsabilità per la legge è nostra, non è il genitore.
Il genitore ci porta il suo ragazzo, decide che vuole per suo figlio una certa formazione, di cui può cercare di capire i contorni, ma che non può modificare più di tanto, che deve accettare e di cui, quindi, non è responsabile.
Quindi, non è possibile che anche in associazione i capi non siano considerati, e che il loro posto sia preso da dei genitori ultra marginali.
Da da pensare solo il fatto che il per decidere chi eleggere al direttivo i genitori chiedano a noi capi.
Se non sono autosufficenti, tanto vale che siano i capi a prenderne il posto eliminando un inutile pessaggio.
I genitori possono ancora esserci, io credo che possano essere, eprchè attualmente non sono, una ricchezza per l'associazione di cui faccio parte, ma la loro ingombrate prenseza, in molti casi inutile se non dannosa, deve essere modificata.
Non ha senso dover avere a che fare con gente che viene lì solo praticamente per fare riunioni in cui viene riferito come va l'attivià, invece di una ogni mese e mezzo ne basterebbe una ogni quattro mesi, con noi capi che ci risparmiamo riunioni.
Si è visto che alle feste non vengono se non per fare gruppo a parte fregandosene dei figli e del clima di famiglia che si vorrebbe creare, se partecipano, se prendono parte ai giochi è per divertire se stessi e non creare un legame coi propri figli... e allora per cosa gli stiamo ancora dietro?
Tanto ce li portano solo per avere un parcheggio...
Non sanno quello che facciamo, non si immergono nel nostro sistema educativo, ma vogliono esserne custodi e controllori... bah...
Se poi a questo uno aggiunge che un ebete si inventa frasi che non sono scritte ad nessuna parte dei testi di B-P (e si che li ho appena finiti di leggere) o che se anche ci sono o sono strate stravolte, o estrapolate da testi vecchi antecedenti alla "seconda vita" del capo scout del mondo... beh oltre a farmi tristezza mi da fastidio, raccontare balle, cercare di sfruttare cose che forse sono in una righetta su molti libri di testi non è scout...
Se poi ci aggiungiamo che una persona mi fa trovare per preparare un'attività, non viene per altri impegni (in questo lo giustifico epr carità) ma poi ignora quanto è stato preparato, Se ne frega di quello che hanno preparato gli altri, non prova nemmeno a capire quello che hano pensato gli altri, solo per ascltare la sua voce che l'incanta, beh direi che è stata una riunione di merda...
Fortuna che pensare ad alcune eprsone ancora mi rasserena...

sabato 1 novembre 2008

A single big tear

Cosa succede quando improvvisamente riesci ad aprire un file audio che ti pordi indietro di alcuni giorni, cosa succede quando risenti delle voci che stavano svanendo nel passato?
Non credo sia sepre uguale, non creso si tratti di qualcosa di scontato o predeterminato.
Però mi sono trovato in uno stato particolare, come se non fosse successo nulla in questi mesi, come se improvvisamente il tempo non fosse mai passato, come se bisceglie fosse lì, appena dietro l'angolo, appena dietro una curva del passato mai veramente passato.
E allora il pensiero va ad Akela, a Bagheera, a Kaa, a Chil a Daniele, a Massi, a Lorenzo, a Stefania e agli altri compagni che ancora potrò vedere.
E allora una lacrima scende, lenta, dolce e quel sapore salato che ti accarezza le labbra è qualcosa di infinitamente delicato.
Grazie a tutti, lo ripeto ancora a mesi di distanza.

venerdì 31 ottobre 2008

Violent flags


Ho appena finito di leggere quando detto dal sottosegretaroi Palma sugli scontri in piazza Navona.
Da quanto ho capito, prima ancora di leggere l'articolo, la polizia si era frapposta tra i due gruppi di teppisti, ed era stata chiamata a controllare lo scontro dagli studenti di sinistra che nulla volevano aver a che fare con quelli dei centri sociali, della sinisrta antagonista che si pestavano.
Ho letto bene l'articolo e non c'ho trovato molto da dire.
Solo due riflessioni.
Se io arrivo in un posto con un camioncino carico di spranghe decorate e pronte all'uso non sono lì pacificamente.
Se so che sta arrivando gente che non rifuta lo scontro e io non ho voglia di battermi me ne vado.
Può anche essere stato che a caricare per primi sino stati quelli della sinistra antagonista, ma gli altri devono averfatto quanto bastava (e credo in questo caso sia bastato molto poco) per provocarli.
Qui non si è rtattato di uno scontro politico, di un riaccendersi delal cotnrapposizione di destra e di sinistra, si è trattato semplicemente di due gruppi dic retini che si son fronteggiati.

giovedì 30 ottobre 2008

Point

Cos'è un punto?
é una macchia di una penna su un foglio bianco, è un aereo che un bambino vede sul nel cielo, molto lontano, è l'unità base della geometria, è qualcosa che è difficile da comprendere, è qualcosa che non può essere diviso.
Io posso essere un punto nel momento in cui sono visto adll'altro tra un mare di altri punti chiemati gente.
Sono un punto, eppure in questo momento sento di non essere indivisibile, soprattutto dentro.

martedì 21 ottobre 2008

Mafia

Che bello, che bello avere un Papa che non ha paura di denunciare il male, che non ha paura di schierarsi contro, che sa far tuonare la sua voce contro le ingiustizie.
Cosa, non è vero? come non è vero? non c'è più quel Papa che nella piana di agrigento accusò la mafia? No purtroppo non c'è più.
Non c'è più quel Papa che condanna i mafiosi e non la regione, che non condanna tutti ma i colpevoli, non c'è più quell'uomo buono vestito di bianco che sapeva mostrare la Fede vera. Adesso c'è un politico.
C'è un uomo che con la scusa di non turbare le coscienze di una regione da anni macchiata dalla piovra, da anni oscurata dal crimine, da anni coperta come da un olezzo di criminalità, ha taciuto, non ha parlato, e non parlando si è fatto complice di quella criminalità omertosa che da anni dilaga in quei luoghi nascosta alla maggior parte dei benpensanti.
Non parlando ha lascito soli i suoi preti che combattono sul territorio, ha giudicato troppo distanti dai palazzi di Roma dove risiede i delitti e gli omicidi, non si è ricordato della scia di sangue che ogni anno macchia le strade della Campania.
Con il suo silenzio ha fatto un mezzo favore a quei criminali che giorno dopo giorno dovrebbero essere isolati, e ha ragione quel sacerdote che paragona il silenzio di questo Papa a quello di Pio XII sugli ebrei, un silenzio colpevole, vergognoso, che impiastriccia le candide vestiti vaticane con un rosso che non è quello cardinalizio.
Cristo non aveva avuto paura di andare contro i mercanti del tempio, contro i peccati, contro l'ipocrisia, i potenti.
Questo Papa non ha paura di andare contro gli aborti, gli scienziati, la ricarca scientifica, ma perde la parola di fronte alla mafia, e poi si chiede anche come mai c'è tanto anticlericalismo.

Culture


Bene, momento di riflessione.
Oggi 40'000 studenti scendono in piazza contro la riforma Gelmini nella sola Firenze. E sbagliano.
Non nella protesta, quella è sacrosanta e anche giusta, sbagliano in come la cosa si è conclusa.
La riforma è fatta male in modo improvvisato e qualunquista, perlomeno quella dell'università, con tagli indiscriminati e folli.
Le università, la ricerca, e lo sviluppo della conoscenza sono il futuro di una società evoluta, sono ciò che fa la differenza tra un paese sviluppato ed uno arretrato, tra chi nel mondo del futuro sarà guida e faro dell'umanità e chi invece arrancherà faticosamente dietro nelle retrovie.
Può anche starci che ci siano dei tagli in un momento di crisi, ma questo non può e non deve pregiudicare l'insegnamento delle Università che lavorano bene.
Viene contestato che ci sono troppe università e troppo sedi distaccate, cosa non vera visto che solo nello stato del Michigan mi dicevano gli studenti che ci vivevano c'erano una decina di università pubbliche per un numero veramente esiguo d'abitanti.
In Italia inoltre sarebbe da ricordare che c'è stata una proliferazione di micro università soprattutto sotto il governo Berlusconi che sembrava voler dare a cani e porci tanto che l'allora presidente del senato ha praticamente voluto un'università sua mi pare in quel di Siena ma potrei anche sbagliarmi.
Eliminassero quelle università, cominciassero a tagliare i fondi dalle università ridicole, cominciassero a togliere i fondi, se ne vengono stanziati, alle scuole private.
Non è concepibile che i fondi vengano tagliati allo stesso modo a chi lavora bene e che potrebbe lavorare meglio e a chi lavora male e potrebbe diventare solo un buco nero per altri fondi.
Perrò i ragazzi di Firenze han sbagliato, questa riforma è sbagliata e manifestarci contro è giusto, ma cessa di esserlo quando si occupano i binari, quando si crea un disservizio pubblico, quando si va a danneggiare persone terze che di colpe non ne avevano.
Questo è sbagliato e non porterà certo l'opinione pubblica a favore di chi protesta.
Se vogliamo difendere la cultra in Italia, le sue sedi che sono a rischio per questo governo e certe sue operazioni cialtrone, dobbiamo farci noi stessi, è per primi portatori di cultura e civiltà e sedersi sui binari non è un modo di farlo.

lunedì 20 ottobre 2008

Last and least

Siamo alle solite.

Il nostro governo riesce ad applicare una politica estera pietosa.
L'ultimo punto in materia ambientale.
Vengono discusse delle misure da portare avanti per rallentare il degrado ambientaqle in Europa, i principali e più avanzati paesi d'Europa concordano, l'Italia no e si fa portavoce di un gruppo di paesi che protestano contro tali provvedimenti.
Di questi paesi nessuno fa parte dell'Europa occidentale.
Per l'ennesima volta siamo una ridicola italietta, siamo una compagine d'incompetenti, con un gruppo di dirigente che nonsa essere lungimirante e che fa pagare l'inadeguatezza della nostra industria nazionale ai cittadini.
Ne va della nostra salute, ne va del nostro futuro, ma non si deve attuare perchè altrimenti le industrie, delle industrie che non fanno innovazione, che non fanno ricerca, che non si evolvono per cercare di essere internazionalmente competitive, non potrebbero reggere il costo di queste misure?
Come al solito in Italia proteggiamo questii incompetenti salvaguardandoli in una bolla che prima o poi sarà destinata a scoppiare rovesciando sul paese intero quella marea di schifo che ne vien tenuto fuori.
E la Prestigiacomo, ministra dell'ambiente per non si sa bene cosa, non porta avanti un discorso in difesa dell'ambiente ma dell'industria? Ma allora perchè l'han messa ministro dell'ambiente? potevano darle qualsivoglia altro dicastero, ma questa è un'ulteriore ridicola farsa.
Poi si sa come andrà a finire, quando ci saranno problemi si alzeranno le voci di protesta, il politico di turno prometterà che certe cose non avverrano più, avanti con il giustizialismo e il populismo e appena calmatesi le acque tutto si affosserà, magari anche grazie ai tempi biblici della giustizia italiana.

domenica 19 ottobre 2008

A big circle..

Breve riflessione dopo la prima attività dell'anno.
L'attività è andata bene, niente da dire. I lupetti sono stati fantastici, meravigliosi e non hanno fatto casino in modo esagerato. Ne mancavano diversi, vedremo come si metteranno le cose in itinere, ma essendo un branco esperto con pochi nuovi e praticamente nessun nuovo inserimento mi aspettavo che andasse così.
La mia riflessione è su di me e sulla nuova Akela.
Lei sta cercando di coinvolgermi, mi sta dicendo che mi farà fare parte dei racconti, e credo che potrei ottenere qualsiasi cosa volessi. Resta il fatto che è qualcosa che non riesco a sentire, qualcosa che veramente non riesco ad incamerare, ad interiorizzare.
Non è possibile che io oltre a fare il capo debba fare praticamente da tutor a chi mi sta sopra, non è possibile che sia io a dover guidare chi dovrebbe guidare me, non è possibile che sia io a dover decidere dove andare, o perlomeno creare una linea di percorso, una traccia od un sentiero, per poi dover lasciare a qualcuno che si sta ancora formando, la facoltà di seguirlo o meno.
A quest'ora gli altri anni era già pronto il programma, io non ho avuto nemmeno una risposta di massima su quanto ho scritto, da quanto mi ha detto non l'ha nemmeno letto e a questo punto come facciamo a procedere se non sappiamo dove vogliamo andare.
E' appena arrivata in branco ed è decisamente troppo sicura di se, valuta praticamente come incompetenti ragazzi ceh perlomeno hanno sulle spalle un anno di attività in branco, persone che hanno portato avanti un discorso per la loro formazione, ragazzi che si sono impegnati con i rispettivi branchi e che vedendoli all'opera hanno tutte le carte in regola per poter divenire un giorno degli ottimi capibranco (adesso son bravi, ma sono sicuro che miglioreranno).
Non riesco ad entrare in questa parte, non riesco ad essere al contempo il più preparato per la branca in cui opero e il vice.
Non è il mio ruolo, non è qualcosa che riesco a sentire mio, qualcosa che riesco ad accettare.

venerdì 17 ottobre 2008

Are you here my love?

Non c'è nulla da fare, proprio nulla da fare. Mi ha fatto innamorare dalla prima volta che ci siamo incontrati e la cosa non sembra diminuitre.
E' una di quelle cose che non puoi decidere, una di quelle cose che ti entra dentro ti cattura l'anima e non se ne va.
Una di quelle cose, che appena vedi, subito capisci che sarà parte della tua anima per sempre, una parte che non potrò più staccarsi, e che tornerà a farsi viva ogni volta che il tuo pensiero volerà appena al di là del normale.
Andrà ae verrà come la marea, con momenti in cui farà sentire di più, altri durante i quali sembrerà svanire.
I suoi colori si sono fermati nella mia mente, le sensazioni che mi suscita, i profumi che mi ricorda.
Ed ecco, finalmente sembra che sia qui.
Benvenuto Autunno, con i tuoi colori caldi e la tua magica aria fredda.

mercoledì 15 ottobre 2008

Duel

L'aria fresca sul viso,
le dita ancora rigide che assaggiano la presa,
L'aria sferzata da un fendente provato
contro un nemico immaginario,
contro un fiore silente ed isolato
a cui veloci, si toglie la vita.


Certo nel duello moderno, quello per intenderci fatto nella scherma sportiva, manca, anche se non del tutto, quello che era il fascino e la mortale attesa che c'era nel duello d'onore del secolo scorso e precedenti.
La paura e la tensione dovevano essere palesi, presenti, quasi tangibili come se fossero altre persone resenti in un luogo altrimenti isolato.
Già nella scherma moderna durante l'incontro c'è tanta adrenalina, c'è la tensione della gara, dello scontro, quasi ci fosse un riattivarsi di quelle aree ferine che spesso abbiamo solo latenti nella nostra testa.
La tensione emotiva si carica vieppiù che ci si avvicina all'ora, pronti, frementi, in attesa di quell'unico primo contatto tra le lame che avrebbe dato avvio all'incontro e che da lì avrebbe aspirato dentro un turbine di sangue e morte i contendenti.
Chissà come dovevano sentirsi? carichi fino all'impossibile della sensazione di se, carichi fino all'impossibile di una potente idea d'onnipotenza e d'invincibilità.
E poi, poi come avrebbero reagito se l'avversario che tanto stavano aspettando, quasi fosse un'amante, non si fosse fatto vivo, macchiando l'onore ma mantenendo salva la vita?
Cosa avrebbero pensato di chi, all'ora convenuta non si fosse presentato, non si fosse fatto avanti a discutere sul dilo dell'acciaio delle proprie ragioni, delle proprie colpe, di quanto ad esso veniva imputato.
Credo fosse una sensazione molto simili a quella di colui che viene defraudato di quanto ritiene suo di diritto, una sensazione di vuoto, come quella di un appuntamento sfumato, una sensazione di rinnovata ingiustizia, una sensazione di rabbia profonda, che sicuramente si sarà andata ad aggiungere a quella che già c'era prima, una sensazione di ferina attesa, che avrebbe potuto portarli ad attendere, lì sotot il portone del loro avversario, fino a che non fosse giunta la notte e poi l'alba successiva, per riveder ridiscendere la notte, con l'unico pensiero di essere lì, pronti a discutere con chi era scappato al proprio onore, delle accuse che venivano a lui mosse.

martedì 14 ottobre 2008

Poem third Chapter, part one

PERSA
Monologo drammatico

Chi sei?
Conosci te stessa?
Cosa rimane in tutto ciò della vita, dell'amore, della lotta?
Per certe cose non ci sono parole
per altre ce ne son troppe.
Il futuro è ciò che scegliamo,
tra luce ed ombra,
tra dannazione e redenzione,
Angeli e demoni,
cavalieri e briganti.
Quale via hai scelto di percorrere?

La strada è tracciata, la discesa si snoda tra curve e deviazioni
forse arriverà in qualche dove.
Il nostro passato non è che una precognizione del futuro,
ciò che lasciamo dietro di noi
ci perseguiterà fino alla fine,
siano essi giardini fioriti o ruderi fumanti,
siano esse le stelle del cielo o i prodottidi una latrina.

Ma nel silenzio della notte, nel silenzio delle tue parole
non trovi una traccia del veleno che lasci?
Le nebbie, ciò che non è dato sapere,
un percorso in mezzo al fango e alla merda,
un percorso fatto di sacrifici e rinunce
un percorso fatto di fatica e sangue sputato
un percorso fatto di continue insistenze
per trovarsi di fronte ad un'ultima ennesima nebbia?
E la nebbia non era che mia,
non era che un feticcio sventagliato, per nascondere altro
non era che qualcosa,
qualcosa di malato e perverso, per non dire l'unica cosa importante
per non dire la verità.
Ed ora qui, di fronte al nulla, di fronte all'ennesimo baratro nero
qui di fronte alle armate di quei mille pensieri
che mi rodono dentro
mi ergo ancora, da solo, alla ricerca di luce.
Le lacrime che ci sono non sono per me,
ma per chi ancora ne avrà da soffire,
per le vittime innocenti di questa follia,
per chi ancora dovrà provare la banalità del male.
Potessi essere io quel bambino dei Karamazov

venerdì 10 ottobre 2008

Go straight

Momento di riflessione.

Mi è stata chiesta una cosa e l'ho fatta.
Ho tolto da questa bacheca alcuni miei pensieri, ho tolto alcune delle cose che ho scritto.
In quanto ho scritto non ho smesso di crederci, non mi sto vergognando di esse ed anzi sarei disposto a ripeterle ancora.
La frase che c'è nel mio profilo, quella che è lì come mia descrizione è ancora valida, ci credo ancora, e continuo ancora a credere in quello che penso.
E allora si chiederà qualcuno? perchè se continui a credere in ciò che hai scritto lo togli?
Lo tolgo perchè credo che prima che a noi stessi si debba pensare alle persone a cui vogliamo bene, penso che prima del nostro orgoglio, che prima di noi stessi venga dell'altro una sorta, permettetemi il termine, di servizio, d'impegno duraturo e costante, qualcosa che si chiama dovere, onore e forse anche altro, un altro termine che fa rima con quello che ho scritto un attimo fa.
Io credo che si debba aver anche fiducia, che si debba rinunciare a una parte di noi, e a quanto noi vogliamo per poter veramente trascendere quanto noi siamo e passare da un io e un tu per arrivare ad un noi.
Continuare la strada da solo, lasciando un sentiero che avevo incrociato e che credevo di poter condividere non sarà semplice, nemmeno bello, ma mi devo fidare.
Mi devo fidare del silenzio, mi devo fidare e continuare dritto per questa strada, da solo, con l'unica speranza che dietro la prossima curva il sentiero un tempo perso torni indietro.


giovedì 9 ottobre 2008

I am sure, I wrong, but I do not understand why, where or how...

Questa sera niente candela, questa sera non troppo tempo dedicato al blog, una riflesione veloce, perchè perdipiù sono stanco, visto che stamattina mi sono alzato presto, dopo essere andato a letto alla solita ora ieri.
Prima di addentrarmi negli oscuri meandri e soprattutto prima che mi perda negli oscuri meandri dei mei pensieri serali un complimentone a cinque persone che oggi hanno avuto proprio una bella giornata: un grande abbraccio a Enrico, Paola, Beppe, Mattia e Sara, ben arrivati anche voi al traguardo della laurea.
Bene, ora invece torniamo a noi.
Credo di aver sbagliato qualcosa, ma non capisco ne dove ne come ne perchè pur volendolo fortemente capire.
Vorrei capire anche come poter rimediare, ma non sono così certo che mi sia dato sapere certe cose.
Vorrei capire, perchè capendo potrei correggere, ovviamente se possibile, cosa di cui non sono certo, come non sono certo di nessun'altra cosa non capendo proprio nulla al momento, eventuali errori, potrei poi evitare di rifali più avanti.
Credo di aver sbagliato qualcosa perchè in questo momento sto vivendo molto la sitazione che si è venuta a creare come una punizione, un errore per qualcosa, anche sequesto qualcosa mi sfugge ancora.
Io credevo di essermi buttato, di star provando a recitare la mia parte, di starmi impegnado, ma si vede che non mi sono impegnato abbastanza.
Boh sono molto molto dubbioso.



VORREI INCONTRARTI TRA CENT'ANNI
Ron e Tosca

Vorrei incontrarti fra cent' anni
tu pensa al mondo fra cent' anni
ritrovero' i tuoi occhi neri
tra milioni di occhi neri
saran belli piu' di ieri
vorrei incontrarti fra cent' anni
rosa rossa tra le mie mani
dolce profumo nelle notti
abbracciata al mio cuscino
staro' sveglio per guardarti
nella luce del mattino
uoh questo amore
piu' ci consuma
piu' ci avvicina
uoh questo amore
e' un faro che brilla
eh eh eh
vorrei incontrarti fra cent' anni
combattero' dalla tua parte
perche' tale e' il mio amore
che per il tuo bene
sopporterei ogni male
vorrei incontrarti fra cent' anni
come un gabbiano volero'
saro' felice in mezzo al vento
perche' amo e sono amato
da te che non puoi cancellarmi
e cancellarti non posso (io voglio)
amarti voglio averti
e dirti quel che sento
abbandonare la mia anima
chiusa dentro nel tuo petto
chiudi gli occhi dolcemente
e non ti preoccupare (poi)
entra nel mio cuore
e lasciati andare
oh questo amore
piu' ci consuma
piu' ci avvicina
oh questo amore
e' un faro che brilla
in mezzo alla tempesta
oh
in mezzo alla tempesta
senza aver paura mai
vorrei incontrarti fra cent' anni
tu pensa al mondo fra cent' anni
ritrovero' i tuoi occhi neri
tra milioni di occhi neri
saran belli piu' di ieri

martedì 7 ottobre 2008

Colour

Premetto che vorrei essere altrove, premetto che in questo momento se potessi avrei mille domande, mille dubbi e mille perchè?
Ma non è quello di cui scriverò questa sera, non è quanto racconterò questa sera.
Questa notte parlerò di un sussurro, di una carezza del vento, un pensiero che si è perso in una notte che non ho capito.
Io per certi versi vivo di simboli, vivo in immagini e impressioni, perchè spesso le emozioni, i pensieri e i sentimenti che ci da un immagine, un profumo, una sensazione difficilmente riescono a trasmettercelo le parole.
Quindi certe cose le cerco di trasmettere così, per immagini, cercando di usare mezzi che non siano quelle parole che pure molto amo ma che in altri casi mi tradiscono, rimanendo lì dove non vorrei mai si bloccassero.
Questo messaggio, mi scuso con quelli che leggono, è rivolto in particolar modo ad una persona, che potrà capire appieno tutto, penso che senza troppo sforzo anche una perona normodotata ci possa arrivare quindi la mia colpa sarà solo marginale, con chi non dovesse capire a pieno.
Tre colori, su quattro o su cinque.
Il giallo, gelosia, si l'hai detto, indovinando, tuttavia temo sbagliando il soggetto o l'oggetto di questo sentimento.
Non si tratta di una persona, si tratta di tutte quelle attività che ti rapiscono e ti tengono via da me, di tutti quegli ostacoli che m'impediscono di esserti accanto, anche di quelle persone che possono starti accanto quando io non posso.
Gelosia anche in parte per le Winston che stanno lì dove io vorrei essere, ma non sono.
Il rosa, ho scoperto stasera che per te è anche altro, avrebbe dovuto essere il primo dei tre nelle mie idee, però ne avevi indovinato uno e quindi questo è slittato, perchè dovevo chiarirmi.
Il rosa è l'amicizia, perchè in te, oltre che tutto il resto ho trovato un'amica, una di quelle con la A maiuscola, una persona che sa ascoltarmi, una persona che sa accettarmi, che sa ascoltarmi, che sa comprendermi.
E' qualcosa di rado, un dono, e tutto questo, è un modo anche per dirti grazie.
Il bianco, terzo colore. Non è il rosso. E' il simbolo dell'amore casto, puro. Non che non vorrei ci fosse altro.
Avessi potuto, questa sera, nelle mie intenzioni c'era da sussurarti all'orecchio, tutto questo e qualcosa di più.
Avrei voluto dirti, che ci sono, sono qui, conscio delle mie promesse, pronto ad aspettare quanto decidi, pronto a seguire il sentiero che tu detti, ad accettare i tuoi silenzi.
Però, avrei voluto dirti anche che da quella sera, da quando ti ho tenuta stretta a me, ora ti prego non arrossire anche perchè sarei incerto se sorriderne felice o esserne rattristato per l'imbarazzo che ti procuro, ho voglia di fare l'amore con te, per far si che quel bianco non sia più bianco ma assuma ben altre tonalità.
Tutto questo s'è perso nel vento, s'è perso in qualcosa che non ho capito, in una notte che mi vede silenziosamente dubbioso su quanto è successo.


UNA POESIA ANCHE PER TE
Elisa


Forse non sai quel che darei
Perché tu sia felice
Piangi lacrime di aria
Lacrime invisibili
Che solamente gli angeli
san portar via

Ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose

E ci sarà
dentro te e al di là
dell’orizzonte
una piccola
poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Vorrei rinascere per te
e ricominciare insieme come se
non sentissi più dolore
ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te
anche per te
per te
per te
per te


lunedì 6 ottobre 2008

Mad man

Ieri sera seppur sconvolto da quanto leggevo sul sito del corriere non sono proprio riuscito a scrivere nulla qui, la stanchezza sconfigge chiunque me per primo.
Che Berlusconi dicesse cazzate già si sapeva, che approfittasse delle sue televisioni per far passare quanto dice era cosa nota, ma adesso credo stia esagerando, arrivando a fare affermazioni che sono oltre qualsivoglia limite della responsabilità internazionale, affermazioni che probabilmente fa senza pensare, che fa senza considerare il quadro geopolitico all'interno del quale l'Italia è immersa, o se anche lo considera infischiandosene bellamente o avendo degli interessi che mi sono oscuri.
Partiamo dalllee ultime cose.
Ieri sera il nostro amato premier si è messo a sbraitare contro un opposiozione sfascista e lanciano affermazioni sula georgia che sono raccapriccianti.
Io devo ammetterlo il termine sfascista non l'avevo mai sentito usare e potrei leggerci due descrizioni.
La prima, di una sinistra antifascista e quindi sfascista, è quasi un complimento e quindi non mi par vero di sentirla dire da Berlusconi, quindi sento di dover propendere per la seconda, legata a sfacello o a sfascio, quiindi a distruzione, cosa che non mi par più di tanto coincidente con una qualsiasi opposizione che solitamente potrebbe essere ostruzionista, ma da sfacello mai, tantomeno questa in particolare.
Seconda notizia della serata di ieri. Putin ha fatto bene ad aggredire la Georgia che conduceva un attacco in ossezia del sud che è stranamente territorio Georgiano e quindi stava attaccando se stessa, a meno che i russi non fossero già lì con l'intenzione di fare quanto stanno facendo adesso quindi minare l'unità territoriale Georgiana.


Forse Berlusconi approva Putin per poi permettere a Bossi di dividere la Padania, forse lo fa perchè vuole degli sconti per il gas che spende a villa certosa ingraziandosi l'amico Putin.
Forse non riusciva più ad avere abbastanza copertine sui giornali.
Altrimenti perchè andare contro quella che è la linea Europea? perchè smarcarsi da quella che era anche la linea Americana? Cosa si aspetta Berlusconi? di non essere amico degli Usa che gli Stati Uniti potrebbero essere governati da un "Negro" (mi scuso per il termine volgare ma serviva una parentesi di colore in questo caso).
In effetti in Italia in questo periodo sembra esserci un rigurcito razista, fatto da continui pestaggi verso neri, immigrati, cinesi e stranieri vari.
Lo stato invia i soldati a Casal Di Principe e a Castel Volturno, però i giornalisti che scendono non li vedono, i ministri sconfessano stranieri che vengono umiliati alla dogana e non parlano di massacro di bande di fronte ad un assalto della camorra a degli extracomunitare ma a lotta tra bande internazionali.
Ci troviamo di fronte una polizia che è sempre più lasciata sola, e che per questo si lascia a degli eccessi.
Ci troviamo di fronte ad un governo di slogan, che mette i soldati per le strade per due anni ma continua a tagliare i fondi alle forze dell'ordine, che manda i militari nel meridione senza però condannare la mafia toutcour.
E la situazione in tutta Italia non sembra andare meglio. Ogni domenica abbiamo notizia di scontri tra giovani annoiati che con la scusa del calcio vanno a spaccare e a picchiare lanciandosi in cariche contro la polizia.
Sono spesso, non sempre, fgrange che fanno riferimento all'estrema destra, e che dalla stessa destra sono difesi.
A padova un parlamentare ha detto che il prefetto piuttosto che arrestare questi bravi ragazzi (io li chiamo teppisti) dovrebbe occuparsi d'altro, e ha offerto a questi criminali pure sostegno.
C'è una discultura della legalità.
Berlusconi continua con questo suo morboso intaresse per togliere le intercettazioni contro i crimini alla pubblica amministrazione. Forse vuole continuare nella sua malata gestione del potere, con le sue balle che la sua televisione porterà ingiro, passando da uno stato di diritto ad unos tato di crimine.