lunedì 8 ottobre 2007

Experience

Come troverete in fondo anche questo post nasce da una discussione con la simpatica streghetta che da diciotto anni a questa parte mi tormenta (probabilmente, dice lei io mica ci credo, e non a torto ricambiata).
Come da titolo, esperienze, esperienze di vita, qualcosa che ci cambia, in meglio o in peggio non si sà, qualcosa che ci da uno stimolo ad andare avanti o a fermarci lungo una certa strada, che ci da la possibilità quasi sempre di maturare, anche se per alcuni certe esperienze non sono altro che una rapida folata di vento.
Ce ne sono di vari tipi, il primo amore, il primo bacio, per qlcuni la prima sigaretta, per altri l'ennesima canna o il bicchiere di vino che ti porta oltre il limite e fa si che i tuoi succhi gastrici possano vedere l'esterno passando per la trachea.
Ci sono esperienze positive e esperienze negative
Io adesso non voglio giudicare, l'ho già fatto abbastanza ieri discutendo con Elena, quali siano positive e quali siano negative, io ho un mio metro di giudicio, la nanetta ne ha un altro e penso ognuno alla fin fine abbia il suo.
Voglio tuttavia fare una discussione, discernere su di un altro punto ovvero: dobbiamo farle proprio tutte o possiamo scegliere quali è giusto fare e quali no.
Penso che tutti o quasi abbiano un proprio limite, un proprio livello oltre il quale non si va, oltre il quale le esperienze non si fanno, il limite può essere molto diverso passando dal non oprendere un caffè perchè contiene caffeina e quindi da dipendenza, al non fumare una sigaretta, una canna, farsi una striscia di coca, o andare ben oltre anche questo.
Il problema è quando dire basta o se è giusto dire basta a prescindere.
Anche la viperella concordava che a certe cose si dice di no a prescindere, ieri era il caso della striscia di coca ad appasionare. Ma se è solo una questione di livelli tutto dipende da che limiti uno si pone, a quel punto diventa troppo anche una sola sigaretta, anche solo il provare a fare un tiro o per qualche maniaco anche solo bere una tazzina di caffè.
Io non credo che ci sia un limite generale, ne che la legge di per se lo sia, credo che ognuno abbia il suo. Il mio è uno molto semplice, la cosa mi farà male a prescindere o no?
Le sigarette fanno male a prescindere, quindi non proverò mai a fare un tiro.
Il raftining fa male se cado o faccio il mona quindi si può fare.
Bere non fa male a prescindere.
Bere fino a vomitare però si.
Questo è quanto faccio io, quello che stabilisce il mio percorso, ciò che mi autoimpongo per discriminare tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato a prescindere da quanto dice la gente, da ciò che mi renderebbe più figo e ciò che invece mi fa diventare profondamente noioso.





Piccola nota a margine anche questo post come quello di ieri è nato come idea da una discussione con la mia amica Elena Callegaro altresì detta streghetta.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sinceramente non sono il tipo del "provare tutto a tutti i costi", tuttavia mi è capitato di cambiare le mie opinioni molteplici volte. Spesso intervengono fattori esterni che influenzano i nostri limiti (ma a priori non lo avresti mai tolto e/o spostato). Credo che una generalizzazione vera non si possa fare (a parte quella delle varie droghe, alcool etc..) spesso perchè a prescindere non si hanno chiari gli effetti che potrebbe comparire (e quindi discriminare in base a questo risulta difficilissimo!!).

Fefffe