mercoledì 31 ottobre 2007

Edge

Certe volte si avverte la malsana sensazione di vivere in bilico, senza alcuna certezza, quando non si sa quello che si vorrebbe sapere, quando il cellulare che vorresti sentire rimane silenzioso.
Può essere che io stia già volteggiando in caduta libnera oltre il bordo, che io senza accorgemene stia precipitando in un baratro senza senso, eppure mi piace l'idea di essere ancora lì, sospeso sopra un filo, che ancora mi separa dalla caduta.
Ieri sera non so se ero ancora sopra il filo, come non lo so se lo sono ora, non so se ho ancora la speranza di poter arrivare su di un terreno più solido o se sarò costretto a tornare indietro.
Non nutro ancora molte speranze, eppure qualcosa potrebbe ancora esserci, come chi si affida alle cure di medici ciarlatani, cialtroni e truffatori, maghe, stregoni e fattuchieri nella speranza di poter guarire da una malattia senza cura.
Adesso non resta che attendere in questo mare di oscura ed indefinita angoscia, nella speranza che un trillo argenteo possa svegliarci dall'affanoso sonno in cui siamo caduti.

Eguality

"L'Uguaglianza è un mito"
Vivienne Westwood

La frase sopra era l'altro giorno su Metro, per chi non lo sapesse uno di quei giornali gratuiti che vengono distribuiti nelle nostre città.
Una frase che mi ha colpito, che mi ha lasciato con un qualcosa da spiegare a me stesso, qualcosa che fa riflettere, qualcosa che non mi fa sentire a posto.
E' una di quelle frasi, di quelle affermazioni che ti fa pensare "è vera questa cosa o è solo un idea di qualcuno che si sta sbagliando?".
Io penso che pur essendo dura, pur essendo sconvolgente, questa frase sia vera, ma che questo suo essere vera non deve diventare una scusa, non deve diventare la scusa perchè le cose continuinò a rimanere come stanno ora.
L'uguaglianza è un mito, vero, perchè è perfetta e come tutte le cose perfette non è reale, e malgrado gli sforzi che si possano fare per tentare di raggiungere quel limite ecco che risulta impossibile raggiungere quel livello.
E' impossibile perchè comunque l'uomo è un essere fallibile, un essere che sbaglia e che ha un insana propensione al male.
Però è anche vero che pur non essendo possibile raggiungerla si puù tentare di avvinarla questa perfezione, e così si può tentare di far si che un numero di persone sempre maggiore sia meno dissimile le une dalle altre, facendo si che le differenze non siano stabilite che dalla diversa abilità delle persone e non dalla loro nascita, dalla loro ricchezza, dal colore della loro pelle.
Sarebbe già questo un grande obbiettivo, qualcosa che potrebbe portarci molto oltre al livello a cui siamo ora, ma bisogna crederci, bisogna credere che tutte le persone sono uguali, che in tutti c'è quella piccola parte di bene da cui si può attingere, che esiste in ognuno un pezzo di umanità che lo rende identico agli altri.
E' il tendere il braccio a chi ci sta vicino e che ci appare diverso, ma che diverso non è, è un cercare di raggiungere un ideale, che come gli ideale di libertà, giustizia e democrazia dovrebbero farci da guida e da faro per determinare le nostre azioni o quelle dei governi.
Quindi l'Uguaglianza non esiste, ma nessuno ha detto che non dobbiamo cercarla...

Servant

Servitore, colui che serve, che si mette al servizio di.

Un termone nobile che però la gente ha dimenticato. O che ha inteso nel senso di mercenario, di chi ovvero serve solo dietro il compenso di una retribuzione in denaro o guardando tutto in funzione del proprio intaresse personale.
Io credo che il servitore sia invece qualcosa d'altro, credo che sia anche se non solo una persona che si mette al servizio, non solo di qualcuno, ma il più spesso delle volte di un qualcosa, di un'idea, di un ideale, di un principio, di un'istituzione.
Adesso, pur condividendo i toni ed il modo di fare di quel blog in questo server che esprime l'odio verso il ministro Mastella io credo che questi abbia di fronte a quanto sta succedendo di dimettersi, e il primo ministro ha il dovere d'invitarlo a farlo più che a supportarlo.
La ragione è semplice. Esso come ministro è un servitore dello stato, e come tale, lo rappresenta, ne rappresenta la serietà e la coerenza, ne rappresenta una delle più alte istituzioni.
A me appare lampante la contradizione tra un ministro della giustizia e l'essere indagato da una delle procure della repubblica.
Una cosa del genere non dovrebbe essere nemmeno pensabile ma in Italia è tuttavia realtà!
Com'è possibile conciliare l'aspetto istituzionale, di rappresentante delle istituzioni della giustizia in italia, e l'essere indagato?
Di certo in Italia non brilliamo per coerenza, perlomeno a livello di politici, ma a tutto c'è un limite...

domenica 28 ottobre 2007

Lost


Mi sono sentito perso per due giorni, non capivo delle cose e avevo bisogno di un sostegno di qualcuno che non riflettesse solo con me ma che mi desse anche la possibilità di trovare un raggio di sole, di vedereche anche dietro le nuvole c'è il sole, che certe comportamenti possono mascherare altre azioni.
Certe persone sono fatte per aiutarci in un percorso razionale e perciò grazie Cibi, per altre è molto più importante chi ci indica una strada che ci permette di far continuare a vivere i sogni, grazie Bea.

sabato 27 ottobre 2007

Shame

Vergogna, si vergogna, perchè quanto si è visto fa schifo, vergogna perchè i giornali che hanno montato la cosa ora taciono perchè non è più scoop, perchè non fa più sensazione, vergogna per Europa e USA che san fare la voce grossa solo quando sono in gioco i loro intaressi e tacciono nelle altre occasioni, vergongna per quel branco di ipocriti che per sostegno ai monaci di MYANMAR si sono vestiti un giorno di rosso salvo poi dimenticarsi di tutto, vergogna per la giunta codarda che ha colpito degli indifesi uomini di fede, vergogna per l'umanità che non ha ancora disimparato ad essere caino.
Nessuno ha pubblicato queste foto, solo il corriere, i giornali hanno taciuto, non mostro l'altra perchè fa troppo schifo, fa troppo senso e non ce l'ho fatta a guardarla per più di pochi secondi. Eppure sarebbe da appenderla ai murid elle nostre città, come monito e ricordo, perchè certe cose non devono passare come la pioggia su di una roccia, che una volta che il sole ricompare asgiuca la roccia che è praticamente come era prima, dobbiamo sviluppare le nostre coscienze, dobbiamo essere come piante, che la pioggia disseta e che grazie ad essa sanno crescere.
Vergogna a chi si perde nelle sue idee stantie, vergogna a chi non riesce ad andare oltre alle apparenze per crescere.
Sotto metto il link della pagina da cui potete arrivare alla foto.
Se avete stomaco guardate anche l'altra.
Trovate il collegamento a fondo pagina della pgina a cui vi rimando.


domenica 21 ottobre 2007

Scouting

Scout una volta, scout tutta la vita.
Un detto che è vero, perchè lo scoutismo se capito e vissuto ti lascia qualcosa dentro, ti cambia perchè ti da un modo di pensare e di operare che non è più lo stesso.
Me ne sono reso conto quando ho reincontrato i ragazzi di Torre, quei ragazzi che come facevo io alla loro età vendevano i calendari per fare autofinanziamento, quei ragazzi incontrati mentre cercavo gli ultimi regali di natale e che mi hanno smosso qualcosa dentro.
Erro ancora animatore dell'ACR all'epoca e non avrei mai creduto di poter tornare a fare qualcosa per cui avevo speso tanto e da cui alla fine avevo ricevuto quell'enorme delusione.
"Ragazzi, se non fosse che piove, io stasera avrei bruciato la mia promessa"
ANcora urla dentro, e lascia un vuoto incredibile che sono riuscito a colmare solo prestando fede a quella stessa promessa, tornando a fare il capo, vedendo i sorrisi dei lupi e giocando con gli esploratori.
Siamo tornati per essere quello che avremmo dovuto essere, io perlomeno per ripagare quel debito d'onore contratto con i miei capi anni fa, per restituire ad altri quanto mi era stato affidato da persone che come me donavano il loro tempo al movimento.
Spero che i miei lupi riescano a percepire questo mio tentativo di dar loro quanto i miei capi avevano dato a me.
Non è sempre semplice affrontare quei bambini e quei ragazzi, cone le loro piccole grandi esigenze, con le loro peculiarità e le loro differenze, con i loro piccoli drammi e le loro immense vittorie non sempre ci si sente adeguati, non sempre si crede di avere le capacità e le competenze, la pazienza e la forza per affrontare quanto ci troviamo davanti.
La forza viene dai valori e dal metodo, dai sorrisi e dalle piccole prese in giro che ti fanno capire come ti percepiscano come un fratello maggiore, come un compagno con cui si divertono e che perlomeno li fa sorridere.
Lo scoutismo è un percorso, una strada, un grande gioco, che mi diverto a giocare ogni giorno.



CANTO DELLA PROMESSA

Dinanzi a voi m'impegno
sul mio onor
e voglio esserne degno
per Te, o Signor.

La giusta e retta via
mostrami Tu
e la promessa mia
accogli, Gesù.
Fedele al tuo volere
sempre sarò
di Patria il mio dovere
adempirò.

Apostolo Tuo sono
per il Tuo amor
agli altri di me dono
vo' fare ognor.

Leale alla mia legge
sempre sarò
se la Tua man mi regge
io manterrò.

Sopra le frontiere
tendo la man
l'Europa dei Fratelli
è nata già.

venerdì 19 ottobre 2007

Work

Bon, e anche il secondo giorno è andato... di cosa vi chiederete... ma è ovvio di lavoro... ohi ohi... molto male alla schiena, tutto ereditato dalla giornata di ieri e anche moltissima stanchezza...
Mi ero iscritto ad una agenzia per il lavoro interinale, avevo specificato che volevo solo lavori da ufficio ed ora mi trovo a lavorare in fabbrica per il secono giorno consecutivo.
Devo ricordarmi di chiedere quant'è la trattenuta la prossima volta, comunque malgrado avrei preferito lavorare altrove devo dire poco male.
Lavorare in fabbrica è comunque un esperienza di vita, una cosa che se non facessi adeso non so quando avrei l'occasione di rifare e che inoltre mi mette a contatto con una prospettiva che un giorno potrei trovarmi a vedere dall'altra parte.
Almeno so cosa passa un operaio, la fatica e le imprecvazioni quando la macchina si rompe, la noia del lavoro lento e ripetitivo, la fatica quando c'è da fare manualmente lavori che altrimenti avrebbe fatto una macchina.
E per fortuna che oggi avevo la mia fida gru... altrimenti sarebbe stato un altro giorno di doplore alla schiena e di pessimo umore. Quando sto male divento intrattabile, bella forza sto male...
Comunque la cosa mi da anche soddisfazione, saranno i primi soldi che guadagnerò nel pieno rispetto della legge e soprattutto in questo momento in cui mi servono un pò di soldi per tante piccole cose questo è veramente ben gradito...

mercoledì 17 ottobre 2007

Angel

La mia idea per questa sera era diversa, la mia idea per stasera era raccontare la mia felicità, perchè ero e sono felice ma qualcosa mi ha fatto cambiare propositi, qualcosa mi ha fatto decidere che forse stasera non era l'occasione di raccontare quanto è successo ieri, dei momenti che mi ha fatto sorridere ieri sera e questa mattina e che non si sono attenuati che stasera.
Non che sia cambiato qualcosa nelle ragioni che mi rendono felice, tuttavia c'è qualcosa che mi ha dato un senso di spospensione, qualcosa che ha bloccato la mia felicità, come una parentesi di riflessione prima che io possa tornare ad essere felice, come se qualcosa o qualcuno mi avesse voluto ricordare improvvisamente che la felicità è momentanea ed è solo nostra.
Lascio il post il titolo che avevo pensato per questa sera, seppur non si riferisce più alla mia sensazzione di poter volare dalla felicità o al lieve e piacevole tormento che mi fa credere che il cuore voglia raggiungere il cielo.
Per chi ascolta i telegiornali sa che oggi a Reggio Emilia c'è stata una strage, con almeno tre morti, marito moglie e fratello della moglie uccisi dalla follia.
Io non so chi fossero queste persone, certo è che sarà distrutta la vita delle figlie della coppia, sarà distrutta la vita delle famiglie, sarà distrutta dall'incancrenirsi di un'amore che aveva superato una piccola ed impercettibile linea e si era transfigurato in odio.
E' la ragione per cui io prima di affezionarmi alle persone voglio capirle, voglio conoscerle, non ci si può limitare a costruire una vita solo sulla prima intuizione, è come se si cominciasse a costruire una casa senza sapere se il terreno che dovrà sorregerla potrà sostenerla, è come lanciarsi con un parapendio senza sapere se può supportare il nostro peso. Certo ogni tanto bisogna rischiare ma non così tanto e non su queste cose.
Adesso delle persone stanno fredde all'interno di un obitorio prego solo che se solo esistono gli angeli possano avere cura di loro e di quelli che ancora qui sulla terra rimpiangono l'addio di queste persone.

lunedì 15 ottobre 2007

Autumn

L'autunno, la stagione che mi piace di più.
L'aria è fresca e non si è più opressi dalla cappa di calore estivo che ci fa boccheggiare, al punto che la mattina quando rimettiamo il naso fuori c'è una scossa, un brivido frizzante che percorre il mondo e a te viene voglia di mettere quelle sciarpe fantastiche che tengono così caldo e danno un pò di vita ai colori dei vestiti.
Non si è ancora costretti a coprirsi strati su stradi, ma non si distegna una giacca calda che ti fa star bene.
E' il periodo in cui ricomincia la voglia di stare a letto sotto le coperte quando ci si gode quei momenti, subito prima di doversi alzare, quando ancora si può stare sotto le coperte a bearsi del tepore prima di essere costretti a mettere il naso fuori.
E' una stagione ancora gaia prima che arrivi l'inverno che farà sparire tutto spogliando gli alberi.
E' il momento iln cui la natura, prima di andare a riposarsi un pò si mette i suoi abiti più belli e si colora di rosso e di giallo, di viola e verde pallido per il piacere degli occhi.
E poi è una stagione eccezionale per i gusti ed i sapori. Le prime cioccolate calde, le torte autunnali mangiat4 con un bel te dal sapore particolare, qualche vino dal sapore delicato. Insomma un paradiso in terra prima che arrivi l'inverno.

Democracy or Illusion

Ieri le Primarie del Partito Democratico, io non voglio dire nulla perchè non mi voglio sbilanciare su di un tema così delicato come questo in queso periodo, voglio solo esprimere i miei dubbi rispetto a quanto successo ieri.
L'evento dal mio punto di vista è stato decisamente positivo, è stato un riaffermarsi
della democrazia e del volere del popolo, che ha potuto scegliere (seppur con quella mentata dei candidati tipo legge elettorale) il segretario di un partito in massa.
La cosa che mi preoccupa è come nel nuovo partito verranno gestite le cose, se si vorrà, ci saranno buone possibilità che cambino, che si evolvano e che quello che è nato, possa diventare un partito nuovo con la possibilità di cambiare un pò le cose perlomeno emergendo dalla melma in cui generalmente se ne sta adagiata tranuillissima la politica Italiana.
Detto ciò una nota a margine: Forza Italia.
Io fossi stato in lro sarei stato zitto, ma evidentemente come partito hanno l'abbonamento alle figure da chiodi e allo spreco di parole.
Anzi no, scusate, non sono ufficalmente un partito, non hanno un segretario ma un presidente e non funziano come funzionano tutti gli altri.
Hanno parlato dicendo che gli altri han gonfiato i dati e che alle primarie c'era meno gente. La domanda che mi pongo io è: ma a voi cosa ve ne frega? Dovete sempre mettervi contro l'altro? merrtvi a battagliare contro l'avversario? trovare sempre un punto di scontro e mai uno di incontro? perchè dovete avvelenare fino all'ultimo la politica nazionale?
Io mi chiedo se questa gente abbia mai fatto sport in modo pulito e corretto, vivendo quei momenti in cui è chiaro che l'importante non è vincere ma partecipare, in cui se perdi non ti arrabbi scagliando via tutto urlando contro l'arbitro ma ti avvicini all'avversario e stringendogli la mano con un sorriso gli dici "Complimenti, bell'incontro". Questi personaggi hanno trasformato la politica da incontro di idee diverse a scontro tra ideologie. Hanno rovinato l'idalia più di quanto avesse fatto la prima repubblica. Era il momento per festeggiare qualcosa di nuovo, non per attaccare un qualcosa che adesso veramente li metterà in crisi.
Poi c'è stata la caduta di stile di Casini che subito ha precisato che adesso Veltroni dovrà dire se starà coi massimalisti o coi moderati, quando ha lui si poteva chidere dov'era quando l'estremista della CdL "onorevole" Storace si permetteva di insultare prima una Senatrice e poi il Presidente della Repubblica.
Io spero che questo partito possa essere aria nuova per l'Italia e non impantanarsi come tutto il resto.

sabato 13 ottobre 2007

The Right Way

Mi è già capitato di parlare una volta di come io ritenga assolutamente inadueguata la destra Italiana con i suoi leader vecchi e decisamente sopra le righe, uno in particolare, che sono riusciti in pochi anni a farci una serie impressionante ed indimenticabile di figure di merda, dalle corna alle battute sempre travisate o fraintese, che sono stati criticati in modo pesantissimo da giornali Italiani e stranieri ogni volta bollati come in mano ai comunisti (l'Economist comunista? sic!) , che non hanno in Italia almeno il sostengo di nessun intellettuale di rilievo (tutti comunisti? sic!) al punto che alcuni giornalisti come Ostellino e Severgnini, persone decisamente più degne di me, rilevavano come di fatto in una corte dei miracoli come quella dell'uomo dalle poderose altezze , i pensanti non sono bene accetti con la loro capacità di Critica, sostituiti da legghini e tirapiedi che meglio si adeguano alla condizione di adulatori.
La destra Italiana dovrebbe prendere spunto da un percorso diverso, da un uomo diverso, di una caratura leggermente diversa. Mi riferisco a David Cameron (quello della foto) che dopo anni di crisi seguiti alla disastrosa e corrotta gestione Major, sembra riuscire a far risalire la china ai Tories non certo fino ai fasti di Margaret Thatcher ma di certo al punto di preoccupare i labouristi di Gordon Brown.
Si tratta di un leader giovane (è del 66 se volete maggior informazioni andate su wikipedia) che non ha paura di andare contro le ideedel suo partito alpunto che in uno dei suoi discorsi diventati più famosi dichiarò pubblicamente che avrebbe dethatcherizzzato i conservatori, guidandoli su di una nuova strada e su nuovi percorsi, affrontando tematiche di solito aggirate dalle destre.
E' un leader ecologista che tutti i giorni va in Parlamento in bicicletta, che non ha paura di sostenere come Capo dell'Opposizione di Sua Maestà un disegno di legge a favore della sanità pubblica voluto dall'allora Premier Blair dopo che egli stesso dovendo curare un figlio gravemente malato si era reso conto da giovane padre in che stato versassero le strutture sanitarie pubbliche del regno.
Un leader che nel paese più multiculturale d'Europa insieme alla francia non ha paura di pensare alla Globalizzazione non solo come una via attraverso cui imporre la propria visione del mondo ed indirettametne il proprio controllo su di esso attraverso una forma di neocolonialismo (colonialismo una parola al quanto cara ai suoi compagni di Partito) ma anche come la possibilità di venire a contatto con culture diverse, che hanno il diritto di essere rispettate e che da cui possiamo arricchirci tutti.
Un leader così di 41 anni, in Italia non è pensabile. Non è pensabile come leader di nessun partito, troppo giovane, non è pensabile perchè ha idee troppo diverse da quelle di certe mummie di destra che imprecano e urlano contro i soliti immigrati che stuprano/ investono/ rubano/ etc. etc... Un leader che proprio perchè non è pensabile forse sarebbe quello giusto.

venerdì 12 ottobre 2007

Dead

E' un tema che in discussioni e pensieri negli ultimi giorni, e comunque nel ultimo paio d'anni mi torna frequente.
Non è che io stia meditando il suicidio, anzi. Però la cosa mi torna in mente di frequente. E' l'idea stessa della fugacità della vita, un soffio divino che ci può essere tolto in un attimo per errore o incoscienza, con o senza volontà.
E' una cosa triste a cui pensare perchè ci da l'idea di come il nostro mondo possa finire, di come ciò che ci è caro possa sparire in un attimo.
Non si tratta di una cosa semplice di cui parlare, ed io vorrei trattarne un tema marginale, ovvero come affrontare questo passo, che spero che avvenga per me e per tutti tra tanto tempo quando ormai il viale sarà alla fine e quando avremoi fatto darà un senso al nostro balzo oltre questa terra.
La cosa che mi lascia più dubbioso o che mi fa più pensare è se potrò dire in quel momento di aver dato un senso alla vita.
Forse l'ho già scritto e mi ripeto, ma la mia domanda, il grande quesito che mi incuriosisce è se ciò che avrò fatto sarà stato in qualche modo utile. E' un grande quesito perchè, risposto a questa domanda, la morte non dovrebbe fare più paura, come non fa paura a certi monaci occidentali o a diverse culture orientali.
Se avrò compiuto una vita in cui sarò riuscito a trasmettere qualcosa, in cui i miei figli (se mai ne avrò) saranno cresciuto con dei valori che riusciranno a trasmettere a loro volta ai propria figli, se sarò riuscito a costruire qualcosa qui che mantenga un senso anche dopo che me ne sarò andato e che testimoni che ci sono stato, e anche i figli già di per se stessi sono di fatto una di queste testimonianze che ci sopravvive allora non dovrei (uso il condizionale perchè in quel momento non so cosa si possa provare) avere paura.
La permanenza qui diverrebbe senza senso perchè quanto avrò potuto fare sarà già fatto ed io avrò chiuso i conti con la vita con un guadagno.
Voglio una vita che mi faccia sentire realizzato perchè voglio essere felcie di quello che faccio, in modo da arrivare pronto a quel giorno.
Voglio una vita con persone che amo o a cui avrò insegnato ad amarmi perchè così rimarra comunque una traccia di me e perchè forse peggio della morte c'è solo la aolitudine, il sentire che la vita non ha più senso cosa che porta alcuni a cercare di smetterla. Io invece voglio sentire che ci sarà sempre per cui varrà la pena lottare per poi una volta finita la lotta addormentarmi per il meritato riposo.



È mancata una stella

È mancata una stella nel cielo di qualcuno
È mancata in silenzio nel cielo d'un amico

Sull' erba una goccia
Non è rugiada
È la lacrima di chi soffre
È la lacrima di chi è solo
Una lacrima di chi ha perso una stella
Quella per lui più bella

Ciao ci vediamo domani
Ci si rivede
Non aspettarmi
Lassù
Quando sarai tra le stelle
Io ho ancora qualcosa da fare
Qualcuno da salutare quaggiù

Mentre camini
Su di una via di stelle
Io ti sogno
Che ancora cammini
Qui
In mezzo a noi

Lips

Ci sono cose che nel mondo reale ci appaiono così lontane e invee nei sogni saranno per sempre nostre.

Come il tuo respiro

Dubito che tu legga ancora, non so se lo fai, potrebbe essere come no. Se lo leggi è un messaggio per te altrimenti solo un modo per sentirmi più leggero.
Questo è un post su ieri sera, ma in generale su tutte le volte che ci salutiamo, su tutte le volte che abbiamo modo di vederci anche solo di sfuggita tra una lezione e l'altra o prima che tu torni a casa.
Questo è per dirti, come mi sarebbe piaciuto avessi capito dal messaggio di ieri sera, che io voglio il tuo respito, voglio sentirlo sulla mia pelle e sulle mie labbra, voglio sentire il dolce tepore della tua bocca in prossimità della mia.
Voglio respirare la tua anima e passarti la mia. E ogni volta che tu pieghi la testa per farti salutare con un lieve bacio sulle guance io muoio una volta di più sulle tue labbra che ancora non ho sfiorato.
Per una volta vorrei che non ti girassi, che non partissi in automatico offrendomi la guancia, vorrei che per una volta mi lasciassi la possibilità di decidere dove baciarti.

Responsibility

Io mi chiedo se gente così, come questo personaggio qui di fianco si renda conto del suo ruolo all'interno del paese o se piuttosto veda propria carica come una poltrona su cui posare il culo e che gli donna una quantità spropositata di privilegi.
Io mi aspetterei almeno un minimo di concetto di responsabilità da queste persone, un senso di preveggenza e lungimiranza ma forse dai politici italiani non ci si può aspettare più nulla.
Oltre ai vergognosi comportamenti che portano il personaggio qui a lato ad abusare dei suoi privilegi (come quella di superare con la sirena la coda in autostrada per arrivare alle feste dell'unità) io non capisco se costui intenda che con il suo comportamento mina la stabilità di un governo di cui il suo stesso partito fa parte. Non che questa sia una novità da parte di rifondazione ma qua siamo al ridicolo.
Non appoggiare un provvedimento che deve essere varato dal consiglio dei ministri solo per catturare qualche voto in più, quello dei metalmeccanici, appendendosi al fatto che nelle grandi fabbriche hanno vinto i "NO" (Mi scusi sa signor segretario di PRC ma lei si è reso conto che la maggior parte degli operai e degli impiegati in Italia sono nelle piccole e medie imprese o è rimasto a 3o-35 anni fa??) si sentono legittimiti e quasi investiti dalla sacra missione di fare i bastian contrari, i pesci che nuotano contro corrente perchè loro SI' che sono indipendenti e che fanno solo ciò che vogliono difendendo solo gli interessi dei propri iscritti smarcandosi dalle logiche di governo.
Per me sono solo degli irresponsabili che ancora non hanno capito che il mondo cambia, che la gente può lavorare anche qualche anno in più, che il sistema ed il mondo del lavoro è cambiato.
Non vogliono capirlo e non sembra abbaino intenzione di capire che far politica non è uno scherzo, è gestire un paese ed i suoi intaressi curando il bene della nazione e non solo dei singoli.
Questi buffoncelli che giocano a far politica, che credono che tutto sia uno scherzo, solo per mettersi in mostra e farsi vedere, per avere una maggiore visibilità, per poter andare a porta a porta o conquistare un min uto in più in televisione si dovrebbero fare un esame di coscienza, paragonarsi e confrontarsi con quelli che sono stati i grandi leader di un tempo, De Gasperi, Togliatti, Almirante, Berlinguer e poi con la coda tra le gambe tornmare a casa a nascondersi.
COMUNISTA
Giorgio Gaber
No voglio dire, qualcuno era Comunista... perchè era nato in Emilia,
Qualcuno era Comunista, perchè il nonno, lo zio, il papà; la mamma no.
Qualcuno era Comunista, perchè vedeva la Russia come una promessa la Cina come una poesia il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era Comunista, perchè si sentiva solo.
Qualcuno era Comunista, perchè aveva avuto un educazione troppo cattolica.
Qualcuno era Comunista, perchè il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche, lo esigevano tutti.
Qualcuno era Comunista, perchè "La storia è dalla nostra parte".
Qualcuno era Comunista, perchè glie l'avevano detto.
Qualcuno era Comunista, perchè non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era Comunista, perchè prima, era Fascista.
Qualcuno era Comunista, perchè aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era Comunista, perchè Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era Comunista, perchè Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era Comunista, perchè era ricco, ma amava il popolo.
Qualcuno era Comunista, perchè beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era Comunista, perchè era così ateo che aveva bisogno di un altro dio.
Qualcuno era Comunista, perchè era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era Comunista, perchè non ne poteva più di fare l'operaio.
Qualcuno era Comunista, perchè voleva l'aumento di stipendio.
Qualcuno era Comunista, perchè la borghesia il proletariato la lotta di classe... facile no?.
Qualcuno era Comunista, perchè la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani "sicuramente".
Qualcuno era Comunista, perchè "Viva Marx, viva Leenin, viva Mao Tze Tung".
Qualcuno era Comunista, per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era Comunista, perchè guardava sempre Rai Tre.
Qualcuno era Comunista, per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era Comunista, perchè voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era Comunista, perchè non conosceva gli impiegati statali parastatali e affini.
Qualcuno era Comunista, perchè aveva scambiato il materialismo dialettico per il vangelo secondo Lenin.
Qualcuno era Comunista, perchè era convinto di avre dietro di se la classe operaia.
Qualcuno era Comunista, perchè era più Comunista degli altri, tiè
Qualcuno era Comunista, perchè c'era il Grande Partito Comunista.
Qualcuno era Comunista, nonostante ci fosse il Grande Partito Comunista.
Qualcuno era Comunista, perchè non c'era niente di meglio.
Qualcuno era Comunista, perchè abbiamo il peggiore partito socialista d'Europa.
Qualcuno era Comunista, perchè lo stato, peggio che da noi solo l'Uganda.
Qualcuno era Comunista, perchè non ne poteva di quarant'anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era Comunista, perchè Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica, eccetera eccetera, eccetera.
Qualcuno era Comunista, perchè chi era contro era Comunista.
Qualcuno era Comunista, perchè non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare "Democrazia".
Qualcuno qualcuno credeva di essere Comunista e forse era qualcos'altro.
Qualcuno, qualcuno era Comunista perchè sognava una libertà diversa da quella Americana.
Qualcuno, era Comunista perchè pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno, qualcuno era Comunista perchè aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perchè era disposto a cambiare ogni giorno, perchè sentiva la necessità di una morale diversa, e che forse era solo una forza un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era Comunista perchè, con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come, due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana; e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo, per cambiare "veramente" la vita.
No niente rimpianti, forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare. Come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l'uomo inserito che attraversa ossquiosamente lo squallore, della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra il gabbiano, senza più neanche l'intenzione del volo, perchè ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

mercoledì 10 ottobre 2007

Lovers

Questa sera voglio trarre spunto da una coversazione che ho fatto oggi, non con la ragazza degli ultimi due post ma con un altra, non entro nel merito della conversazione in particolare essendo particolarmente privata e perchè viuolerei la fiducia che mi è stata accordata dalla ragazza nel momento che mi ha aperto uno squarcio nella sua vita. Non è cosa da tutti e non voglio tradire la sua fiducia. Tuttavia parto da questa premessa giusto per non sembrare uno che di notte si sveglia e dice ma si parliamo di questo o di quello.
In questo caso parliamo di amanti, nella sua accezione più fisica, carnale.

Partendo dall'idea che il concetto stesso di prostituzione mi da abbastanza la nausuea visto che lo considero come nulla più che una mercificazione del corpo della donna, o in casi minori dell'uomo, per il semplice desiderio di soddisfare bisogni carnali senza che sussista da ambo le parti la seppur minima attrazione anche solo fisica mi da un'idea di tristezza infinita.

Triste seppur in maniera leggermente minore viene la sessualità spinta da un'attrazione esclusivamente fisica. E' un esercizio ginnico, per carità nella maggior parte dei casi gratis, ma rimane un esercizio ginnico e oltre al piacere immediato, al benessere fisico e alla piacevolezza della sensazione non ti da molto, non ti da un appagamento che superi quello prettamente corporale.

Io credo, in modo se vogliamo forse ancora un po naif, che ci debba essere qualcosa ddi più, qualcosa che va oltre il solo aspetto fisico e ci devo credere per non dovermi trovare a credere che la mia vita altrimenti sia vuota.
In effetti non si tratta solo di sesso, ma di anch qualcosa di più. Se il mondo si bassasse solo sull'esternalità la cosa sarebbe triste, drammatica, e perlomeno noiosa.
Perchè sulla superficie non si può costruire nulla e, così come per le costruire le case serve scavare le fondamento, per costruire qualsiasi cosa serve guardare a fondo dentro la persona.
Cosa che di certo non è possibile se ci si basa esclusivamente sull'aspetto esteriore.
Il sesso così come l'amore deve trovare quella sua vena sentimentale/ passionale deve trovare che c'è qualcosa oltre la superficie deve dimostrare che ci si puù reinnamorare o riappasionare sempre, ogni anno, ogni mese, ogni giorno, ogni ora della stessa persona, perchè l'affetto può durare una vita ma l'amore è talmente bello e talmente effimero che non dura che un secondo e lo si deve rinnovare ogni secondo, pena la sua scomparsa.
Altrimenti tutto è noia, e nella noia si sa le passioni svaniscono.

lunedì 8 ottobre 2007

Experience

Come troverete in fondo anche questo post nasce da una discussione con la simpatica streghetta che da diciotto anni a questa parte mi tormenta (probabilmente, dice lei io mica ci credo, e non a torto ricambiata).
Come da titolo, esperienze, esperienze di vita, qualcosa che ci cambia, in meglio o in peggio non si sà, qualcosa che ci da uno stimolo ad andare avanti o a fermarci lungo una certa strada, che ci da la possibilità quasi sempre di maturare, anche se per alcuni certe esperienze non sono altro che una rapida folata di vento.
Ce ne sono di vari tipi, il primo amore, il primo bacio, per qlcuni la prima sigaretta, per altri l'ennesima canna o il bicchiere di vino che ti porta oltre il limite e fa si che i tuoi succhi gastrici possano vedere l'esterno passando per la trachea.
Ci sono esperienze positive e esperienze negative
Io adesso non voglio giudicare, l'ho già fatto abbastanza ieri discutendo con Elena, quali siano positive e quali siano negative, io ho un mio metro di giudicio, la nanetta ne ha un altro e penso ognuno alla fin fine abbia il suo.
Voglio tuttavia fare una discussione, discernere su di un altro punto ovvero: dobbiamo farle proprio tutte o possiamo scegliere quali è giusto fare e quali no.
Penso che tutti o quasi abbiano un proprio limite, un proprio livello oltre il quale non si va, oltre il quale le esperienze non si fanno, il limite può essere molto diverso passando dal non oprendere un caffè perchè contiene caffeina e quindi da dipendenza, al non fumare una sigaretta, una canna, farsi una striscia di coca, o andare ben oltre anche questo.
Il problema è quando dire basta o se è giusto dire basta a prescindere.
Anche la viperella concordava che a certe cose si dice di no a prescindere, ieri era il caso della striscia di coca ad appasionare. Ma se è solo una questione di livelli tutto dipende da che limiti uno si pone, a quel punto diventa troppo anche una sola sigaretta, anche solo il provare a fare un tiro o per qualche maniaco anche solo bere una tazzina di caffè.
Io non credo che ci sia un limite generale, ne che la legge di per se lo sia, credo che ognuno abbia il suo. Il mio è uno molto semplice, la cosa mi farà male a prescindere o no?
Le sigarette fanno male a prescindere, quindi non proverò mai a fare un tiro.
Il raftining fa male se cado o faccio il mona quindi si può fare.
Bere non fa male a prescindere.
Bere fino a vomitare però si.
Questo è quanto faccio io, quello che stabilisce il mio percorso, ciò che mi autoimpongo per discriminare tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato a prescindere da quanto dice la gente, da ciò che mi renderebbe più figo e ciò che invece mi fa diventare profondamente noioso.





Piccola nota a margine anche questo post come quello di ieri è nato come idea da una discussione con la mia amica Elena Callegaro altresì detta streghetta.

domenica 7 ottobre 2007

University


Bene per chi non lo sapesse quello sovrastante è il glorioso simbolo dell'Università degli studi di Padova, università che a quanto si apprendere dal sito della stessa:

Il 1222 è un anno importantissimo per la città di Padova perché segna l'inizio ufficiale della storia dell'Università degli studi di Padova, nata in seguito al massiccio spostamento di scolari e professori provenienti da Bologna.

Contribuì in quel periodo anche un esodo di professori e studenti allontanatisi da Bologna per "le gravi offese ivi arrecate alla libertà accademica e per la inosservanza dei privilegi solennemente garantiti a docenti e discenti".

Bon, detto ciò io mi chiedo se, gli scolari e gli studenti di allora, i precursori di chi oggi siede nelle aule di questa antica univeristà, i Galileo Galili, i Marchesi, e tutti gli altri che senza nome si sono dedicati anima e corpo a quest'università per farla fonte di luce e cultura, di spirito umanistico e civile la riuscirebbero a riconoscere.

Mi chiedo se gli studenti che scapparono da Bologna e vennero a Padova, per le offese e le inosservanze ai privilegi solennemente garantiti a docenti e discenti non si indignerebbero vedendo ciò che è diventato quanto essi hanno creato.

Un'università che fa di tutto per diventare solo un diplomificio, in cui ciò che conta non è quanto bene si sa una cosa, quanto bene si riesca a dominare una materia ma piuttosto quante cnozioni si riescono a inserire nel cervello per poi dimenticarsele immediatamente una volta usciti dall'aula in cui si tenevano esami.

Un'università che non fa più nulla per aiutare i propri studenti ma che anzi cerca di rendere le cose sempre più difficili, seguendo il principio che meno se ne laureano più uol dire che noi pretendiamo, più vuol dire che i nostri sono i meglio preparati, insomma i migliori.

Un'università in cui chi è all'estero ha sempre paura di non vedersi poi riconosciuti i crediti perchè le cose non sono mai chiare e la burocrazia ha dimensioni elefantine.

Un'università in cui i docenti, perlopiù come in tutta Italia decisamente oltre una certa soglia d'età presente solo in Italia, contro un mondo in cui è nettamente più bassa, si sentono dei divi e fanno pesare il loro potere nei confronti degli studenti.

Un'università in cui appunto poche centinaia di docenti credono di essere degli Dei in terra a confronto con quasi 60'000 studenti, senza riuscire a capire che loro sono solo una delle due facce della medaglia e oltre ai docenti nell'univeristà ci sono anche i DISCENTI.

Un'università che alla faccia di una ragione d'esistere come la mancanza di rispetto per quelli che erano "privilegi solennemente garantiti" non riconosce ai suoi studenti nemmeno quelli che sarebbero i diritti di ogni libro cittadino italiano violando l'articolo 27 della Costituzione Italiana che riconosce la presunzione d'innocenza fino a che non sia stato provao il contrario, riconoscendo semmai la presunzione di collpevolezza.

Un'università che alla faccia di quanto sperato da un suo rettore illustre quale fu Marchesi, non è più faro di senso civico, ma spinge anzi ad un esasperato individualismo costringendo gli studenti a cercare altrove stimoli, spesso e volentieri anche deviati, per soddisfare il loro bisogno di capire e poter vivere la società

Un'università ceh ormai non da più niente, se non nozioni, che non da più senso civico, cultura, spirito di corpo, conoscenze.

Un'università che così com'è, come in generale quella Italiana non ha come destino nulla se non il declino.

Quanto precede questa nota è stato ispirato da una conversazione con la mia "vecchia" amica/nemica Elena Callegaro che ha preteso di venir menzionata tra le fonti d'ispirazione di questo post.

sabato 6 ottobre 2007

International affairs

E' una riflessione che porto avanti da alcuni giorni e che tuttavia non riesco a vedere come un disegno compiuto, forse perchè compiuto del tutto non è.
E' tuttavia un tema che m'intaressa particolarmente visto che è uno dei punti di partenza della mia tesi o, per meglio dire, una delle ragioni che mi spinge a scriverla.
In questi giorni stanno succedendo diverse cose, prima le rivolte nella ex Brimania, poi le nuove ed ennesime elezioni in Ucraina, i continui attacchi kamikaze in Iraq ed in Afghanistan...
Da questi eventi, con un ONU sempre più impotente ed ingabbiato nei suoi mastodontici sistemi, è apparso chiaro che gli USA con la loro politica tesa quasi esclusivamente al conseguimento del maggior benessere esclusivamente per la propria nazione e soprattutto attraverso mezzi quasi sempre discutibili (dai ricatti di Clinton alle guerre dei Bush) stanno fallendo a quello che era apparso un loro ruolo quasi naturale.
Dopo la cadiuta del muro di Berlino e lo scioglimento dell'Urss buona parte del mondo, perlomeno occidentale, ma all'epoca anche buona parte di quello arabo, aveva guardato a loro come ad una guida.
Ad essi si erano ispirati i paesi del Sud America, dell'europa dell'est e anche in alcuni casi dell'Asia.
Tuttavia ciò non ha portato ai risultati sperati. Anche perchè gli scienari e gli equilibri stanno cambiando, da un mondo che non poteva fare a meno degli Stati Uniti ad una situazione in cui oramai appare chiaro che gli Stati Uniti non possono più fare a meno del mondo. E allora? Chi porebbe prendere o ambire a prendere il loro posto? Per me, europeista convinto, la soluziuone è abbastanza ovvia, anche se tuttavia non così scontata ne semplice. L'EUROPA.
Dicevo ovvia perchè al momento non esiste a livello mondiale un centro sociale, un aggregato umano che abbia maggiore influenza. Potrà pur essere vero che la Cina sta facendo più soldi ed è più popolata, tuttavia non è ancora allo stesso livello dell'Europa e come l'america dimostra una particolare abilità nel perseguire solo i propri interessi.
Mi è piaciuto che l'Europa appoggiasse la prosposta italiana di moratoria contro la pena di morte, ma non basta.
La voce dell'Europa è mancata nel farsi sentire in questi giorni in Birmania e, peggio ancora in Ucraina.
L'Ucraina come la Moldova e altri paesi dell'Est sono i nostri vicini più prossimi, sono quelli che stanno appena fuori dal nostro uscio di casa e al momento sono altamente instabili, economicamente e politicamente. L'europa tace nei loro confronti perchè è schiafa del gas della Russia che ha intaresse a mantenere instabili questi paesi affinche rimangano nella sua orbita. E l'europa china il capo e tace.
Ciò fa abbastanza schifo di per se. Peerchè dimostra in realtà quanto siamo deboli alla fin fine e quanto poco riusciamo a contare.
Se riuscissimo a portare avanti un discorso diverso, se riuscissimo a dimostrare che ci sono dei valori, di cui l'europa è da sempre la culla, che devono essere protetti e salvaguardati, e per cui l'Europa è disposta a spendersi allora, forse e dico forse, riusciremmo ad andare avanti.
Ovviamente il percorsonon dovrà essere improntato sugli esempi precedenti come gli Stati Uniti. Deve essere un percorso costruito sulla parola e non sulle armi, sulla pace e non sulla gerra, sull'aiuto e non sulla violenza. Deve essere un percorso che porti ad individuare dei valori fondamentali di cui l'Europa deve diventare un bastione di difesa, senza tuttavia la neccessità di imporli come gli USA hanno tentato di imporre la propria cultura.
Troppe volte l'Europa ha fatto danni in passato sarebbe anche ora che si svegliasse e comnciasse un percorso che la portasse, come una guida che impara dai propri errori, a risarcire il mondo del male che ha fatto con nuovo bene .

Answer to Feffe

Una breve risposta prima di scrivere una delle mie ultime riflessioni.
E' la risposta al commento di Feffe, lasciato nel post precedente e cui volevo dare una risposta più compiuta di una semplice replica ad un commento.
Concordo con te, che non si debba mai scartare nessuno, concordo che tutti possiamo essere utili in quella che è la nostra piccolezza, chi più chi meno con le nostre capacità e le nostre incapacità , con i nostri pregri ed i nostri difetti.
Però spesso delle cose ce ne accorgiamo dopo, ci accorgiamo dopo di quello che facciamo, questa vuole essere solo in parte una difesa, perchè in effetti quella dell'altro post era una riflessione, un analisi dell'anno passato in prospettiva di quello venturo. Le analisi servono a cercare di migliorare, servono a cercare di capire i prpri errori e così provare a corregerli.
Adesso che so che dedico poca attenzione agli ultimi vedrò di impostare su di loro il mio passo, cerncando magari di dedicare meno tempo ai primi che comunque potrebbero farcela da sola.
In quanto alla seconda parte non so, sono ancora confuso e quindi non so nemmeno bene io cosa fare.
Grazie comunque per la tua sincerità.

lunedì 1 ottobre 2007

Wake me up when september ends

Avrei voluto dirlo anch'io avrei che qualcuno mi avesse svegliato direttamente oggi dopo tutto questo lungo periodo.
E' stato un periodo lungo e stressante, quanto mai difficile e faticoso, un periodo che giuro avrei voluito saltare a piè pari per arrivare direttamente ad ottobre.
Per i pochi che seguono quessto blog la cosa potrà essere lampante, non sono riuscito a tenere aggiornato questo spazio, non sono riuscito a scrivere come mi piacerebbe.
Non lo so perchè , so solo che sono sempre troppo preso, ci sono state mille cose da fare e altre mille che seppur da fare non sono riuscito a fare.
In questo periodo inizia in america l'estate indiana, per chi non lo sapesse si tratta di un periodo particolare, in cui le vestigia dell'estate lasciano il posto ai colori dell'autunno e le foreste del nord America si tingono con i caldi colori che preannunciano l'arrivo della stagione fredda.
E' un periodo di contemplazione in cui la vita rallenta come un animale che sembri apprestarsi al lungo sonno dell'inverno.
E' un periodo di riflessione in attesa della svolta che arriverà con la primavera.
E' un periodo in cui si possono tirare le somme, cercare di fare due calcoli di quanto si è fatto e arrivare al punto della situazione.
Io voglio farlo ora come se poi mi dovessi accingere a compiere uno di quei viaggi che vorrei fare a tutti i costi come risalire lentamente in canoa, magari solo con un paio d'amici o anche da solo un fiume americano in questa stagione per gustarmi gli alberi che diventan gialli e rossi.
Sono abbastanza soddisfatto di me. L'anno scorso è stato ricco di conquiste e di soddisfazioni eppure c'è come un neo, una macchia che non mi lascia del tutto insoddisfatto, sarà il cambio di stagione op forse qualcosa di più.
L'attività con gli scout è andata bene, non ci sono stati grossi incidenti e mi perdoneranno il cinismo i capi scout che leggono siamo riusciti a fare una certa scrematura. Non è per essere cattivo verso genitori o bimbi ma alcuni casi sono veramente ingestibili, sarà che io prediligo lavorare con i grandi, con i migliori, con quelli con cui si può fare un percorso che sia stimolante sia per me che per loro, ma certi casi proprio non li riesco a trattare.
Io, colpa di mia madre che mi c'ha costretto fin da piccolo, cerco il meglio, l'ottimo, quasi la perfezione, mi viene naturale lavorare o collaborare coi migliori, gli altri li lascio andare per la loro strada.
Come capo scout è una mia colpa, perchè devo costruire la mia strada sul passo degli ultimi ma spesso è difficile. Mi ci dovrò impegnare nel nuovo percorso.
Speriamo che quest'anno però i bimbi siano meno probblematici dell'anno scorso.
Con l'univesità le cose sono andate altrettanto bene, esami ne ho dati in quantità industriali, li ho passati quasi tutti discretamente bene e sono arrivato al punto da essere avanti rispetto a quello che dovrebbe essere il livello normale. Il primo semestre avevo lavorato male, il secondo molto bene e sono approdato alla fine con anche il viaggio in America a un totale più che accettabile.
L'aver lavorato male il primo semestre ha influito sul rendimento anche del secondo e forse la mia disorganizzazione ha influito non poco su entrambe le cose tuttavia non si può aver tutto dalla vita e momenti negativi ne capitano a chiunque.
Umanamente parlando è stato un anno positivo, mi ha dato molto penso di aver fatto un altro passetto verso quel traguado chiamato maturità che non è sempre così facile raggiungere. O che forse semplicemente non è raggiungibile e si sposta sempre un passo oltre la nostra posizione.
Poi arriva il mio crucio e la mia passione.
Sarà che al momento è uno dei miei pensieri più frequenti, da quando soprattutto non ho la mente perennemente occupata dalla scuola e dallo studio ma è uno dei pochi in cui non mi sento tranquillo, di cui non mi sento soddisfatto, uno di quei punti che mi danno un senso d'irrequietezza assoluta.
E' come una pulce che mi rimane sempre presente e non mi lascia mai veramente stare.
E' per i pochi che leggono e che avranno già capito la dama dei fiori. DUbito che legga ancora, o per meglio dire non lo so, non ho certezze, perchè con lei non potrei mai dire che qualcosa è scontato.
Francamente voglio scriverne perchè un pò la cosa mi sconforta, mi fa sentire per l'ennesima volta inadeguato e, come dice Max Pezzali in una canzone di qualche anno fa, non adulto e quindi meno volubile.
La cosa non mi piace, perchè mi da un senso d'inadeguatezza, un senso di essere fuori posto, un idea di essere per l'ennesima volta un pesce fuor d'acqua. Ma questa è una di quelle occasioni in cui l'unica cosa che non vorrei provare è essere come un pesce fuor d'acqua.
La cosa va così, senza che io risca ad avere segnali da lei. Una volta scherzando mi ha detto che sono paranoico ma di certo non è che la situazione aiuti.
Preferirei avere un segnale chiaro, un suo sì od un suo no, anche solo sull'usciamo insieme ma non sembra ci sia verso d'ottonere questa notizia, questa decisione, questa chiarezza.
Lei come ho già detto è bella, intelligente, spontanea, simpatica, speciale, semplice. Però tutto questi pregi che vedo in lei mi fanno sentire enormemente manchevole se mi è lecito dirlo.
Mi sento come uno che non potrà mai meritare una ragazza così e forse me ne farei anche una ragione se lei me lo dicesse.
Ci sto male, è come se un tarlo rodesse il cuore, come se anche il mio cuore, come le foglie degli alberi stesse come maturando, diventando più rosso del normale per poi cadere dolcemente sulla superficie di un fiume che scorre lento.
Non riesco a trovare il bandolo della matassa, non riesco a trovare una soluzione sensata e razionale al problema e sto quasi decidendo che è ora di provare a mettersela via a prescindere, che a sto punto non ci sono speranze o che anche se ci sono sono troppo lontane per essere reali.
Forse mi piace cullarmi in questa sofferenza, forse mi piace languire in questa decisione, ma non voglio continuare così, perchè anche se mi piace per non so quale masochistica ragione non mi fa bene e devo in fondo in fondo continuare a vivere.
Svegliatemi quando il prossimo settembre sarà finito, svegliatemi quando tutto sarà semplice e la vità avrà smesso di assomigliare ad una cascata di emozioni vista attrvarso un calleidoscopio che ce la mostra in tutte le sue mille possibile e stramledette sfaccetatre.


WAKE ME UP WHEN SEPTEMBER ENDS


Green Day


Summer has come and passed
The innocent can never last
wake me up when september ends

like my fathers come to pass
seven years has gone so fast
wake me up when september ends

here comes the rain again
falling from the stars
drenched in my pain again
becoming who we are

as my memory rests
but never forgets what I lost
wake me up when september ends

summer has come and passed
the innocent can never last
wake me up when september ends

ring out the bells again
like we did when spring began
wake me up when september ends

here comes the rain again
falling from the stars
drenched in my pain again
becoming who we are

as my memory rests
but never forgets what I lost
wake me up when september ends

Summer has come and passed
The innocent can never last
wake me up when september ends

like my father's come to pass
twenty years has gone so fast
wake me up when september ends
wake me up when september ends
wake me up when september ends