Ci sono un paio di loro a cui ho dato l'indirizzo di questo blog e che quindi se avessero voglio avrebbero la possibilità di leggerlo, ma visto che in pochi commentano i non ho idea di chi venga e chi no.
In America mi è stato rinfacciato praticamente di tutto, dall'essere poco flessibile (questa magari è anche vera...) all'essere cattivo (questa proprio no visto che molti mi dicono che sono invece troppo buono).
Adesso nelle scorse occasioni in cui chi era con me in America si sono ritrovati ho sempre avuto di meglio da fare, ma forse non ci sarei andato comunque.
Sono stato giudicato cattivo penso perla coerenza, perchè non ho rinunciato a quello che è il mio io in Italia una volta in America, perchè ho deciso che le regole che rispetto qui in Italia dovessero essere le stesse che rispettavo lì in America.
Forse per qualcuno di loro non era così, essere in un posto in cui nessuno lo conosceva era la scusa per essere qualcuno che non è o per essere chi è e che qui in Italia non ha il coraggio di mostrare per paura dei giudizi.
Questa è ipocrisia, come è ipocrisia organizzare i festeggiamenti per i compleanni di persone di cui si è parlato male epr cinque settimane e che abbiamo detto oltremodo antipatiche e fatidiose.
Io non penso che questo sia il mio genere d'ambiente. Per me la coerenza è importante. Una persona mi sta antipatica? bene se ne vada a farsi un giro.
Inoltre io non so come queste persone valutino il mondo. Per me il mondo si valuta in base alla ricchezza interiore di una persona, per me la ricchezza è un mezzo per raggiungere uno scopo, per molti di loro un segno distintivo. La superficialitià che dimostrano è emersa anche nel momento dei due compleanni di cui ho parlato in cui l'estroversione la bellezza, nulla più che dei colpi di fortuna datici dalla natura, sono diventati elemento discriminante per determinare il successo delle persone nel gruppo.
Mi è stato rinfacciato dicevo prima il non essere flessibile, il non sapermi adattare alla vita comune con altri, c'è della verità in ciò, ma forse ci sono anche un paio di cose da specificare: se devo convivere con delle persone in una casa, eccetto il caso appena trascorso o altri simili, sarò io che sceglierò la persona con cui convivere e sarà questa persona che avrà scelto me per convivere, e una volta detto ciò mi adatterò per quanto provo per lei e per e nel suo rispetto. Non posso accettare invece di adattarmi alle logiche del "non rispetto" che soprattutto uno dei miei compagni di appartamento aveva.
E questo era frutto di un altra caratteristica che permeava questo gruppo: non riuscivano a capire che eccetto un'irrilevante eccezione il mondo è composto da altri, e che questi altri meritano rispetto. Era un gruppo basato sull'egocentrismo e sull'edonismo, in cui tutto era mirato al cercare di essere il più in vista possibile, era il cercare la massima visibilità l'essere al centro del gruppo e dell'attenzione. Mi spiace ma non è la mia via, non è il mio modo di fare, soprattutto quelle che erano le loro caratteristiche dominanti che stabilivano il successo o l'insuccesso di una persona non sono i miei parametri.Uno stupido per me non potrà mai per me essere il riferimento del gruppo, una perona vuota non potrà essere ammirata come un esempio da seguire, uno che si piega a quelle che sono le mode del momento non è il più trendy.
Questo mi porta all'isolamento? Se è per cinque settimane pazienza, tanto so che una volta tornato in Italia avrei di nuovo trovato persone che hanno un cervello che funziona, che dentro hanno qualcosa e per cui i valori morali non sono solo una coppia di parole prive di senso, persone che il proprio stile e la propria idea di moda o di stile di vita se lo decisono a prescindere dalle mode e da quanto vuole il mondo o che perlomeno considerano questa cosa come minoritaria.
Persone che a differenza di quelle incontrate hanno un concetto di comunità e che sanno che i soldi non sono proprio così privi di valore come più volte dimostrato da ragazzi che non hanno saputo dir no a nessun vizio o capriccio.
Mi spiace di non essere riuscito a trovare in voi nulla, c'erano persone che valevano, dalla Michela alla Silvia, da Alberto Berrini ai due Enrico, ma purtroppo eravate un gruppo di minoranza in una manica di cretini.
Mi spiace ma in definitiva non siete la mia gente.


1 commento:
Un topic coerente per una persona educata che manda a quel paese persone che, legittimamente, se lo meritano.
Niente di nuovo da segnalare nel comportamento di nostri connazionali all'estero: sembra le nuove esperienze giustifichino il nascere in loro di atteggiamenti che a loro non si addicono, un pò come alle prese con massicce dosi di alcool.
Povertà nella capacità d'autocritica ed incapacità di autocontrollo = FAIL.
Ovviamente non siamo gli unici a soffrirne nel mondo..
Francesco
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