Mi è stato impossibile non perchè non sapessi cosa scrivere, i temi che ho intenzione di trattare li ho già ben presenti tuttavia non sono così urgenti, così immediati come quello che sto trattando.
Questo post non è urgente nel senso che domani cambierà qualcosa se lo scrivo ora, ne per questo post cambierebbe qualcosa se io lo scrivessi domani se non fosse che questo blog è la mia finestra, è un mio modo per dire quello che provo dentro, è un modo per liberarmi dalle angosce che ho dentro, è la mia catarsi e in questo momento sento forse il bisogno di liberarmi, di dire quanto ho dentro per non diventare nervoso e non rovinarmi per nulla la vita.
Se non fosse per questa ragione questo post sarebbe uno di quelli che potremmo definire eterni, e vi giuro, il mio umore cambia mentre scrivo, perchè quelle che erano le ragioni dell'irrequietezza sono sparite con un semplice battito d'ali. Tuttavia vale la pena scrivere quella che era la mia riflessione. Magari per questa sera non varrà più ma varrà in futuro.
Come da titolo, una cosa che per questo blog non è così comune, il tema è il silenzio.
Io generalmente adoro il silenzio, generalmente lo trovo confortante, trovo in esso una pace, che difficilmente riesco a trovare nella vita caotica di tutti i giorni. Dipende dall'umore ma, certe volte, è anche meglio di una musica meravigliosa. E' la possibilità di sentire nulla più la musica che ci viene dal cuore, è la possibilità di sentire i nostri pensieri, è la possibilità di entrare dentro noi stessi ed andare a fondo come non sempre abbiamo la possibilità di fare. Il silenzio non esiste praticamente mai, perchè la natura non ci lascia mai senza una colonna sonora per la nostra vita e così, quello che chiamiamo silenzio, diventa la possibilità per sentire il vento che accarezza la terra, per ascoltare le chiacchiere degli uccelli, il canto delle stelle, il concerto delle cicale nelle sere d'estate, il pianto del cielo.
Questo è il silenzio, pace e meditazione, ma non solo.
Il silenzio è un vuoto, dicono che l'uomo non riesca a stare in silenzio, perlomeno l'uomo occidentale, perchè il silenzio gli ricorda la morte, e essendo l'uomo occidentale impreparato alla morte, con tutte le questioni che ci facciamo, esclusi alcuni casi di profonda religiosità o ascesi sembra impossibile per noi rimanere in silenzio, noi con il nostro respiro e nulla più.
Non so a quanti di voi sia capitato, a me sì, di tornare a casa magari tardi, da soli a piedi, d'inverno. Il vostro unico compagno è il fumo che vi esce dalla bocca quando respirate. Non so se fosse per l'inquietudine della strada in quel momento, il fatto che decisamente il tutto era inquietante, tuttavia sentivo l'irrefrenabile istinto di cantare, l'importante non era cosa, ne come, non importava ricordarsi le parole, bastava anche mugolare, tutto forse per farsi coraggio, forse per non rimanere nel silenzio.
Il silenzio è così, quando lo vogliamo, quando lo cerchiamo, non sempre non riusciamo a trovarlo, non sempre riusciamo a trovare un equilibrio in cui immergerci. Altre volte è lui a raggiungerci quando meno lo vogliamo, quando sicuramente crescerà quel imbarazzo generale che ci fa odiare il silenzio, quando ci crescono dentro quelle domande che non vorremmo mai porci, quando vorremmo una risposta e tutto quello che otteniamo è silenzio.
Che fastidio parlare, attendere una risposta, una reazione e trovarsi di fronte come una specie di muro. Che rabbia aver voglia di urlare e sapere che comunque, anche se urlassimo, è come se emettessimo aria nel silenzio, senza produrre suono alcuno.
E' come essere prigionieri di una gabbia che sembra non esistere ma che si stringe sempre di più attorno a noi. Non c'è via di fuga, e anche se corriamo, ci agitiamo nel letto, imprechiam, malediciamo non cambia nulla, perchè quel silenzio è entrato dentro di noi e da lì urla tutto il vuoto che sentiamo dentro. Tutta la nostra impotenza.
Io non lo so cos'è ma è come se qualcuno mi avesse privato della possibilità di parlare e sentire, come se dentro di me non fosse rimasto nulla ed io dovessi ricercare quanto ho dentro alla disperata ricerca di qualcosa che non so e non so dove si sia andata a cacciare.
Il silenzio non voluto ti spezza, di rende instabile come quello cercato riporta l'equilibrio. Io credo che le filosofie orientali non siano del tutto sbaglite, è una questione d'equilibrio, una questione di yin e yang, una questione di bene e male.
Il silenzio è solo un mezzo, solo una via per trovare o rompere l'equilibrio. Non si tratta nemmeno di silenzio forse in questo caso, mi scuso ma in questo momento sto riflettendo a ruota libera senza che ci sia più un percorso precostituito da seguire, non si tratta nemmeno del silenzio in se, si tratta del concetto di vuoto. Un messaggio che ci viene dato, senza che abbia un significato vero, senza che all'interno ci dica nulla di quello che vorremmo sapere ecco questo è come il silenzio. Si tratta di vuoto, si tratta di qualcosa che vorremmo pieno, qualcosa che desidereremmo poter bere a piene mani, ma di cui siamo privati, qualcosa che troviamo vuoto, come la borraccia di uno che sta morendo nel deserto.
Questo distorce il nostro equilibrio, questo distorce la nostra scala dei valori, distorce quanto abbiamo dentro, ci fa apparire una cosa che in realtà potrebbe essere marginale come fondamentale, come se fosse più importante dell'aria, come qualcosa senza cui ci sentiamo come un pesce fuor d'acqua.
E' un silenzio che non per forza è solamente sensoriale, può essere inteso nella massima ampiezza possibile, nel senso più lato che c'è. E' un silenzio intelletuale, emozionale sentimentale.
Questo ci disturba eprchè è un silenzio di vuoto e solitudine, un silenzio diverso dal silenzio pieno di chi a raggiunto un suo equilibrio.
Non so se quanto ho detto abbia un senso o se sia riuscito a spiegarmi ma un silenzio stasera mi aveva abbastanza scombussolato.
THE SOUND OF SILENT
Simon & Garfunkel
Hello darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence
In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone
'Neath the halo of a street lamp
I turn my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silence
And in the naked light I saw
Ten thousand people maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never shared
No one dared
Disturb the sound of silence
"Fools," said I, "you do not know
Silence like a cancer grows
Hear my words that I might teach you
Take my arms that I might reach you"
But my words like silent raindrops fell
And echoed in the wells of silence
And the people bowed and prayed
To the neon god they made
And the sign flashed out its warning
In the words that it was forming
And the sign said "The words of the prophets are written on the subway walls
And tenement halls
And whispered in the sound of silence"

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