Ho già scritto di come io ami la poesia, ho appena parlato di una ragazza, della ragazza a cui forse ho dedicato la maggior parte di quanto ho scritto. Probabilmente anche il peggio di quanto ho scritto visto la scarsa profondità che riuscivo a raggiungere all'epoca e alla monotonia dei temi.
Tuttavia sono riuscito in passato a scrivere anche cose decenti.
Non sono tutte cose positive, come non sono stati positivi i momenti della mia vita, anzi.
Non voglio dire di aver avuto problemi fisici o familiari. Si trattava di problemi miei, personali, emotivi, sociali.
C'è stato un periodo in cui non riuscivo a vedere nulla di luminoso, in cui non riuscivo ad accettare me, i miei limiti e gli altri.
L'unica valvola di sfogo era la poesia. Era un modo per cercare di dar sfogo a quanto sentivo dentro e che non riuscivo a descrivere in altro modo.
Piuttosto che intraprendere una crociata i mali del mondo, piuttosto che cercare una soluzione in una rivolta roboante e appariscente come fecero più o meno nello stesso periodo i miei compagni di classe io cercai la mia catarsi attraverso i versi.
Era un espressione silente, un modo per cercare di mantenere una sorta di sanità mentale pur nel momento di difficoltà ceh vivevo.
Non mi piacevano molte cose ma dovevo scrivere.
Se mi capiterà metterò alcune di queste forme di liberazione qui. Sarà un pò come guardare un vecchio film, ricordando le persone che ne facevano parte e che poi sono uscite pian piano dalla nostra vita.
Stanco
Viandante
Vagabondo
Dalle mille fatiche
Nell'arida tundra
Inginocchiatosi
Sotto un cielo tempestato di stelle
Per pregare
Sconfitto e sofferente
Riposerà le sue membra
Spossate
Indolenzite
Raggiungendo con un balzo il suo signore
Raggiungendo volando
Il suo Dio
Potendo finalmente
Riposarsi
Per l'eternità
Lento
Nella folla anonima
Avanza
Suono di voci
Allegre risate
Solo scuro
Nella luce di festa
Aspettando la morte
Arriva sola
Silenziosamente
Va con lui nel silenzio immutato
Candida luce
Nel buio profondo
Ripida
Salita
Per un riposo
Ora
Eterno.
Batte il mare sui bianchi muri
Lancia il faro la speranza
Nella tempesta
Fragore d'un'onda
Fragore d'onda
Scuote l'ira di nettuno
Lasciando frusciare come una gonna
La risacca danzante sulla spiaggia
Tra un silenzio e l'altro
Già rosso quel cielo diventa
Per nascondere
Le emozioni
Sbocciate sulla tua pelle
Sbocciate sul tuo cuore
Dopo quel primo bacio

2 commenti:
Belle le poesie, lo trovo un buon modo per sfogarsi... Ma secondo me spesso si ha anche bisogno di urlare o di aver qualcuno che sia in grado di darti una risposta diretta, magari scontata o cruda, insomma una risposta esterna al foglio di carta ed esterna anche a noi stessi.
Fefffe
Io non sono completamente d'accordo con l'idea di sopra.
A volte è necessario isolarsi, si diventa particolarmente logorroici con le persone che si amano, e si rischia di far loro solo del male perchè magari si è sconvolti dalla passione.
Io me ne sono accorto sulla mia pelle proprio questi giorni, e non è che sia mai stato un chiacchierone... Ma mi esprimevo in monologhi...
E' giusto trovare riparo, morire e rinascere ogni giorno nelle cose che si amano, se poi qualcuno è davvero disposto ad ascoltarci possiamo prenderci la libertà di comunicare liberamente... ma dobbiamo esserne certi.
Io ho avuto questa fortuna ieri... un mio amico del Texas mi ha scritto e per questo ringrazio il valore dell'amicizia. :)
Poi magari capita solo a me, neh.
Francesco
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