sabato 1 settembre 2007

Music from everywhere.

La campanula.

Il fiore lo so non appare in questo caso così forte, ma è l'unico che ho trovato che in un qualche modo mi ricordasse la musica. Perchè lei era ed è musicista.

Un fiore bello e semplice come lei.
Questa è la persona per cui veramente ho saputo provare qualcosa. L'unica tra tutte di cui ancora riuscirei ad innamorarmi malgrado siano passati sette o otto anni.
E' stata la persona con cui in vita mia sono stato meglio e peggio, quella che mi ha permesso di raggiungere il paradiso e mi ha fatto sprofondare all'inferno.
Una persona per cui ho rinunciato a tutto per non ottenere nulla.
Me li ricordo ancora quei giorni, a star male come in nessun altro caso, a piangere fino a che le lacrime non uscivano più e mi ritrovavo a volerne ancora per poter dissetare il mio dolore.
Matta come un cavallo, e bella, come d'altronde tutte le ragazze che mi son piaciute.
Spontanea e appasionata, battagliaera ma infinitamente positiva, mai una parola dietro le spalle tutte d'avanti senza paura di nulla.
Non potrà mai esserci quello che fu quella volta, per via dell'età e per via di quello che abbiamo passato, per il nostro essere profondamente amici, per il nostro essere qualcosa più che amici senza essere mai insieme. Forse eravamo qualcosa più che insieme.
Eravamo amici, ma di quegli amici che non si incontrano mai nella vita, capaci di capirci prima ancora di parlare, senza dover parlare.
Giuro tutt'ora quando penso a come sia finito il nostro rapporto mi vengono i magoni. Ancora non riesco a perdonare quella persona che parlò, che le disse tutto.
So chi è stato, potrei anche definirla un'amica, una ragazza con cui ho un buon rapporto, ma quando ripenso a quelle parole, dette non so per quale ragione, e cosa esse hanno provocato, ancora un filo di astio mi nasce dentro, cresce come un'edera velenosa, per seccarsi nei momenti in cui non ci penso.
Per fortuna dopo questo evento sono entrate altre persone persone e anche ora ho in mente qualcun'altra perchè pensare troppo a quei momenti temo mi farebbe tornare le lacrime che da allora non ho più versato per nessuna.
Quella volta persi le lacrime da donare ad una ragazza, le donai tutte a lei e al sacrificio della nostra amicizia che se ne andava.
Ci riappacificcamo solo dopo un anno, ma non fu mai più come prima.
Ancora adesso noto, quando mi capita di incontrarla e di parlarci, sotto quella copertura, sotto quella maschera da alternativa che si è creata la mia vecchia amica. Viene fuori come sempre, senza controllo alcuno, viene fuori nella sua spontaneità, nel suo sorriso, nel suo riso scomposto.
Sono i momenti in cui viene fuori la ragazza di cui ero innamorato fino a star male, la ragazza a cui asciugavo le lacrime quando stava male e che ha prosciugato le mie.
Sono immagini, come flash back, che riappaiono solo per sparire in un soffio di vento un secondo dopo.
Ringrazio anche te, per quello che mi hai dati, per un fiore dolce come pochi altri ma spinoso come nessun'altro.

RIMMEL

Francesco De Gregori

E qualcosa rimane, fra le pagine chiare,
fra le pagine scure,
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma lo zingaro è un trucco.
Ma un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane,
l'avrei distrutto con la fantasia,
l'avrei stracciato con la fantasia.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevi ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona e quando io,
senza capire, ho detto sì.
Hai detto "E' tutto quel che hai di me".
È tutto quel che ho di te.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi

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