domenica 30 settembre 2007

Wedding

Inquietante, direi che è la parola giusta, inquietante perchè mi destabilizza mi da un senso di vuoto come di una voraggine che ti si apre davanti senza che te ne fossi accorto prima e ti trovi in bilico sul limite del nulla.
Non è il matrimonio in se come da titolo, ma quanto mi ha detto un mia amica, che appena finita la triennale ha intenzione di lavorare per potersi sposare entro un paio d'anni.
La cosa mi lascia alquanto turbato dicevo non pèerchè io non creda nel matrimonio o non voglia un giorno sposarmi ma non avevo mai vagliato l'eventuialità di farlo prima dei 28 29 anni...
Devo dire che il ragazzo con qui sta questa ragazza presenta vari tratti che sono l'antitesi dei miei.
Oltre alla caratteristiche fisiche (vergognosamente a suo favore) lui fa parte di una di quelle sette di estremisti cattolici, di quegli integralisti cristiani che a me danno tanto fastidio.
Sono dei fanatici che per seguire alla lettera il vangelo ne perdono il senso finendo con il rovinare la vita propria e quella delle proprie famiglie.
Anche a me piacerebbe avere diversi figli ma solo se avrò la possibilità economica di farlo e ovviamente se quella che sarà la mia compagna si troverà d'accordo. Non penso che andrò avanti a far fare figli a mia moglie solo per un ostinato e cocciuto rifiuto di usare i contraccetivi. Sono una banda di fanatici e matti.
Dicevo la cosa mi destabilizza perchè io vedo la mia vita, al momento attuale come un percorso ancora in itinere, come un qualcosa di non completo, come un periodo ancora di acquisizione di conoscenze.
Io voglio andare avanti per poter completare la mia istruzione, per poter avere poi le basi per dare alla mia famiglia una base solida.
Mi sembra che invece la mia amica stia correndo troppo, e per questo avverto questo senso di voraggine, quest'idea di vuoto imminente sul quale ci si trova in bilico.
Poi faccia quello che vuole ognuno è libero di vivere la vita come meglio crede.

mercoledì 26 settembre 2007

Sisters

Ieri sera sono andato ad una pizza per salutare un'amica che parte per l'erasmus.
Lei, Elena, non è più nemmeno un amica, ci conosciamo da troppo tempo perchè sia un'amica, dopo 18 anni anni di rapporto come quello che abbiamo noi, o che perlomeno abbiamo avuto, non posso più dire che la nostra è stata solo un amicizia.
Nel tempo è diventato qualcosa di più, non amore certo, ma un affetto profondo e latente, un sentimento che non è così facile da identificare, un qualcosa che rimarrà per sempre lì dentro di me senza che ci sia mai la possibilità di toglierlo.
Un pensiero costante che ogni tanto riaffiora, una di quelle cose che non riesci mai delo tutto a dimenticare, uno di quelle sensazioni che si sentono solo nei confronti dei familiari.
E alla fin fine è così, perchè lei, e la Erica, l'altra ragazza che conosco fin dalla più tenera età sono le sorelle che non ho mai avuto veramente, sono le uniche persone che non hanno il mio stesso cognome da cui mi è capitato di ricevere critiche senza che mi venisse l'istinto di ribattere, come se la cosa fosse naturale, senza che ci trovassi nulla di strano.
Sono due ragazze per cui provo un affetto pronfondissimo e inteso senza esserne innamorato, sono le prime tra tutti gli amici che inviterei alla mia laurea e al mio matrimonio (se mai ci sarà).
Sono due persone con cui ho avuto alti e bassi senza mai eprò veramente litigare, sono persone (ed in questo caso soprattutto Elena) di cui ho sopportato le mille frecciatine senza troppo reagire, tanto che io e la elena sembravamo spesso un enorme cane con una piccola gattina che lo tormenta...
Adesso che parte la cosa mi dispiace, mi spiace perchè avrei voluto sentila di più dopo che abbiamo smesso per un pò di sentirci, avrei voltuo sentirla perchè ho realizzato mentre ero in America che un pò le sue velenossisime e acidissime battute mi divertono. Perchè ho capito che malgrado spesso mi venisse voglia che stesse zitta e sparisse (proprio come con mio fratello) adesso, all'idea che non ci sarà modo manco per sbaglio di vederla per sei mesi, mi viene ilo magone.
E allora, visto che ieri sera ti ho dato l'indirizzo di questo blog, e che so che non ti potrai trattenere dal commentare con la sua solità acidità, buon viaggio streghetta, buon viaggio vipera, buon viaggio Elena, buon viaggio sorellina. Ci rivedremo quando torni!!

lunedì 24 settembre 2007

Bored

Adesso era un pezzo che non mi mettevo più qui a scrivere, il pc dice che è dal 12 di settembre, spero non menta...
In questo periodo in cui sono stato un pò assente ce ne sono state di cose, il compleanno di mio fratello, la settimana a Verona, l'esame fallito, il corso che sto seguendo, il campo, ma, malgrado tutto questo, sono annoiato.
E' una malattia, una delle cose che mi affligge, quando non riesco a trovare qualcosa che mi stimoli, quando non riesco a trovare qualcosa d'interessante la noia mi avvolge e mi trovo perso.
Non c'è nulla da fare, ed anche quello che c'è non dura mai più di tanto, mi da un lampo di vita e poi sparisce, non vedo l'ora di iniziare l'uni e l'attività per avere almeno qualcosa che mi tenga in tensione visto che altre cose non le riesco a trovare al momento...

mercoledì 12 settembre 2007

Unions, enviromentalists and absurd positions.

Sindacati, dovrebbero essere delle organizzazioni a difesa dei lavoratori.Lavoratore è chi lavora non chi va in ufficio per scaldare la sedia.
La mera presenza non è sinonimo di lavoro e quindi mi chiedo: come mai i sindacati proteggono di più chi non fa nulla? Come mai sono così interessati a difendere a spada tratta chi non fa nulla?
Io mi chiedo ma non capiscono che quella gente non è degna di protezione? Non capiscono che quelle persone sono un peso per il datore di lavoro, per la società e per gli altri colleghi? Se venisse fatto in modo che gli scansafatiche potessero essere licenziati in tronco e al loro posto venissero assunte persone in grado di lavorare intanto penso che il numero stesso di chi fa finta di lavorare diminuirebbe (quando l’acqua ti arriva alla gola impari a nuotare) e comunque ci sarebbe un alleggerimento della pressione sulle spalle di chi già lavorava ed i soldi non sarebbero dati in giro per nulla.
Se a fare le stesse cose non serivssero più 10 persone ma 5 va da se che gli stipendi aumenterebbero.
Poi a me sembra che i sindacati non riescano a capire che è il bene della nazione che poi porta al bene dei lavoratori. Se si indebolisce troppo lo stato facendo richieste assurde, continuando a combattere su cose che oramai non sussistono più da nessuna parte se non in Italia, chiedendo aumenti assurdi non si va da nessuna parte. Queste misure atte a catturare consensi nel breve periodo non faranno altro che causare danni sul lungo. Servirebbe un po’ di lungimiranza.
Io dico che i sindacati dovrebberio darsi da fare per difendere gli interessi dei lavoratori, cercando di capire quali essi siano senza fare inutile demagogia che non fa che male al paese ed ai lavoratori stessi.

I verdi e gli ambientalisti in genere dovrebbero mirare alla difesa della natura. A parte i folli (mi pare fossero quelli di 100% animalisti ma non vorrei sbagliarmi) che scrivono cose del tipo “a noi interessano solo gli animali della natura non ce ne rfega un ca..o” in generale queste eprsone dovrebbero guardare all’intaresse della situazione ambientale dell’intero paese.
Ma come al solito ed appoggiati di volta in volta dalle formazioni politiche locali a caccia di voti queste persone perdono di vista l’intaresse globale a favore dell’intaresse locale. Perdono tutta la loro lungimiranza a favore di cose assurde o perlomeno quantomai discutibili.
Alcuni esempi: ci lamentiamo che tutto il traffico merci è su gomma, ci lamentiamo che dovrebbero essere incentivati i trasporti pubblici e poi viene bloccata la TAV.
Ci lamentiamo che non c’è energia elettrica, che siamo un paese senza risorse, che dobbiamo utilizzare l’energia rinnovabile perché non vogliamo le centrali nucleari (cosa con cui sono d’accorso) eppure poi non possiamo installare le centrali eoliche eprchè altrimenti per un km quadrato si sconvolge l’habitat naturale.
Ora io cerco di essere una persona aperta ma certe cose non le capisco. O saremo per sempre schiavi dei paesi che producono petrolio o energia elettrica con il nucleare o proviamo a trovare un'altra via. Guardiamo all’intaresse nazionale e non solo a quello del nostro piccolo orticello.
Se una centrale eolica formata da diverse pale ci permette di spendere meno in elettricità e di inquinare di meno, se una ferrovia porta ricchezza e abbatte l’inquinamento perché continuare a protestare? Cosa dobbiamo fare? Tutti come i Campani che non vogliono ri rifuti sotto casa ma nemmeno le discariche e pretendono di mandarli al nord o all’estero a spese dello stato? No ci deve essere una valutazioe tra dare ed avere, tra lati positivi e negativi e di certo TAV e centrali eoliche sono più positive che negative.

Contradiction

Sono quantomeno infastidito dal comportamento della Chiesa Cattolica ultimamente. Sono infastidito da quelli che dovrebbero essere i miei conreligionari. Va a finire che mi faccio protestante, perché la protesta è una condiziona naturale quando le cose non vanno come dovrebbero andare.
Sono disgustato per l’ipocrisia della chiesa e di chi dice di essere cattolico, sono disgustato dal comportamento di alcuni preti e di alcuni alti prelati, sono disgustato dal comportamento della chiesa in se.
Leggevo qualche giorno fa che un prete ha già preparato l’omelia per quando sarà morto, cosa che è bislacca ma più di tanto danno non fa, in cui però già dice “vi parlo dal paradiso”.
Io non capisco cosa sia quest’arroganza, io non capisco come la gente, questo prete, il prosindaco di Treviso Gentilini, Pavarotti (pace all’anima sua) in testa pretendano di essere già a posto con Dio.
Addirittura Gentilini anni fa arrivò ad affermare che Dio era in debito con lui. Io mi chiedo se siano solo matti o se siano anche stupidi.
Io da cattolico credo che il paradiso non sia una cosa così scontata, non credo che si possa mai essere certi di potervi accedere.
Il percorso che vi conduce non è così semplice, è un cammino di fede, e la fede non è mai qualcosa dato per scontato.
La superbia è uno dei peccati capitali, chi crede di essere a posto con Dio, di aver saldato i conti con Lui, oh anzi di avere un credito nei suoi confronti non fa altro che macchiarsi di questo.
Dov’è la concezione del figliol prodigo? Dov’è il buon samaritano? La gente se veramente vuole credere deve capire che non siamo altro che peccatori, non siamo altro che gente che continua a sbagliare e che dovrebbe quindi guardare a Dio solo come ad un padre generoso che ci permette di salvarci, che ci dà l’opportunità di aggiustare quanto abbiamo rotto. Nel padre nostro viene detto “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori” non mi pare si parli mai di crediti, ma sempre e solo di debiti.
Seconda cosa: secondo me Cristo fosse venuto sulla terra avrebbe fatto veramente la fine descritta per lui nei fratelli Karamazov. In questa Chiesa di simoniaci, scribi e farisei non credo ci sarebbe posto per il suo fondatore.
In una chiesa che veste in porpora e oro non c’è spazio per chi predica la povertà.
In una chiesa che caccia i suoi figli quando sbagliano non c’è posto perché predica il perdono.
In una chiesa in cui si incità alla discriminazione verso gli altri nonc’è posto per chi predica amore.
Io mi chiedo come sia possibile che la chiesa nasconda quei mostri che sono i preti che si sono macchiati di pedofilia, che hanno insozzato il loro magistero con un peccato orrendo, che hanno tolto a dei ragazzi la giovinezza ed invece non riesca a far altro che condannare ed accusare un prete di essere un emissario di Satana solo per avere il desiderio di paternità ed mare una donna (per la cronaca il prete è ancora fedele al voto di castità visto che quasi certamente con quella donna non ha ancora fatto nulla).
Com’è possibile che si caccia uno perché ha si è macchiato di peccati minori quando in seno alla chiesa rimangono anime nere?
Inoltre se una delle pecore si perde forse la colpa è anche del pastore che non è sempre così presente.
È una chiesa che eccetto alcune anime salve, è fatta da uomini che credono di avere la verità in tasca, che non si abbandonano a Dio e all’immensità dei suoi misteri, ma che credono fermamente di aver capito tutto.
È una chiesa in cui il prete vuole porsi un gradino sopra tutti gli altri, per poter apparire superiore e cercare di dimostrare che lui può fregare tutti.
È una chiesa che quando trova un pastore che riesce a raccogliere le sue pecore, che riesce a unire quanto si era disgregato, che riesce a trasformare un gruppo di ragazza in una comunità viene spedito in montagna dove di ragazzi non ce ne sono e lui non può fare danni. E questo su invito spesso dei preti vicini, magari meno ricchi interiormente, magari meno capaci e meno carismatici e che non sanno altro che provare invidia e lamentarsi col prete.
Che male c’è se i ragazzi vanno da una parte o dall’altra purché seguano Cristo?
È una chiesa in cui si fanno strada gli ipocriti ed i rancorosi, in cui il rpete semplice, che dovrebbe essere d’esempio per i suoi fratelli, rimane un normale prete di parrochia mentre è l’ambizioso, il superbo e l’arrogante quello che fa strada. È una chiesa sbagliata, malata alleradici che eleva in potenza chi è peccatore e abbandona nelle baraccopoli i suoi santi.
È una chiesa che non riesce a capire date a cesare quel che è di cesare, ma che deve far politica a tutti i livelli (per la cronaca quel prete che si è registrato l’omelia ha anche detto a chi aveva votato Prodi di andarsi a confessare… tristissimo…), è una chiesa che non riesce a curarsi delle sua anime ma solo dei giochetti di potere, dei suoi mille intaressi e che se interrogata sui suoi intaressi terreni riesce sempre a fare del vittimismo.
È una Chiesa che come ha detto una ragazza che era in america con me ha perso il suo messaggio originale, che ha perso quanto cristo a detto, inseguendo i miraggi della vita terrena che lei stessa condanna.

You are not my people.

Un discorso che potrebbe valere per quelle persone che erano con me in America.
Ci sono un paio di loro a cui ho dato l'indirizzo di questo blog e che quindi se avessero voglio avrebbero la possibilità di leggerlo, ma visto che in pochi commentano i non ho idea di chi venga e chi no.
In America mi è stato rinfacciato praticamente di tutto, dall'essere poco flessibile (questa magari è anche vera...) all'essere cattivo (questa proprio no visto che molti mi dicono che sono invece troppo buono).
Adesso nelle scorse occasioni in cui chi era con me in America si sono ritrovati ho sempre avuto di meglio da fare, ma forse non ci sarei andato comunque.
Sono stato giudicato cattivo penso perla coerenza, perchè non ho rinunciato a quello che è il mio io in Italia una volta in America, perchè ho deciso che le regole che rispetto qui in Italia dovessero essere le stesse che rispettavo lì in America.
Forse per qualcuno di loro non era così, essere in un posto in cui nessuno lo conosceva era la scusa per essere qualcuno che non è o per essere chi è e che qui in Italia non ha il coraggio di mostrare per paura dei giudizi.
Questa è ipocrisia, come è ipocrisia organizzare i festeggiamenti per i compleanni di persone di cui si è parlato male epr cinque settimane e che abbiamo detto oltremodo antipatiche e fatidiose.
Io non penso che questo sia il mio genere d'ambiente. Per me la coerenza è importante. Una persona mi sta antipatica? bene se ne vada a farsi un giro.
Inoltre io non so come queste persone valutino il mondo. Per me il mondo si valuta in base alla ricchezza interiore di una persona, per me la ricchezza è un mezzo per raggiungere uno scopo, per molti di loro un segno distintivo. La superficialitià che dimostrano è emersa anche nel momento dei due compleanni di cui ho parlato in cui l'estroversione la bellezza, nulla più che dei colpi di fortuna datici dalla natura, sono diventati elemento discriminante per determinare il successo delle persone nel gruppo.
Mi è stato rinfacciato dicevo prima il non essere flessibile, il non sapermi adattare alla vita comune con altri, c'è della verità in ciò, ma forse ci sono anche un paio di cose da specificare: se devo convivere con delle persone in una casa, eccetto il caso appena trascorso o altri simili, sarò io che sceglierò la persona con cui convivere e sarà questa persona che avrà scelto me per convivere, e una volta detto ciò mi adatterò per quanto provo per lei e per e nel suo rispetto. Non posso accettare invece di adattarmi alle logiche del "non rispetto" che soprattutto uno dei miei compagni di appartamento aveva.
E questo era frutto di un altra caratteristica che permeava questo gruppo: non riuscivano a capire che eccetto un'irrilevante eccezione il mondo è composto da altri, e che questi altri meritano rispetto. Era un gruppo basato sull'egocentrismo e sull'edonismo, in cui tutto era mirato al cercare di essere il più in vista possibile, era il cercare la massima visibilità l'essere al centro del gruppo e dell'attenzione. Mi spiace ma non è la mia via, non è il mio modo di fare, soprattutto quelle che erano le loro caratteristiche dominanti che stabilivano il successo o l'insuccesso di una persona non sono i miei parametri.
Uno stupido per me non potrà mai per me essere il riferimento del gruppo, una perona vuota non potrà essere ammirata come un esempio da seguire, uno che si piega a quelle che sono le mode del momento non è il più trendy.
Questo mi porta all'isolamento? Se è per cinque settimane pazienza, tanto so che una volta tornato in Italia avrei di nuovo trovato persone che hanno un cervello che funziona, che dentro hanno qualcosa e per cui i valori morali non sono solo una coppia di parole prive di senso, persone che il proprio stile e la propria idea di moda o di stile di vita se lo decisono a prescindere dalle mode e da quanto vuole il mondo o che perlomeno considerano questa cosa come minoritaria.
Persone che a differenza di quelle incontrate hanno un concetto di comunità e che sanno che i soldi non sono proprio così privi di valore come più volte dimostrato da ragazzi che non hanno saputo dir no a nessun vizio o capriccio.
Mi spiace di non essere riuscito a trovare in voi nulla, c'erano persone che valevano, dalla Michela alla Silvia, da Alberto Berrini ai due Enrico, ma purtroppo eravate un gruppo di minoranza in una manica di cretini.
Mi spiace ma in definitiva non siete la mia gente.

lunedì 10 settembre 2007

Melancholy

Quando la scende la sera e ci avvolge alla fine di una giornata agitata eppure non porta il conforto sperato e la risposta alle domande che ci tormentano non rimane che la malinconia.
E' come un'ovvatta che ti circonda e ti da una percezione del mondo diversa, più addolcita, che ti fa perdere il contatto con la realtà, che di ta un senso di pieno, perchè hai come l'impressione non ti manchi nulla, quasi avessi fatto una mangiata enorme di tutte le cose della vita, eppure ti lascia qualcosa lì, tra cuore e stomaco che non va, un a sensazione, unadisagio, un malessere.
Senti come se ti mancasse qualcosa, come se ci fosse qualcosa che sai ti servirebbe ma che non riesci a capire esattametne cos'è.
E' come la sensazione di essere seguiti, e tuttavia, non vedere nessuno quando ci si gira a vedere chi è che ci segue.
E' una tristezza che ci prende e non ci lascia, che si incunea dentro pronfa e difficilmente scacciabile, che ci fa voglia di prendere ed andare a dormire anzitempo solo per far finire prima la sera.

GLI ANNI
883
Stessa storia, stesso posto, stesso bar
stessa gente che vien dentro consuma e poi va
non lo so che faccio quì
esco un pò
e vedo i fari delle auto che mi
guardano e sembrano chiedermi chi cerchiamo noi
Gli anni d’oro del grande Real
gli anni di Happy days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi
siamo qui noi
Stessa storia, stesso posto, stesso bar
una coppia che conosco ci avrà la mia età
come va
salutano
così io
vedo le fedi alle dita di due
che porco giuda potrei essere io qualche anno fa
Gli anni d’oro del grande Real
gli anni di Happy days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi
siamo qui noi
siamo qui noi
Stessa storia, stesso posto, stesso bar
stan quasi chiudendo
poi me ne andrò a casa mia
solo lei
davanti a me
cosa vuoi
il tempo passa per tutti lo sai
nessuno indietro lo riporterà neppure noi
Gli anni d’oro del grande Real
gli anni di Happy days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi
siamo qui noi
siamo qui noi

Hurry

Fretta, una delle peggiori consigliere che ci possano essere.
Fretta una coas che ci porta a fare cose di cui non siamo così sicuri.
Questo non vuole essere un post lungo come al solito, ma solo una riflessione di un paio di righe e nulla più.
Anzi nemmeno quello. Vuole essere un messaggio, sempre che la persona a cui è riferito legga ancora questo blog perchè non ne sono certo.
A te che hai compiuto gli anni da poco, a te a cui era dedicato il post che è il secondo dopo questo voglio dire che quanto è scritto in quel post è vero, voglio dire che però non vorrò mai metterti fretta, che voglio sia tu a decidere. Io penso che qualsiasi cosa a partire da un amicizia, si debba costruire in due e a me, come ho detto prima di partire per gli usa non sono rimaste molte carte.
Per me sei importante, e te l'ho spiegato meglio che ho potuto. Scegli te i tempi, io non voglio imporre nulla.
La tua libertà insime alla mia saranno sempre le cose che mi saranno più care però mi piacerebbe avere una risposta, perlomeno vaga o generale per non continuar a dover vivere nell'incertezza.

Sheep

Questa era una riflessione inziata ancora in America, era un pensiero che mi era venuto fuori lì negli ultimi giorni, quelli degli esami, in un momento in cui non avendo a portata un pc non sono riusciato a scriverlo nel blog e quindi che ho lasciato solo abbozato come appunti su un foglio di carta.
Tutto era cominciato da una discussione con uno dei miei coinquili in relazione ad un affermazione del Papa, per la precisione più che un’affermazione la firma del Papa sul documento che dichiarava la chiesa cattolica unica vera chiesa di Cristo.
Quest’autoreferenzialità secondo me è una cosa assurda ed il documento è stato tutto tranne che diplomatico.
Il mio coinquilino (non che l’altro riuscisse a sviluppare un pensiero diverso o più complesso) affermava intanto che queste affermazioni non fossero vere, che sicuramente qualcuno se le era inventate e che se il Papa verametne le avesse dette lui sarebbe stato disposto a buttarsi dalla finestra (tra le altre cose ha pure giurato… sono indeciso se presentargli il documento in questione sia o meno istigazione al suicidio…) aggiungendo che comunque qualsiasi cosa avesse detto il Papa, essendo lui cattolico avrebbe obbedito perché per lui la parola del Papa è legge.
Allora, oltre alla scarsa informazione che ha dimostrato non sapendo di quel documento mi ha mostrato una cosa veramente orrenda.
Mi ha mostrato come ci sia una parte dell’universo cattolico che è o altamente ipocrita o che sta a poco a poco diventando estremista.
Ipocrita perché penso che nessuno dei miei compagni d’appartamento per quanto cattolici lo fosse coscientemente. Uno lo era in modo indottrinato e bigotto, di quelli che da un lato sono iperreligiosi al punto che se non vanno a messa stanno male dall’altro dimostrano di essere dei pervertiti (io non so se lui se ne sia reso conto ma era giudicato da quasi tutti gli altri ragazzi come un “porco”), l’altro lo era perché veniva da una cultura contadina che non penso gli abbia mai permesso di sviluppare un pensiero diverso o più sviluppato e strutturato.
Non si rendeva conto che nel suo comportamento c’erano delle assurdità enormi, c’erano dei controsensi, dei paradossi insanabili.
Io credo sia vero non abbia senso dichiararsi Cristiani credenti ma non praticanti. Se sei credente non è certo quell’ora alla settimana di messa che ti sconvolge i programmi. La messa alla fine è un momento di comunione con Dio e se uno crede è un momento importante della vita del cristiano.
Questo personaggio che diceva di considerare quanto diceva il Papa come sacro poi non si comportava da cristiano, non dimostrava una particolare aderenza ai principi del cristianesimo e quindi le sue affermazioni apprivano vuote e prive di significato.
La cosa che tuttavia mi inquieta è un'altra.
La cosa che mi inqueta è l’apparizione nel panorama europeo di queste persone qua, di quelle persone che pur non essendo Cristiane, solo per l’idea di essere contro quello che ci viene presentato come un Islam semrep più radicale e pericoloso dicono di esserlo e dicono di adesrire in toto a quanto dicono le autorità religiose cristiane.
Non c’è un tentativo di pensare, di analizzare e sviluppare quanto viene detto, non c’è alle spalle di queste adesioni una coscienza critica, una certa capacità di discriminare cosa è giusto e cosa invece non lo è.
Se non riusciamo a decidere cosa è giusto e cosa invece è sbagliato e diciamo che quello che dice una persona è per forza di cose giusto mentre quello che dice un'altra persona è per forza di cose non andremo da nessuna parte.
Se non riusciamo ad estrapolare il significato recondito di certe affermazioni allora la vita di certe persone che hanno discriminato tra ciò che era sbagliato e ciò che era giusto, tra ciò per cui valeva la pena lottare e ciò contro cui valeva la pena lottare, persone come Giovanni Falcone, Don Pino Puglisi, Paolo Borsellino, Padre Massimiliano Kolbe, la vita di queste persone, se non discriminaimo, non sarà mai servita a nulla.
Persone che hanno dato la vita per una causa che ritenevano giusta, che fosse la giustizia in generale, la vita e le anime della gente che vivevano in una Parrocchia di Brancaccio, o la singola vita di un padre di famiglia.
Io credo che se crederrimo a tutto ciò che ci viene detto, se credessimo tutti a tutte le fesserie che dice il politico di turno, il guru o il santone del momento, allora non saremmo altro che pecore condotte al macello.
A me bastano i ricordi di chi ci ha preceduto, i ricordi di due guerre mondiali per capire che non voglio semplicemnte essere una pecora che segue i suoi aguzzini, per capire che voglio e pretendo di avere la possibilità e la capacità di scegliere cosa è giusto e cosa invece è sbagliato, cosa c’è al mondo per cui vorrò lottare, per cosa vorrò vivere.
Non saranno gli altri a dirmi cosa pensare o su quali valori costruire il mio futuro.






PENSA
Fabrizio Moro


Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commententare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse [tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione

Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa.

sabato 8 settembre 2007

-3, -2, -1 HAPPY BIRTHDAY

9 settembre 2007. Questo post è per te che compi gli anni oggi.



Vorrei dedicarti un pensiero per oguna delle candeline che dovresti spegnere, ma spero ti accontenterai di uno solo.
Post numero 50, in teoria è doppiamente importante rispetto al numero 25, o perlomeno si potrebbe crederlo.
Sono rimasto fermo alcuni giorni malgrado le idee per altri post si accumulassero perché volevo usarlo per concludere il percorso dei fiori, non quello che iniziai prima di partire per l’america ma quello che ho iniziato poco dopo essere tornato, il percorso delle flowers givers.
Questa è l’ultima puntata, e perlomeno in ordine di tempo è giusto che sia così.
Le altre tappe di questa strada che ho affrontato con chi di voi riesce a reggere quanto scrivo sono il passato, sono ragazze che mi hanno donato qualcosa,ognuna qualcosa di diverso, persone con le quali ho talvolta incrociato solo per un momento, talvolta condiviso per mesi la mia strada.
Sono dieci anni della mia vita, dieci anni talvolta belli, talvolta brutti, ora stupendi ora orrendi, esaltanti e deprimenti, insomma dieci anni di vita.
Non so se questo post da solo abbia senso privato di quelli precedenti perché è comunque un'altra tappa del percorso. Non so quante tappe di questo genere ci saranno ancora ma la vita è bella così e vale la pena che sia vissuta.
Dicevo che le altre tappe sono il passato, ed è giusto che siano così, perché non possiamo vivere eternamente nel passato, dobbiamo essere immersi nel presente con uno sguardo al futuro. Il passato c’è e ci sarà sempre perché ormai è entrato dentro di noi. Ès ceso nel profondo, ci ha modificato e non ci potrà lasciare. Così le ragazze che finora ho descritto, le ragazze che mi hanno saputo donare un fiore rimarranno dentro di me proprio grazie a quel fiore, alle cose che mi hanno donato e che mi hanno cambiato, che mi hanno fatto maturare, soffrire, giorire. Qualcuna è rimasta e rimarrà come amica. Le altre rimarranno come ricordo.
Ma come dicevo il cammino si fa andando avanti, il cammino si fa procedeno, però per procedere se non si vuole andare a casaccio rischiando di impattare contro il primo albero di cui non ci accorgiamo ci serve una guida. Ci serve qualcosa che ci dia delle indicazioni.
Non so che fiore ti associerò in futuro, se dovesse capitare un giorno che anche tu sarai qualcosa che farà parte del passato, io ho provato a svelarmi, a raccontarmi a farti capire chi e come sono, ho provato insomma a tirare fuori, fuori dall’acqua che nascoande il nostro io, chi sono. Non so se ci sono riuscito.
Tuttavia comunque penso di aver provato a dare un quadro generale di me, un affresco non ben definito, provvisorio forse, ma che da un idea.
Quello che non mi è riuscito è di conoscere te.
Forse ti conosco di più per il “sentito dire”, quando altre persone che ti conoscono parlano, forse ti conosco di più per quanto viene detto di te, piuttosto che per quanto tu mi abbia voluto o potuto svelare, piuttosto che da quanto tu lasci trasparire.
Tuttavia nemmeno Colombo sapeva bene dove andava nel 1492, si affidava tuttavia a degli strumenti che gli indicavano la strada, che gli indicavano una via da seguire una volta che aveva tracciato la rotta.
Come ho detto io non posso ancora abbinarti un fiore, perché non so ancora cosa mi donerai, non so ancora se mi donerai qualcosa, o se già me l’hai donato senza che io me ne accorgessi.
Al momento sei una meta, difficile da raggiungere, quasi inaccessibile, sei un qualcosa che mi indica una direzione da seguire, come la cima di una montagna che si vuole raggiungere.
Ti associo quindi, per il momento, un fiore che non è un fiore, perché tu al momento per me sei la





ROSA DEI VENTI




Tu al momento mi indichi la rotta, mi indichi un cammino da seguire senza, tuttavia, lasciarmi mai aperte molte vie.
Sei come un torrente in cui si scede facendo rafting in cui non si sa mai dove ti porterà e cosa si può trovare dopo la prossima ansa.
Tu sei una stella polare che indica una via senza tuttavia essere avvicinabile.
Ho tinunciato spesso in passato a molte cose un po’ per paura di perdere ciò che avevo, un po’ per una paura immotivata ed irrazionale.
Voglio capire chi sei, voglio cogliere tutti i fiori che mi puoi donare, voglio dopo aver scoperto tutti i tuoi pregi trovare tutti i tuoi difetti.
Non dico di amarti, perché l’Amore quello con la “A” maiuscola, viene solo col tempo, viene solo conoscendosi, imparando ad accettarsi poco a poco, scorgendo nell’altro non solo le cose belle ma accogliendo anche quelle brutte, innamorandosi dei difetti minori e cercando di attenuare o sopportare i maggiori.
Non posso dire di amarti, però mi piaci, mi piace quel poco che riesco a spiare di te attraverso la piccola fessura che mi concedi sulla tua vita.
Sei come uno di qui laghi alpini meravigliosi sulla superficie che rispecchia il cielo. Permettimi di andare oltre questo.
Penso di aver detto quanto dovevo dire eccetto una cosa.
Questo messaggio è stato scritto prima del tuo compleanno, ma intenzionalmente è stato pubblicato solo nel giorno in cui tu sei nata.
Magari queste cose avrei voluto dirtele a voce ma non ce n’è stata l’occasione.
Non so se ci siano speranze, non so cosa pensare visto che spesso quando provo a capirlo mi pare di provare a guaradere oltre un muro di mattoni.
In questo momento comunque visto che lo pubblicherò il 9 (non guardare alla data del blog che è sballata) sarà il tuo compleanno.
Quindi tabti auguri A. tanti auguri dama dei fiori.




ALBA

Tu sei la mia alba e il mio tramonto
Senza di te il mio giorno non esisterebbe




SCONOSCIUTA

… mi sembri solamente una luce lontana,
che non conosco,
che mi attrae e mi respinge
verso l’ignoto



Io penso se me lo concedi che questa sia una canzone che si adatta perfettamente a te...


SERENATA RAP
Jovanotti

Se t'incontro per strada non riesco a parlarti
mi si bloccano le parole non riesco a guardarti
negli occhi mi sembra di impazzire
se potessi amplificare
il battito del mio cuore sentiresti
un batterista di una band di metallo pesante
ed è per questo che sono qui davanti
perché mi viene molto più facile cantarti una canzone
magari che la sentano i muri e le persone
piuttosto che telefonarti e dirti tutto faccia a faccia
rischiando di fare una figuraccia;
sono timido ma l'amore mi dà coraggio
per dirti che da quando io ti ho visto è sempre maggio
e a maggio il mondo è bello e invitante di colori
ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori
che prima o poi si dice diverranno pure frutti
e allora tu che fai? golosamente aspetti,
aspetti che quel desiderio venga condiviso
io sono qui davanti che ti chiedo un sorriso,
affacciati alla finestra amore mio.
Affacciati al balcone rispondimi al citofono
sono venuto qui col giradischi e col microfono
insieme al mio complesso per cantarti il sentimento
e se tu mi vorrai baciare sarò contento
e questa serenata è la mia sfida col destino
vorrei che per la vita noi due fossimo vicino
una serenata rap per dirti che di te
mi piace come mi guardi mi piace come sei con me
mi piace quel tuo naso che s'intona con il mondo
mi piace il tuo sedere così rotondo
da rendere satellite ogni essere vivente
mi piaci perché sei intelligente
si vede dalle tue mani come le muovi
mi provochi pensieri e sentimenti sempre nuovi
nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti
mi piace quel tuo gusto nello scegliere i vestiti
quel tuo essere al di sopra delle mode del momento
sei un fiore che è cresciuto sull'asfalto e sul cemento

Affacciati alla finestra amore mio,
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io

Serenata rap serenata metropolitana
mettiti con me non sarò un figlio di puttana
non ci credere alle cose che ti dicono di me
sono tutti un po' invidiosi chissà perché
io non ti prometto storie di passioni da copione
di cinema, romanzi e che ne so di una canzone
io ti offro verità corpo anima e cervello
amore solamente amore solo solo quello

Affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io

Amor che a nullo amato amar perdona porco cane
lo scriverò sui muri e sulle metropolitane
di questa città milioni di abitanti
che giorno dopo giorno ignorandosi vanno avanti
e poi chissà perché perché chissà
per come nessuno sa perché perché chissà
per come due sguardi in un momento sovrappongono un destino
palazzi, asfalto e smog si trasformano in giardino
persone consacrate dallo scambio di un anello
e un monolocale che diventerà un castello,
affacciati alla finestra amore mio.

Nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti
mi piace quel tuo gusto nello scegliere i vestiti
questo essere al di sopra delle mode del momento
sei un fiore che è cresciuto sull'asfalto e sul cemento.

Affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio

affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io.

venerdì 7 settembre 2007

Silent

Avevo pensato di dedicare questo post, il penultimo prima della conclusione del percorso dei fiori ad un paio di altre cose, ma mi è stato impossibile.

Mi è stato impossibile non perchè non sapessi cosa scrivere, i temi che ho intenzione di trattare li ho già ben presenti tuttavia non sono così urgenti, così immediati come quello che sto trattando.

Questo post non è urgente nel senso che domani cambierà qualcosa se lo scrivo ora, ne per questo post cambierebbe qualcosa se io lo scrivessi domani se non fosse che questo blog è la mia finestra, è un mio modo per dire quello che provo dentro, è un modo per liberarmi dalle angosce che ho dentro, è la mia catarsi e in questo momento sento forse il bisogno di liberarmi, di dire quanto ho dentro per non diventare nervoso e non rovinarmi per nulla la vita.

Se non fosse per questa ragione questo post sarebbe uno di quelli che potremmo definire eterni, e vi giuro, il mio umore cambia mentre scrivo, perchè quelle che erano le ragioni dell'irrequietezza sono sparite con un semplice battito d'ali. Tuttavia vale la pena scrivere quella che era la mia riflessione. Magari per questa sera non varrà più ma varrà in futuro.

Come da titolo, una cosa che per questo blog non è così comune, il tema è il silenzio.

Io generalmente adoro il silenzio, generalmente lo trovo confortante, trovo in esso una pace, che difficilmente riesco a trovare nella vita caotica di tutti i giorni. Dipende dall'umore ma, certe volte, è anche meglio di una musica meravigliosa. E' la possibilità di sentire nulla più la musica che ci viene dal cuore, è la possibilità di sentire i nostri pensieri, è la possibilità di entrare dentro noi stessi ed andare a fondo come non sempre abbiamo la possibilità di fare. Il silenzio non esiste praticamente mai, perchè la natura non ci lascia mai senza una colonna sonora per la nostra vita e così, quello che chiamiamo silenzio, diventa la possibilità per sentire il vento che accarezza la terra, per ascoltare le chiacchiere degli uccelli, il canto delle stelle, il concerto delle cicale nelle sere d'estate, il pianto del cielo.

Questo è il silenzio, pace e meditazione, ma non solo.

Il silenzio è un vuoto, dicono che l'uomo non riesca a stare in silenzio, perlomeno l'uomo occidentale, perchè il silenzio gli ricorda la morte, e essendo l'uomo occidentale impreparato alla morte, con tutte le questioni che ci facciamo, esclusi alcuni casi di profonda religiosità o ascesi sembra impossibile per noi rimanere in silenzio, noi con il nostro respiro e nulla più.

Non so a quanti di voi sia capitato, a me sì, di tornare a casa magari tardi, da soli a piedi, d'inverno. Il vostro unico compagno è il fumo che vi esce dalla bocca quando respirate. Non so se fosse per l'inquietudine della strada in quel momento, il fatto che decisamente il tutto era inquietante, tuttavia sentivo l'irrefrenabile istinto di cantare, l'importante non era cosa, ne come, non importava ricordarsi le parole, bastava anche mugolare, tutto forse per farsi coraggio, forse per non rimanere nel silenzio.

Il silenzio è così, quando lo vogliamo, quando lo cerchiamo, non sempre non riusciamo a trovarlo, non sempre riusciamo a trovare un equilibrio in cui immergerci. Altre volte è lui a raggiungerci quando meno lo vogliamo, quando sicuramente crescerà quel imbarazzo generale che ci fa odiare il silenzio, quando ci crescono dentro quelle domande che non vorremmo mai porci, quando vorremmo una risposta e tutto quello che otteniamo è silenzio.

Che fastidio parlare, attendere una risposta, una reazione e trovarsi di fronte come una specie di muro. Che rabbia aver voglia di urlare e sapere che comunque, anche se urlassimo, è come se emettessimo aria nel silenzio, senza produrre suono alcuno.

E' come essere prigionieri di una gabbia che sembra non esistere ma che si stringe sempre di più attorno a noi. Non c'è via di fuga, e anche se corriamo, ci agitiamo nel letto, imprechiam, malediciamo non cambia nulla, perchè quel silenzio è entrato dentro di noi e da lì urla tutto il vuoto che sentiamo dentro. Tutta la nostra impotenza.

Io non lo so cos'è ma è come se qualcuno mi avesse privato della possibilità di parlare e sentire, come se dentro di me non fosse rimasto nulla ed io dovessi ricercare quanto ho dentro alla disperata ricerca di qualcosa che non so e non so dove si sia andata a cacciare.

Il silenzio non voluto ti spezza, di rende instabile come quello cercato riporta l'equilibrio. Io credo che le filosofie orientali non siano del tutto sbaglite, è una questione d'equilibrio, una questione di yin e yang, una questione di bene e male.

Il silenzio è solo un mezzo, solo una via per trovare o rompere l'equilibrio. Non si tratta nemmeno di silenzio forse in questo caso, mi scuso ma in questo momento sto riflettendo a ruota libera senza che ci sia più un percorso precostituito da seguire, non si tratta nemmeno del silenzio in se, si tratta del concetto di vuoto. Un messaggio che ci viene dato, senza che abbia un significato vero, senza che all'interno ci dica nulla di quello che vorremmo sapere ecco questo è come il silenzio. Si tratta di vuoto, si tratta di qualcosa che vorremmo pieno, qualcosa che desidereremmo poter bere a piene mani, ma di cui siamo privati, qualcosa che troviamo vuoto, come la borraccia di uno che sta morendo nel deserto.

Questo distorce il nostro equilibrio, questo distorce la nostra scala dei valori, distorce quanto abbiamo dentro, ci fa apparire una cosa che in realtà potrebbe essere marginale come fondamentale, come se fosse più importante dell'aria, come qualcosa senza cui ci sentiamo come un pesce fuor d'acqua.

E' un silenzio che non per forza è solamente sensoriale, può essere inteso nella massima ampiezza possibile, nel senso più lato che c'è. E' un silenzio intelletuale, emozionale sentimentale.

Questo ci disturba eprchè è un silenzio di vuoto e solitudine, un silenzio diverso dal silenzio pieno di chi a raggiunto un suo equilibrio.





Non so se quanto ho detto abbia un senso o se sia riuscito a spiegarmi ma un silenzio stasera mi aveva abbastanza scombussolato.

THE SOUND OF SILENT

Simon & Garfunkel

Hello darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence

In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone
'Neath the halo of a street lamp
I turn my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silence

And in the naked light I saw
Ten thousand people maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never shared
No one dared
Disturb the sound of silence

"Fools," said I, "you do not know
Silence like a cancer grows
Hear my words that I might teach you
Take my arms that I might reach you"
But my words like silent raindrops fell
And echoed in the wells of silence

And the people bowed and prayed
To the neon god they made
And the sign flashed out its warning
In the words that it was forming
And the sign said "The words of the prophets are written on the subway walls
And tenement halls
And whispered in the sound of silence"

mercoledì 5 settembre 2007

Granfather

Mi rimangono ancora due post prima di dover mantenerne uno per una cosa importante.
Oggi è il 5 settembre, è il giorno del compleanno del mio Nonno, di una persona a cui voglio bene, che non penso leggerà mai queste righe ma a cui voglio dedicare qualche parola.
Non è una persona di tante parole, è una persona di fatti.
Una vita passata al lavoro, che fosse quello nelle ferrovie o nei campi dopo la pensione.
Una vita passata con la famiglia tirando su prima tre figli che sono comunque persone eccezionali (uno è mio padre e probabilmente le cose che ammiro in lui le devo a mio nonno quindi grazie nonno) e poi due nipoti visto che io e mio fratello da piccoli gra parte del nostro tempo prima di andare all'asilo e poi nei momenti in cui eravamo a casa senza genitori lo passavamo con loro.
Dicevo una persona di poche parole, una persona che da quanto mi viene raccontato, visto che io certe cose non le ricordo, quando ero bimbo, avrò avuto un anno forse due, senza che nessuno lo sapesse prese e decise che voleva vedere il suo nipotino e venne a trovare me ed i miei al mare.
Non penso mi abbia mai detto di volermi bene, come d'altronde non penso me l'abbia mai detto nemmeno mia nonna, o mia madre o mio padre ma certe volte ci sono cose che hanno un significato maggiore di molte vaque parole.
Sono persone che mi hanno costruito un carattere, che mi hanno trasmesso qualcosa, che mi hanno fatto capire che l'affetto per una persona non si trasmette attraverso le puttanate che il mondo vorrebbe compissimo ma attraverso i nostri gesti, i nostri comportamenti, i nostri sorrisi.
Quando mio nonno mi sorride so che mi vuole bene.
Non ho molto altro da dire, non è una persona che ha fatto cose eclatanti, non ha mai fatto cose (almeno per quanto ne so) che un bambino racconta agli amichetti per dimostrare che il suo nonno è il migliore di tutti, io queste cose non le devo raccontare perchè mi basta sapere che mio nonno per me lo è sempre stato, è sempre stato il migliore di tutti.
Grazie nonno, buon compleanno.

Fire

Bene, ultimo passo prima del gran finale tra un paio di giorni...
Ci sono cose che non siamo noi a decidere, che capitano per caso e che se non fosse per il caso non avremmo modo di conoscere, capita così che ad una lezione d'inglese in laboratorio conosci una ragazza incasinata come poche (mi sa che oramai per deformazione io mi interesso solo a quelle che sono incasinate altrimenti non le voglio...) che ha problemi non mi ricordo se con il pc, o con la lingua o con qualcos'altro e devi dargli una mano cercando per quanto possibile.
Non era una delle persone con cui mi sarei messo solitamente a parlare, non è una di quelle persone con cui è facile vedermi fare amicizia. E' stato un fiore raro che ho incontrato per strada.
.
La Rosa
.
Bella, forse, anzi quasi certamente la più bella ragazza che mi sia mai piaciuta.
Una di quelle che quando passa i ragazza si girano a guardare.
E proprio per questo come dicevo prima, strano che mi potesse piacere.
E' una di quelle che sembrano estremamente superficiali e maledico la mia stupidità per questi pregiudizzi visto che ormai in due anni trascorsi di conoscenza ho più che rivalutato sia lei che la mora amica sua ed oltre che ragazze belle le reputo intelligenti e quantomai profonde.
Sono il bersaglio di altre che non avendo avuto il modo di parlarci non le conoscono.
Mi ricordo ancora, quelle sere, quando mi riaccompagnava in stazione, bicicletta alla mano e si aveva modo di parlare.
Devo dirlo è stato forse il momento più bello della nostra amicizia.
Non è sempre così facile trovare persone con cui parlare, ed è ancora più difficile trovare persone che siano disposte ad ascoltare, ma lei mi ha donato questa cosa. Mi ha donato ore ed ore di ascolto.
Poi io con lei non penso di aver avuto, ragionando con il senno di poi, mai manco mezza possibilità.
Ma non voglio essere come i miei compagni che come la volpe dicono che la frutta è aspra quando non la possono raggiungere.
Per me lei è bella, intelligente ed enormemente simpatica.
Con lei mi divertivo, e mi dispiace di essere stato quantomeno assente nell'ultimo anno.
All'inizio però la cosa mi è servita, mi è servita a farmene una ragione a dimenticare.
Me ne sono reso conto dopo un pò che finalmente era passata, che finalmente ero riuscito a passare oltre quello che c'era stato l'anno prima, che ero finalmente libero dalle mie costruzioni mentali.
Certe volte dobbiamo essere maturi abbastanza per affrontare certe cose, per poter essere amici, ed io l'anno scorso non lo ero ancora o perlomeno non avevo ancora decantato dentro di me quest'esperienza.
Se leggi, visto che anche a te ho dato quest'indirizzo, sei una persona particolare, a cui tengo.
Per carità sei smemorata come poche (quella del mio compleanno è ancora ben viva...), sei una ragazza che vive sempre come sospesa in un mondo tutto suo, che con quello che ha passato è estremamente più profonda di quanto non possa apparire.
Ti ho voluto bene, senza avere mai una possibilià, tu hai scelto un altra strada e forse hai fatto il mio bene perchè riuscire a stare dietro ad una forza come te era decisaemten oltre le mie possibilità.
Grazie per l'ascolto e per la tua bellezza. Interiore ed esteriore. Sono pregi che non si trovano sempre.
.
IL TIMIDO UBRIACO
Max Gazzè
.
sposa
domani ti regalerò una rosa
gelosa d'un compagno non voluto
temuto
stesa
caldissima per quell'estate accesa
fanatica per duri seni al vento
io tento
tanto
quell'orso che ti alita accanto
sudato che farebbe schifo a un piede
non vede
dorme
tapino non le tocca le tue forme
eppure è ardimentosa la sua mano
villano
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa

chino
su un lungo e familiar bicchier di vino
partito per un viaggio amico e arzillo
già brillo
certo
perché io non gioco mai a viso aperto
tremendo il mio rapporto con il sesso
che fesso
piango
paludi di parole fatte fango
mi muovo come anguilla nella sabbia
che rabbia
rido
facendo del mio riso vile nido
cercandomi parole dentro al cuore
d'amore

potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa

pare che coppie unite solo con l'altare
non abbian mai trovato le parole
da sole
forse
domani che pianissimo le morse
del matrimonio ti attanaglieranno
potranno

potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
potranno mai...

martedì 4 settembre 2007

The Moon

Continuio il cammino, siamo sempre un passo più vicini alla meta.
Oramai ne mancano solo due, questa compresa prima della fine.


Il giglio.


Lavorare insieme provoca strane cose, dover condividere insieme molto tempo ci da una prospettiva diversa sulle persone, ci fa conoscere alcuni loro lati che altrimenti non vedremmo e questo ce le fa apprezare od odiare di più.

La luna, il titolo del post, avea parecchie caratteristiche simili a questa ragazza. Come lei era pallida, un incarnato quasi diafano, era lontana perchè malgrado mi piacesse questa è l'unica ragazza con cui non sono mai riuscito veramente a parlare, con cui comunicavamo si ma mai personalmente come se tra noi intercorresse la stessa distanza tra la terra e la luna e noi non potessimo comunicare con altri mezzi che non fossero i cellulari, e poi era bella, come la luna appunto.

Come tutte le altre era una ragazza estremamente intelligente, non banale, con cui era possibile parlare di cose serie senza che si annoiasse, parlare oddio, messaggiare.

Non si è mai costruito veramente un rapporto a differenza di quanto successo con le altre prima di lei (rapporto in senso generale per comprendere le eclettiche relazioni dall'amicizia, all'amore, all'odio che ho avuto con le diverse ragazze già citate) tuttavia la scrivo qui perchè è comunque una ragazza che mi aveva affascinato, che mi ha dato qualcosa, che mi ah dato la possibilità comunque di un confronto su dei temi di cui non è così facile parlare.

Tuttavia rimase sempre algida e lontana come la luna.



MERAVIGLIOSA (LA LUNA)

Francesco Renga



Le tre, cuore che batte e tu... tu non ci sei più
C'è qualcosa che non mi torna, e spengo la tv
Tu-tu.. non mi rispondi, chissà cosa fai
Ho tirato troppo la corda, e non perdonerai

Perdermi negli occhi tuoi
é un pensiero che tu non sai
Quanto male mi fa
Guardo in faccio la realtà
Salgo in auto e adesso vengo là
Vengo a prenderti

meravigliosa, la luna tra le nuvole
meravigliosa, stanotte per fortuna ho te
ma guarda che.. fortuna!
Che luna!

Buon dì, dove sei stata.. e cosa centra lui?
Sono ore che sto qua sotto, e non ci crederai

Leggo in fondo agli occhi tuoi
Qualche cosa che tu non sai
Quanto male mi fa
Guardo in faccia la realtà
Sai di un altro e adesso che si fa?
Ora che si fa?

Meravigliosa, adesso voglio solo te
Meravigliosa.. Amore per fortuna ho te
Ho solo te.. fortuna!
Ho capito adesso che
La luna non si lascia prendere

Guardo in faccia la realtà
sai di un altro e adesso che si fa?
Ora che si fa?

Meravigliosa, la luna tra le nuvole
Meravigliosa stanotte per fortuna ho te
Fai l'offesa, amore lascia perdere
Torno a casa e adesso voglio solo te
Ma guarda che sfortuna
La luna!

lunedì 3 settembre 2007

Class mates

Siamo in dirittura d'arrivo.
Lo spazio che mi ero prefissato prima dell'evento ed il tempo che conduce ad esso si stanno assotigliando. -5 e -6...
Vediamo di aggiungere un nuovo tassello al puzle che sto tracciando, anzi no, aggiungiamone due insieme.

Lo stelo ed il cactus.

Quella delle due che legge il blog, non me ne voglia, non vuole essere una cattiveria ( te ne ho dette di peggio in passato) il soprannome vuole essere indicativo di alcune caratteristiche e per chi vi conosce il riferimento è chiaro.

Io ho avuto una malsana abitudine in passato, e purtroppo anche ora, di trovare in ogni grado di scuola da me frequentato una simpatica ragazza (non sempre la stessa altrimenti si sarebbe trattato di masochismo) che mi perseguitava con una tale cataratta di frecciatine da diventare simpatica come il morso di un cobra.

Poi in effetti, con la prima delle tre che mi son tirato dietro sia all'elementari che alle media, è nata una profonda amicizia, ci conosciamo dalla tenera età di 3 anni o forse prima, e alla fin fine malgrado gli approcci spesso spinosi siamo diventati molto uniti.
Malgrado ora non ci si senta più da un pò mi piace pensare a lei come ad una sorella, come d'altronde l'altra del gruppo, e so che di loro avrò sempre un bellissimo ricordo.

Di quella dell'università invece posso parlare poco, si diverte a frecciarmi (mi sia passato questo orrendo neologismo) per provare a farmi arrabbiare visto che sono una persona buona.

La prima persona di cui invece voglio parlare qui è quella che ho trovato alla superiori, una ragazza intelligente, bella, moderatamente simpatica, mederatamente pazza con idee spesso simili alle mie e tuttavia un insana passione nel tentare di distruggermi moralmente.
Era una ragazza che aveva doti eccezionali ma che non so per quale ragione non mi prese bene fin da subito.
Il nostro rapporto è stato una cosa molto dura, con io che le prendevo di continuo (moralmente parlando) e lei che godeva nell'infierire.
Non so perchè ma poi capita che verso le persone stronze, verso chi ci tratta male, in alcuni sfortunati casi capita qualcosa di strano.
Ricambiamo le offese e gli insuloti con poesie ed pensieri gentili.
E' una cosa strana come ci capiti di perderci per persone a cui di noi non interessa nulla.
Fu un periodo abbastanza faticoso, perchè faticoso era accettare di non avere via d'uscita.
C'era una ragazza, mia cara amica che mi sopportava, che sopportava le mie sofferenze, che sopportava quanto le dicevo, e faceva da tramite.
Alla fine trovai che questa sua disponibilità nel sentirmi, questa sua pazienza, questa sua sensibilità erano belle e pian piano tramutai l'intaresse per l'una verso l'altra.
Penso sia stata l'unica volta, l'unico caso in cui mi capitò di cambiare così repentinamente intaresse. Forse semplicemente non ne potei più di soffrire e ridiressi l'interesse verso una persona che non lo meritava ad una migliore.
Forse della seconda delle due non me ne innamorai mai, ed in effetti è l'unica di tutte quelle di questa lista che ancora sento regolarmente.
Forse semplicemente essendo attratto da una stronza poi volli capire perchè non mi fossi innamorato di quella tra le due che veramente meritava qualcosa.
Da allora ancora la penso così, penso che una meriti tutto il bene del mondo e che l'altra se ha una vita incasinata non sia per nient'altro che li suo stesso modo di essere ed il suo pessimo relazionarsi con il mondo.
Non sono l'unico a pensarla così (anche l'orco, se capitasse alla ragazza di cui sto parlando di leggere qui capirebbe subito a chi mi riferisco, si mangia le mani per quanto ha perso...) e penso che a prescindere da tutto, da cosa andrai a fare, da quello che sarà il tuo futuro tu non solo sarai qualcuno, ma sarai qualcuno di estremametne importante, qualcuno che per la famiglia che avrà, per i figli se ne avrai non sarà altro che il meglio.
Sei, amica mia, una fonte d'ispirazione, sei una delle eprsone che decisamente mi ha donato più "fiori" e a cui devo di più per quelli che sono i pochi lati belli della mia persona.
Dicevo all'inizio che siete un catus ed uno stelo, ed è vero, ma non per le apparenze.
Siete un cactus ed uno stelo perchè in fondo lo stelo è ciò che sorregge quanto c'è di più bello al mondo, magari una rosa, mentre un cactus per quanto possa contenere la vita per chi si perde nel deserto, tiene tutti distanti da sen un muro di spine.

TEOREMA
Marco Ferradini.
Prendi una donna, dille che l'ami,
scrivile canzoni d'amore.
Mandale rose e poesie,
dalle anche spremute di cuore.
Falla sempre sentire importante,
dalle il meglio del meglio che hai,
cerca di essere un tenero amante
sii sempre presente risolvile i guai.

E stai sicuro che ti lascerà,
chi é troppo amato amore non dà.
E stai sicuro che ti lascerà,
chi meno ama é più forte si sa.

Prendi una donna, trattala male,
lascia che ti aspetti per ore.
Non farti vivo e quando la chiami
fallo come fosse un favore.
Fa sentire che é poco importante,
dosa bene amore e crudeltà.
Cerca di essere un tenero amante
ma fuori del letto nessuna pietà.

E allora si vedrai che t' amerà,
chi é meno amato più amore ti dà.
E allora si vedrai che t'amerà
chi é meno amato é più forte si sa.

No caro amico, non sono d'accordo,
tu parli da uomo ferito.
Pezzo di pane lei se ne é andata
e tu non hai resistito.
Non esistono leggi in amore,
basta essere quello che sei.
Lascia aperta la porta del cuore
vedrai che una donnaé già in cerca di te.

Senza l'amore l'uomo che cos'é,
su questo sarai d'accordo con me.
Senza l'amore l'uomo che cos'è
é questa l'unica legge che c'è.

domenica 2 settembre 2007

Poems

Ho già scritto di come io ami la poesia, ho appena parlato di una ragazza, della ragazza a cui forse ho dedicato la maggior parte di quanto ho scritto. Probabilmente anche il peggio di quanto ho scritto visto la scarsa profondità che riuscivo a raggiungere all'epoca e alla monotonia dei temi.
Tuttavia sono riuscito in passato a scrivere anche cose decenti.
Non sono tutte cose positive, come non sono stati positivi i momenti della mia vita, anzi.
Non voglio dire di aver avuto problemi fisici o familiari. Si trattava di problemi miei, personali, emotivi, sociali.
C'è stato un periodo in cui non riuscivo a vedere nulla di luminoso, in cui non riuscivo ad accettare me, i miei limiti e gli altri.
L'unica valvola di sfogo era la poesia. Era un modo per cercare di dar sfogo a quanto sentivo dentro e che non riuscivo a descrivere in altro modo.
Piuttosto che intraprendere una crociata i mali del mondo, piuttosto che cercare una soluzione in una rivolta roboante e appariscente come fecero più o meno nello stesso periodo i miei compagni di classe io cercai la mia catarsi attraverso i versi.
Era un espressione silente, un modo per cercare di mantenere una sorta di sanità mentale pur nel momento di difficoltà ceh vivevo.
Non mi piacevano molte cose ma dovevo scrivere.
Se mi capiterà metterò alcune di queste forme di liberazione qui. Sarà un pò come guardare un vecchio film, ricordando le persone che ne facevano parte e che poi sono uscite pian piano dalla nostra vita.

Stanco
Viandante
Vagabondo
Dalle mille fatiche
Nell'arida tundra
Inginocchiatosi
Sotto un cielo tempestato di stelle
Per pregare
Sconfitto e sofferente
Riposerà le sue membra
Spossate
Indolenzite
Raggiungendo con un balzo il suo signore
Raggiungendo volando
Il suo Dio
Potendo finalmente
Riposarsi
Per l'eternità


Spirito

Lento
Nella folla anonima
Avanza
Suono di voci
Allegre risate
Solo scuro
Nella luce di festa
Aspettando la morte
Arriva sola
Silenziosamente
Va con lui nel silenzio immutato
Candida luce
Nel buio profondo
Ripida
Salita
Per un riposo
Ora
Eterno.
Tempesta

Batte il mare sui bianchi muri
Lancia il faro la speranza
Nella tempesta
Fragore d'un'onda
Fragore d'onda
Scuote l'ira di nettuno
Lasciando frusciare come una gonna
La risacca danzante sulla spiaggia
Tra un silenzio e l'altro
Bacio

Già rosso quel cielo diventa
Per nascondere
Le emozioni
Sbocciate sulla tua pelle
Sbocciate sul tuo cuore
Dopo quel primo bacio

Different way

Botton d'oro



Capita a tutti di sbagliare, ma forse non si trattò nemmeno di un errore o di una valutazione azzardata, si trattò semplicemente di un'incapacità a valutare una persona.

Non era la mia ragazza tipo, anche perchè finora è stata l'unica bionda che mi sia mai piaciuta.

Non era la mia ragazza tipo, perchè era l'unica con cui non sono mai riuscito ad avere un dialogo minimamente approfondito.

Non era la mia ragazza ideale perchè era assolutamente superficiale ed aveva una cultura costruita sui pregiudizzi ed i preconcetti, e ciò la portava ad avere giudizzi vacui e superficiali.

Non era la mia ragazza tipo perchè non fu mai sincera, giocava con le persone come poche altre, perchè non sapeva vedere oltre la facciata e, quando tutto finì, finì col mettersi con un fascistone alto come un armadio e largo due volte tanto (ed io non sono ne piccolo ne magro...)

Non era la mia ragazza perchè si lasciava influenzare dal gruppo e non riusciva ad andare oltre quello che dicevano gli altri e su questo valutava se qualcosa era giusto o sbagliato.

Era una ragazza comune, di quelle che è facile trovare, di quelle da cui non puoi pretendere oltre un certo limite. Non era come le altre che sono venute prima o dopo, non era una ragazza eccezionale, con doti particolari. Forse di lei mi colpì proprio la normalità.

Una cosa assolutamente banale di cui forse più di tanto, non vale nemmeno la pena parlare.

La canzone sentendo la quale avevo capito di essere preso da lei.

Ti prendo e ti porto via

Vasco Rossi

Sai ti conosco oramai
Ho capito chi sei
Non ti importa di niente
Tu dimentichi tutto
Senza alcun rispetto
Neanche per noi

Chiedi amore così
Come a chiedere di
Di buttarsi nel cesso

Tanto tu non lo sai
quello che vuoi

Ma dove vai
Ma dove vai
Tanto oramai sei mia
Faccio così
Passo di lì
Ti prendo e ti porto via

Sei gelosa di te
Ti guardi intorno se c'è
una vestita uguale
è che sedurre per te
è più importante che
che respirare

starti vicino si
a volte capita di
di sentirsi un po' in forse
ma tu li baci tutti
e lasci tutto com'è

Ma dove vai
Ma dove vai
Tanto oramai sei mia
Faccio così
Passo di lì
Ti prendo e ti porto via

Ma dove vai
Ma dove vai
Tanto oramai sei mia
(anzi) Faccio così
Passo di lì
Ti prendo e ti porto via
Sai ti conosco oramai
Ho capito chi sei
Non ti importa di niente

Tu te li baci tutti
E lasci tutto com'è

Ma dove vai
Ma dove vai
Tanto oramai sei mia
Ma dove vai
Ma dove vai
Ti prendo e ti porto via

Ma dove vai
Ma dove vai
Tanto oramai sei mia
(anzi) Faccio così
(quando) Passo di lì
Ti prendo e ti porto via

Ma dove vai

sabato 1 settembre 2007

Faith

"Anch'io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono del campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finchè non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos'altro, bisogna fare i conti con quello che c'è qua: e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecentomila al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx... Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo..."

Freccia (Ivan Benassi)
Stefano Accorsi
Radiofreccia
Fede, io non solo come soprannome, fede, qualcosa che va oltre la Chiesa e le sue gerarchie, fede io nel sendo di quello che sono dentro nel profondo.
Io posso dire di credere. Sia che si parli in senso stretto di cattolicesimo, sia che si parli di altro.
Sono cristiano cattolico, ma penso che la chiesa abbia perso la sua di fede troppo intenta ad inseguire altro.
Credo che il messaggio di Cristo non fosse di repressione dei peccati e di smarcamento dagli altri.
Non credo che la mia sia l'unica vera chiesa, non credo che le altre siano solo comunità cristiane.
Io credo che la Chiesa sia il popolo di cristo che cammina. credo che il messaggio di Cristo sia amore e comunione, e non le fesserie che ci vengono propinate, non credo che la differenza vera sia fatta dall'essere cattolico, protestante od ortodosso ma nel seguire quello che era stato il percorso tracciato da Cristo.
Se la Chiesa è il popolo di Dio in cammino, e come dice una canzone cattolica mio fratello è colui che viene con me, cosa me ne frega se mio fratello è luterano o calvinista? copto o ortodosso?
No Papa, non va bene avere ancora certe credenze da controriforma. Chi si era presentato prima di lei al soglio di Pietro aveva avviato un percorso di incontro, e sembrava che epr la prima volta davvero il cammino stesse tornando sulla strada tracciata da Cristo.
Perchè Papa quelle uscite che fanno arrabbiare gli Islamici? Perchè gli incontri con i preti dichiaratamente antisemiti? Perchè quei litigi con gli altri nostri fratelli Cristiani?
Io penso che il cuore di Cristo, di cui Lei dovrebbe essere un servitore, sanguini per queste sue azioni.
La fede non è ritualità, non è rispettare come credevano i miei compagni di stanza tutti i comandamenti del catechismo. La fede non è il non mangiare carne il venerdì in quaresima, non è non mangiare oltre un ora prima dell'eucarestia.
Una fede fatta di riti triti e ritriti non è fede. E' un guscio vuoto riempito delle nostre insicurezze.
Essere cristiani non è credere nell'inferno, purgatorio e paradiso.
La fede è prendere i gradi più elevati della religione di cui facciamo parte, le cose più belle, i messaggi migliori e farli nostri. Rendere ad essi conformi le nostre vite. La fede è capire che oltre quel messaggio c'è qualcosa.
Ogni tanto vorrei che la Chiesa Cattolica imparasse dalle sue consorelle protestanti, imparasse che non sono i paramenti a salvare le anime, ma il cercare una relazione, un contatto più intimo con Dio, qualcosa che ci prenda dentro e non ci lasci andare.
Io sono credente, e credo anche in quelle cose che prima dicevo poco importanti. Le seguo, ma non perchè mi siano imposte, perchè credo che se aderisco ad un percorso, ad un cammino, ad una comunità che ha delle regole queste vadano seguite.
Credo che ci sia qualcosa oltre questa vita, eprchè altrimenti la vita stessa per me non avrebbe senso, credo che a prescindere dal paradiso e l'inferno in cui non sos e credere, oltre ci sia qualcosa. Ogni tanto mi viene da credere che paradiso ed inferno per noi siano qua, e che siamo a noi a costruirceli. I peccati sono la causa del nostro inferno (e parlo di peccati in senso generale non limitatamente a quanto dice la chiesa cattolica) perchè non ci lasciano contenti, perchè ci lasciano come un senso di disagio che non ci fa vivere felici. E questo di epr sè è un inferno.
Non riesco a credere ad un inferno otlre la vita perchè un Dio infinitamente buono non può far altro che perdonare. Altrimenti non chiederebbe a noi di perdonare sempre e comunque.
Credo poi in altre cose.
Credo nell'amore e nel come mi sento bene quando sono innamorato, credo nell'amicizia e che è sempre più difficile trovare amici veri non perchè la gente sia sbagliata ma perchè il mondo ci disillude e ci fa allontanare quando potrebbe invece avvicinarci, credo che se ci impegnassimo potremmo stare tutti meglio, credo che finchè si educherà al fatto che il più furbo vince allora non avremo mai troppe speranze di migliorare il mondo.
Credo nello scoutismo e nei suoi principi, nel suo essere un mezzo per cercare un mondo migliore.
Credo in mio fratello, mia madre e mio padre e nel loro modo di volermi bene.
Credo che le persone siano uguali, o perlomeno dovrebbero esserlo eccetto che per le loro abilità ed i loro meriti reali e credo che chi non crede questo e vede un diverso nella pelle di un altro sia decisamente un coglione.
Credo che mi piaccia credere perchè non riesco razionalmente a spiegarmi tante cose che credendo in alcune cose hanno un senso chiarissimo.

Music from everywhere.

La campanula.

Il fiore lo so non appare in questo caso così forte, ma è l'unico che ho trovato che in un qualche modo mi ricordasse la musica. Perchè lei era ed è musicista.

Un fiore bello e semplice come lei.
Questa è la persona per cui veramente ho saputo provare qualcosa. L'unica tra tutte di cui ancora riuscirei ad innamorarmi malgrado siano passati sette o otto anni.
E' stata la persona con cui in vita mia sono stato meglio e peggio, quella che mi ha permesso di raggiungere il paradiso e mi ha fatto sprofondare all'inferno.
Una persona per cui ho rinunciato a tutto per non ottenere nulla.
Me li ricordo ancora quei giorni, a star male come in nessun altro caso, a piangere fino a che le lacrime non uscivano più e mi ritrovavo a volerne ancora per poter dissetare il mio dolore.
Matta come un cavallo, e bella, come d'altronde tutte le ragazze che mi son piaciute.
Spontanea e appasionata, battagliaera ma infinitamente positiva, mai una parola dietro le spalle tutte d'avanti senza paura di nulla.
Non potrà mai esserci quello che fu quella volta, per via dell'età e per via di quello che abbiamo passato, per il nostro essere profondamente amici, per il nostro essere qualcosa più che amici senza essere mai insieme. Forse eravamo qualcosa più che insieme.
Eravamo amici, ma di quegli amici che non si incontrano mai nella vita, capaci di capirci prima ancora di parlare, senza dover parlare.
Giuro tutt'ora quando penso a come sia finito il nostro rapporto mi vengono i magoni. Ancora non riesco a perdonare quella persona che parlò, che le disse tutto.
So chi è stato, potrei anche definirla un'amica, una ragazza con cui ho un buon rapporto, ma quando ripenso a quelle parole, dette non so per quale ragione, e cosa esse hanno provocato, ancora un filo di astio mi nasce dentro, cresce come un'edera velenosa, per seccarsi nei momenti in cui non ci penso.
Per fortuna dopo questo evento sono entrate altre persone persone e anche ora ho in mente qualcun'altra perchè pensare troppo a quei momenti temo mi farebbe tornare le lacrime che da allora non ho più versato per nessuna.
Quella volta persi le lacrime da donare ad una ragazza, le donai tutte a lei e al sacrificio della nostra amicizia che se ne andava.
Ci riappacificcamo solo dopo un anno, ma non fu mai più come prima.
Ancora adesso noto, quando mi capita di incontrarla e di parlarci, sotto quella copertura, sotto quella maschera da alternativa che si è creata la mia vecchia amica. Viene fuori come sempre, senza controllo alcuno, viene fuori nella sua spontaneità, nel suo sorriso, nel suo riso scomposto.
Sono i momenti in cui viene fuori la ragazza di cui ero innamorato fino a star male, la ragazza a cui asciugavo le lacrime quando stava male e che ha prosciugato le mie.
Sono immagini, come flash back, che riappaiono solo per sparire in un soffio di vento un secondo dopo.
Ringrazio anche te, per quello che mi hai dati, per un fiore dolce come pochi altri ma spinoso come nessun'altro.

RIMMEL

Francesco De Gregori

E qualcosa rimane, fra le pagine chiare,
fra le pagine scure,
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma lo zingaro è un trucco.
Ma un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane,
l'avrei distrutto con la fantasia,
l'avrei stracciato con la fantasia.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevi ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona e quando io,
senza capire, ho detto sì.
Hai detto "E' tutto quel che hai di me".
È tutto quel che ho di te.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi