venerdì 17 agosto 2007

Suspect

Mi predo un momento di pausa prima di immergermi nelle tabelle che unite dal nastro adesivo coprono come una tovaglia il tavolo su cui mi trovo.

Voglio affrontare un altro degli argomenti che mi intaressa.
Non so quati siete che riescono a sopportare l'abnorme lunghezza dei miei post e chiedo scusa per la prolissià, la pesantezza e gli errori, ma questo vuole essere un canale di sfogo di liberazione, una via di condivisione di quei pensieri e d quele riflessioni che troppo spesso mi devo tenere dentro non sapendo con chi condividerle.
Si tratta magari di cose serie, che non sono convito mai di affrontare la giusta profondità. Mi piace parlarne, mi piace rifletterci sopra, mi piace avere delle idee su di esse.

Il tema di questa estiva sera americana è la politica.
Per chi conosce l'associazione scout di cui facio parte sa che per fare il capo al suo interno non bisogna manifestare apertamente il proprio schieramento o la particolare aderenza a questo o a quel partito. Non è sempre una cosa semplice ma penso che in quanto educatori sia giusta.
Voglio fare però una discussione più in generale.
Secondo me le cose che non vanno nella politica italiana sono molteplici ma, oltre alle solite cose: i costi eccessivamente alti, la dubbia onesta delle persone che si siedono in quelle auguste sale, la corruzione dilagante e la tendenza a fare il proprio intaresse e poi solo si è molto motivati quello dei cittadini, secondo me ce ne sono altre.
Secondo me è sbagliata proprio la relazione che hanno molti partiti e molti politici con la politica, relazione che poi viene trasmessa attraverso i comunciati a quelle persone che non riescono ada avere un giudizio critico su quanto accade. Sembra che la politica sia vissuta da molte persone come una guerra in cui l'altra fazione non è che un nemico, da offendere, demolire, distruggere.
Sembra che gli altri debbano avere sempre tutte le cose negative e sbagliate, che non si possa vedere nell'altro partito nulla che sia positivo, nessun provvedimento di cui si possa notare la ragionevolezza. Così si trasforma la dialettica politica che dovrebbe portare ad un dialogo costruttivo per il paese in uno sterile battibecco. Sentire uno dei miei compagni di appartamento che dice seriamente dopo che ci si è fulminato un adattatore "quale dei membri dell'attuale governo, esecutivo poso porcheggiare" fa molta tristezza. Dovrebbe essere una persona che avendo raggiunto l'università ha coltivato una certa cultura, unoc erto spirito critico, una certa visione critica delle cose. Invece è solo un nozionista. E quando gli ho detto "Così non fai altro ceh dimostrare la tua stupidità e una limitata cultura" lui risponde che lo diceva solo per scherzare. Che fosse una battuta io ve lo giuro non l'avevo capito. E che di senso dell'umorismo e capacità di capire le battute ne ho visto il fratello che mi ritrovo.
Questi sono i frutti di una politica che è condotta solo con le polemiche, senza il dialogo e senza una reale volontà di incontrarsi o di arrivare ad un compromesso. Ogni governo disfa le leggi fatte da quello precedente e rifà quelle che erano state abbolite.
Non è produttivo, non è fecondo ne fruttuoso. E' un danno al paese che si trova a pagare gente che di fatto non fa niente perchè ogni legislatura si annulla quanto fatto in quella appena finita.
Poi la gente perde fiducia ed a ragione.
C'è poi il sospetto dei loro crimini o, per meglio dire, la certezza di essi. Un politico dovrebbe essere al di là di ogni sospetto, dovrebbe essere una persona che dovendo rappresentare il paese dovrebbe rappresentarne la sua parte migliore. Dovrebbero essere persone con una cultura (non penso che siano più necessari in parlamento operai e contadini per difendere i diritti dei lavoratori, o meglio servirebbero persone che sappiano dirimere una materia sempre più complessa) con una sensibilità per la materia sociale e per il concetto di bene comune diverso dal concetto di bene generale. Dovrebbero essere persone che sappiano lavorare per il bene della nazione e non solo per il proprio. Dovrebbero.
Io penso che se questa classe politica non si evolve, non cambia, non si rinnova (abbiamo uno dei parlamenti più vecchi del mondo come età media) il paese non potrà avere di certo una situazione migliore. Se le cose vanno come sono sempre andate vuol dire che c'è qualcosa di nella classe che lo gestisce, più che nel sistema, visto che altrove lo stesso sistema funziona.
Io credo che serva un rinnovamento, che sia tolta la possibilità a quelli che commettono crimini contro una corretta gestione della res pubblica o comunque che abusino di una loro posizione di vantaggio (concussione, corruzione, abuso di potere, abuso d'ufficio), che non sia permsso a chi ha abusato dello stato sfruttando la sua posizione pe ottenere vantaggi o agevolazioni di tornare a sedersi a Montecitorio o a palazzo Madama, che non sia permesso a chi ha combattuto lo stato, chi ne ha ucciso i serivitori o che anche solo ha concorso nei loro omicidi di sedere nei più alti seggi della Repubblica arrichendosi con gli stipedi derivanti da cariche di tale prestigio. Dove posso trovare il coraggio e lo stomaco per chiamare queste persone onorevoli?


C'è del marcio nel regno di Danimarca scriveva Shakespeare, ma forse il marcio non è solo lì

1 commento:

Anonimo ha detto...

Anche io la penso cosi.. e anche altre molte persone... io penso che la protesta che si terrà l'otto settembre a roma (il vaffanculo day) sarà una cosa giusta perchè si teneterà di far approvare un legge perchè i parlamentari siano piu giovani... perchè se uno ci pensa i deputati di adesso sono tutti dei vecchi che guardano a farsi le loro pensioni o le loro case in sardegna...

Marco