sabato 25 agosto 2007

Soccer and better things

Il calcio, in Italia una religione, una passione in cui vengono buttati una marea di soldi, energie ed idiozie.
Una religione dicevo che come tutte le altre è arrivata a tal punto da causare morti, da far parlare di fede in riferimento alla squadra del cuore, che porta a divinizzare i calciatori come fossero semidivinità tanto che anche loro si sentono i signori del mondo al punto da considerasi al di sopra di regole e normale intendere.
È uno sport che trovo divertente giochicchiare con gli amici ma che appena va oltre, appena viene macchiato dalla competizione che portava anche i miei compagni durante le ore di ginnastica alle superiori ad offendersi per una partitella allora non mi va più bene.
È l’ennesima manifestazione, di un’Italia malata, di un Europa malata, di un mondo malato ed in generale di una società malata.
Si tratta di una società mediatica in cui ad emergere non sono quelli che danno il maggior apporto al benessere comune ma chi è più esternamente attraente.
È qualcosa che non mi piace è una delle cose che non capisco che non accetto.
Io penso che ci sia di meglio, sport che danno un apporto maggiore alla persone che costruiscono l’uomo non solo fisicamente ma anche moralmente, che insegnano a combattere, che ti insegnano a cercare di raggiungere i tuoi obbiettivi, a non arrenderti ed a cercare sempre la rimonta, a non concedere nulla al tuo avversario mentre gli sei di fronte ma a stringere loro la mano sportivamente quando tutto è finito.
Ci sono sport che non avendo la risonanza mediatica di calcio, ciclismo, basket hanno sviluppato un minor contagio alle piaghe che gravano su questi sport. Non voglio credere in un modo del tutto ingenuo che non ci siano doping e altre merde anche negli sport minori, ma di certo sono più sani del calcio e compagnia briscola.
Si tratta anche di che genere di valori si vuole trasmettere ai ragazzi che fanno sport. Fino a che gli allenatori insegneranno a calcio come si cade per far sembrare che ci sia stato un fallo il messaggio trasmesso non potrà che essere sbagliato.
Poi ci sono stai dei rari casi in cui anche il calcio ha trasmesso dei risultati positivi, ma sono cose ormai passate come il mitico Oriali e la sua

"UNA VITA DA MEDIANO"
Luciano Ligabue
una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi


sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì

una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10 che peccato


sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finche ce n'hai
stai lì

una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali


sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finchè ce n'hai
stai lì

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarò breve, Caio Augustolo: lasciamo alle folle gli squartamenti del Colisaeum, e la nobile ambrosia ai meritevoli e savi.

firmato:

Cicerone / Francesco

Anonimo ha detto...

Concordo con l'intervento precedente Messere... lasciamo codeti giochi alla plebe rozza e ignorante... a quando la prossima partita a Munchkin???

p.s. abbiamo comprato un nuovo giuoco di società sulla WWII