domenica 12 agosto 2007

Detroit and the match

BREVE GALLERIA DI FOTO DELLA CITTA' E DELLA PARTITA DEI TIGERS...

Qui si può ammirare la città in tutta la sua ottenebrante bruttezza. O per meglio dire nella sua oscura mediocrità da città americana, qui la potete vedere con la simpatica aggiunta di un cielo pumbleo che di più avrebbe fatto rpesagire sono un temporale nei successivi due minuti...
In effetti è una città che non ha molto da dire tetra e fosca senza uno sfondo architettonico come quello di Chicago e senza una vita cittadina come quella di Boston... Il centro finisce lì dove la vista non arriva perchè la strada gira dietro l'angolo e cominciano così i quartieri neri e degradati in cui le case cadono a pezzi e non rimangono più nemmeno i vetri alle finestre e in cui ti guardano male perchè sei bianco e il razzismo sembra quasi funzionare al contrario.
C'è da avere paura di girare per quelle strade, non perchè io abbia mai avuto qualosa contro i neri, ma perchè si vede un odio rancoroso cresciuto in anni di razismo e discriminazione, di sfruttamento ed illusioni.
Quelle strade sono le spiagge in cui si è arenato il sogno americano, dove nasce gente che non avrà mai praticamente la possibilità di uscirne, sono i ghetti in cui le mille luci dell'America diventano ombre, dove la coperta diventa corta mostra che non è tutto bello quanto c'è sotto e che la polvere è stata appena di poco scostata sotto il tappeto.
E' nella media delle città americane una città dalle mille contradizioni che alle paiettes e alle luci della ribalta, ai mille lustrini, ai grattacvieli scintillanti contrappone quartieri in degrado e una popolazione sempre più povera, che dietro all'immagine di potenza che vogliono dare gli Stati Uniti è una profonda ragione destabilizante, un bruco che mina la forza di questa nazione senza che loro se ne rendano conto.
Chi sta in una situazione simile non può sopportare a lungo una simile situazione, non può sopportare di avere sempre i piedi sopra la testa, potrà ingoiare 10, 100, 1000 volte ma prima poi esploderà e quando esploderà più sarà l'odio accumulato più violenta sarà la rivolta. Dovrebbero capirlo, dovrebbero capire qui in america che non esiste solo il concetto di singolo ma anche quello di comunità, che al di fuori di noi stessi esiste anche altro che ance se non ci tocca nell'immediato ci potrà toccare in futuro e se non toccherà noi, toccherà magari ai nostri figli o ai nostri nipoti.
Solo sulla facciata di questa città splende il sole e mentre scende la sera ecco che gli americani che non hanno catturato quella cultura che rende ricchi noi europei si devono trovare ad una partita, di un gioco noioso come pochi altri, che nemmeno loro seguono se non a breve tratti o nel mentre che il cronista richiama dai cartelloni pubblicitari l'attenzione del pubblico ad un'azione particolarmente interessante, e dove il pubblico ed il tifo deve essere incitato da degli schermi altrimenti sarebbe più smorto che delle persone presenti ad un funerale.
La cosa triste è che debano andare in luoghi come questo per potersi incontrare e poter socializzare. Non avendo una religione o una vita comunitaria, correndo da soli sempre dietro alle luci e ai miraggi del successo ecco che devono andare alle partite per incontrare gli altri, per parlare, chiacchierare. La quantità di cibo che ingurgitano è impressionante e l'idea stessa dello spreco che generano spaventevole vedendo la quantità di mendicanti che c'erano ai bordi delle strade all'uscita dalla partita. Come al solito parte saranno stati dei ruffianie dei truffatori, ma altri o erano eccezionalmente bravi o veramente avrebbero smosso anche il cuore più duro.
Le luci della sera alla fine sono scese a concedere il riposo o la possibilità di dimenticare attraverso l'alcol o i balli nelle discoteche i mali di questa città.
Per chi come me doveva andare a letto presto, perchè la mattina dopo deve andare a fare rafting, e quindi non ha il modo di stordirsi e di dimenticare di questa città e dell'america in generale rimane il punteggio della partita che non è solo una questione di baseball, quel punteggio è un punteggio alla città, una sconfitta secca di quelle che non possono lasciare scuse o recriminazioni, di quelle a cui non ci si può appelare alla mala sorte, la cui colpa ricade su allenatoore e giocatori.
E' un punteggio dato alle luci e alla ribalta di questa città e di questa America, fatte solo per nascondere i propri scheletri dentro l'armadio, per cercare di sviare l'attenzaione del mondo da quei mali che affligono questa società malata, che ne minano la stabilità, che la portano ad essere, dietro lo schermo dei fedeli democratici e repubblicani, odiata sia all'esterno che all'interno.
Sembra un paese sempre di corssa per dimenticare i suoi mali e che cerca con guerra come quelle in Afganistan ein Iraq di avere il dominio del mondo in un delirio di onnipotenza senza rendersi conto di quanto questa siatuazzione crea nel mondo, nel odio che si attira dietro e del desiderio di vendeta e di rivalsa che cresce nei paesi arabi.
Un paese di corsa per cercare di non rendersi conto di avere il fiato corto, come i suoi ricchi manager con le vene ostruite dal colesterolo e che vivono delle vecchie glorie sportive del liceo pensado ancora di poter correre come quando avevano 20 anni senza rendersi conto che per loro l'infato è appena dietro l'angolo.
16-10 America nel sociale sei fuori.


BORN IN THE USA
Bruce Springteen

Born down in a dead man's town
The first kick I took was when I hit the ground
You end up like a dog that's been beat too much
Till you spend half your life just covering up
(Chorus)
Born in the U.S.A.
I was born in the U.S.A.
I was born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.

Got in a little hometown jam
So they put a rifle in my hand
Sent me off to a foreign land
To go and kill the yellow man

(Chorus)

Come back home to the refinery
Hiring man said "Son if it was up to me"
Went down to see my V.A. man
He said "Son, don't you understand"

I had a brother at Khe Sahn
Fighting off the Viet Cong
They're still there, he's all gone
He had a woman he loved in Saigon
I got a picture of him in her arms now

Down in the shadow of the penitentiary
Out by the gas fires of the refinery
I'm ten years burning down the road
Nowhere to run ain't got nowhere to go

Born in the U.S.A.
I was born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
I'm a long gone Daddy in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
I'm a cool rocking Daddy in the U.S.A.

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