Io non so cosa sia che mi cattura in questo modo. Il deserto è qualcosa che non so perchè mi chiama a gran voce.
Trovo che siano una delle massime espressioni di poesia al mondo, un posto in cui l'uomo è nulla di fronte alla bellezza e all'immensità della natura.
Si tratta di uno di quei posti in cui si perdono le parole, che corrono via per lasciare posto a qualcosa altro. E' quel qualcosa che correttament coltivato e trasposto si traforma in poesia.
Io credo che la poesia fosse quella dei romantici, fosse quella in cui l'uomo cantava il suo sentire in maniera chiara.
Era un canto, quasi come uno zampillo d'acqua che uscendo prima da un piccolo foro finisce per lacerare la diga e innonda tutto ciò che lo circonda.
Era un canto, quasi come uno zampillo d'acqua che uscendo prima da un piccolo foro finisce per lacerare la diga e innonda tutto ciò che lo circonda.
La poesia, secondo me non può essere capita ed analizzata, vivisezionata, è un atto contro nauta. La Poesia non è razionale, non può passare araverso griglie di comprensioni e di analisi, la poesia va sentita, fatta propria decantata, della poesia vanno catturate le sensazioni e le emozioni che ci provoca.Non ha senso cercare di capire cosa voleva dire un poeta con un detarminato verso, meglio cercare di esprimere cosa secondo noi voleva dirci.
E' un beduino avvolto dal mistero, è una sensazione che ci prende dentro lasciandoci una calda sensazione di benessere, è il tramonto che scende in Namibia.
La mia professoressa di lettere riusciva a trovare belli dei temi che parlavano di analisi del testo, quando ognuno di quei testi era unandeturpazione alla poesia, un sacrilegio nei confronti di chi li aveva scritti. Era trasformare qualcosa di trascendente in qualcosa i tipo matematico, geometrico in cui bisogna far quadrare con la logica un cerchio di emozioni e sentimenti.
E' qualcosa che io sento come innaturale, qualcosa che si vuole fare perchè non si riesce a cogliere l'anima del testo che abbiamo di fronte, quasi fosse per forza obbligatorio che ogni poesia abbia una sua logica, quasi che i poeti le scrivessero aspettando solo che un cretino cerchi i suoi messaggi nascosti, la logica nascosta dietro le parole. Io credo che la poesia sia l'anima dei poeti, credo sia qualcosa di profondo, un raccontare una parte di noi che altrimenti non avrebbe modo di uscire perchè se fosse possibile scriverlo altrimenti non sarebbe poesia. La poesia non è prosa, non è qualcosa di lineare, ma di tortuoso e flessuoso come sono tortose e flessuose le pieghe dell'anima. La poesia è qualcosa che ci permette di guardarci dentro, che ci permette di indagare alcuni angoli bui che ci lasciamo nell'animo, che ci permette di entrare in contatto con parti del nostro Io che non sapevamo esistessero. Ci permette di capire quanto poco capiano di noi stessi, ci permette di guardare dentro al pozzo nero che è il nostro essere.
Ci permette di trovarne i lati oscuri, ci permette di entrare in contatto con il peggio ed il meglio di noi, ci permette di vedere l'angelo e la bestia. Ci permette di elevarci alle più alte sfere celesti e precipitare nei più neri abissi pur mantenendo una colelgamento di emergenza con la terra.
La poesia è il nostro vero io, senza protezione o coperture, senza alibi o nascondigli, il diamante nero che abbiamo dentro e che brilla con la luce sulle sue mille sfaccettature.

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