Cominciamo bene...
avevo in mente di iniziare a scrivere già prima della partenza ma per una cosao per l'altra questo non mi è riuscito... la mia abilità informatica e i tempi veramente concitati delle prime giornate dopo l'arrivo negli USA hanno reso tutto ciò impossibile...
Adesso il tempo ce l'ho ma non come avrei voluto io... Americani pacconari, uno deve fare ulavoro per esporlo di fronte ad una classe mista di 60 persone e loro tirano pacco... dopo che uno rinuncia ad andare alle cascate del Niagara... uccidere...
Vabbè a questo punto tanto vale fare un preve riassunto di questa prima settimana di permanenza qui, una settimana come tante altre in cui mi sento un pesce fuor d'acqua, in cui non capisco se è il mondo ad essere sbagliato o io che non riesco a capirlo.
Il tempo non è male, il sole brilla, o perlomeno brillava quando siamo arrivato, e l'aria si mantiene a temperature accettabili.
L'ambiente èabbastanza tranquillo come quello di buona parte delle tranquille cittadine di periferia Americane in cui no c'è nulla da vedere di più interessate del supermercato.
Da bravo Italiano ho pensato bene di evitare di adattarmi al modo di vivere locale (sono nel luogo in cui a detta di diverse ricerche scientifiche c'è la più alta concentrazione al mondo di obesi) e ho cominciato a trosformare la squallida cucina dell'appartemento in cui mi trovo da luogo di desolata disperazione ad un laboatorio semi attrezzato per la prduzione i cibo decente... e dove non arriva la mia dotazione economica e la mia volontà di fare acquisti arriva la fantasia... Italian Power!!
I compagni di stanza sono quantomeno particolari,e malgrado li conoscessi già prima della partenza mi trovo a doveri rivalutare in bene o male ogni giorno, penso sia una cosa normale comunemente nota come conoscenza...
Perlomeno hanno smesso di parlare di politica... Riccardo, uno dei due deve avercapito dalla mia sfuriata che fare affermazioni banali o superficiali co me è pericoloso, e soprattutto che certe cose è meglio pensarle prima di dirle...
Mi trovo ad assaporare questa forma ridotta di indipendenza con un misto di sentimenti... certo con la mamma che a casa fa tutto le cose so più semplici ma vedo che riesco a cavarmela egregiamente da solo come già dimostrato nelle precedenti occasioni.
Grazie mamma per le cose che volente o nolente mi hai trasmesso...
Le persone che sono qui con me non riesco a capirle, sembrano prese da una smania di fare le cose in grande, di dimostrarsi i fighi della situazione quelli che al minimo accenno di indipendeza devono dimostrare di saper fare tutto loro. Io punto alla normalità, a riuscire a codurre la mia vita come la conducevo quando ero a casa, senza dover dimostrare niente a nessuno.
Che senso dimostrare delle cose che una volta che saremo tornati non ci saranno più, che qui la gente si concede solo perchè on è al guinzaglio dei genitori? La libertàè anche quella di sapersi controllare, di saper dire riconoscere i propri limiti e su quello costruire la propria condotta di vita. Come in altri campi non è l'eccesso la libertà, quello semmai è essere schiavi di una falsa concezione di se e della vita, vuol dire avere una vta costruita sui parametri che il mondo vuole che abbiamo, senza considerare che ci sono cose più importanti.
L'amore del sesso.
La salute del divertimento.
L'amicizia piuttosto che lo sfruttamento degli altri.
La famiglia piuttosto che una società basata sull'individualismo e l'egocentrismo.
Ci sono dei sapori che nel voler strafare si perdono, che nella fretta non si riescono a cogliere, come un buon vino che non può essere apprezzato se no si ha il tempo di poterlo capire, così la vità bevuta tutta d'un sorso ci sfugge dalle dita come la sabbia nella spiaggia.
Certe cose vanno vissute con calma, con la calma che ci viene richiesta o che ci dovremmo richiedere, senza forzare gli altri se non riescono ad andare alla nostravelcità ma adattandoci alla loro se vogliamo far insieme la strada.
Non è sul passo del primo che si costruisce un percorso.
Adesso sono partito, sono in un percorso che non saà per le prossime quattro settimane la strada di chi io vorrei, che sarà una strada diversa da quella che io normalmente percorro ma che mi permetterà di vedere paesaggi che altrimenti non avrei modo di vedere.
Mi manchera guardare certe stelle prima del sonno, ma so che l'attesa mi permetterà di apprezzarle di più al mio ritorno.
Mi manca sentire la dolce brezza mossa dell'esistenza di chi è rimasto a casa, ma so che saà ad attendermi quando atterrerò.
Mi mancano certi messaggi che accompagnavano i miei sogni nei sentieri della notte, ma so che quando sarò tornato questo non sarà stato altro che un lungo e strano sogno.
Ricette della settimana:
Pasta alla carbonara
Crespelle formaggio e prosciutto cotto
Pollo al curry
Insalata di Pollo
Pizza
Peperoni in agrodolce
Sesso
10 anni fa

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