martedì 31 luglio 2007

Experiences of life

Terza puntata della vita americana ma prima una breve nota per la marmotta faenzina e per la signora dei fiori.

Il luogo di cui avete visto le foto è l'arboretum.
Si tratta di una specie di parco naturale in cui sono presenti con almeno un esemplare tutti gli alberi presenti nello stato. Si tratta di qualcosa di particolarmente esteso in cui un bosco semi naturale si alterna a zone curate come un orto botanico e a prati più o meno incolti.
Lìintera area dell'arboretum è percorsa da una vasta estenzione di sentieri e stradine ideali per correre in pace in comunione con la natura.
Il simpatico "locus amoenus" (pronunciato come è scritto Fassina docet) si trova ad un quarto d'ora camminando da dove mi trovo, UTower, Ann Arbor, Michigan.

Vi basta?

Bene tornando ad oggi,

Esperienze di vita: ho fatto girare le balle ad un senior menager della ford e ho stirato una camicia.

1) Il simpatico manager stava lì ad osannare la simpatica ford, società notoriamente in crisi i cui profitti sono ormai crollati al punto che ad oggi la società registra perdite per un ammontare di diversi miliardi di dollari, al che io che altrettanto notoriamente non so stare zitto ho chiesto come mai una azienda così potente, così competitiva, così figa sia sul punto di vendere le sue proprietà europee. Non è rimasto particolarmente contento della domanda ma ha risposto seriamente e con professionalità dimostrando di essere un manager capace e competente.

2) Ho stirato una camicia. Questo mi ha fatto apprezzato le piccole cose della vita, il tempo che mia madre perde nello stirare le montagne di roba (e le montagne di camicie) che io vedo ogni giorno di sporcare...

GRAZIE MAMMA!!

domenica 29 luglio 2007

Running in the wood



Terza volta all'arboretum. Posto fantastico, con la cantata 147 di Bach nelle orecchie tutto sembrava perfetto. Un ottimo modo per iniziare la giornata dopo com'era andata ieri...



Correre di prima mattina nel bosco quando ancora non c'è nessuno, quando gli unici rumori sono le canzoni che tu hai deciso, il canto degli uccelli e il lento scorrere dell'acqua del fiume che costeggi da una luce migliore alla giornata.




Stamattina mi sentivo in pace con il mondo in un certo senso realizzato. Vuoto da tutte le banalità della vita e pieno di qualcos'altro.





Ero per un momento in pace con me stesso con le ambiguitàche vedo che mi scorevano addosso come l'acqua del torrente scorre su di una roccia senza lasciare traccia appena il sole sorge e asciuga la roccia.




Ieri sera ero scioccato di come una ragazza parlasse tranquillamente di come ha speso 400 Euro in compere. Dell'asurdtàe della banalità di questo evento, di come certa gente per sentirsi piena di qualcosa deve spendere e gettare quanto ha senza dare la giusta importanza alle cose. Poi mi sono svegliato stamattina, ho respirato e ho cominciat a correre. Correndo in mente non avevo nulla non avevo nulla se non la bellezza di quanto vedevo, il profumo della terra e della foresta che si stava svegliando, i rumori che dolcemente accompagnavano i miei passi.






Di odori come quelli della foresta ce ne sono pochi. Sono odori veri, odori di natura, che trascendono il semplice concetto di sensazione sensoriale per arrivare a qualcosa di più, diventano un messaggio diretto all'anima, qualcosa che ti prende dentro e ti accompagna. E' un emozione che ti prende ti impregna la pelle e ti sussurra dolci parole nella lenta musica del fiume.






Mi è capitato di scrivere non molto tempo fa alcuni messaggi, ad ognuno dei quali era legato simbolicamente un fiore, stamattina mi son trovatodi fronte a dei fiori, erano chiaramente dei fiori ornamentali ma avevano in loro una bellezza intrinseca.



Erano come dei sli che spledevano in mezzo al verde, che salutavano il sorgere del sole con la loro semplce bellezza.



Ci troviamo spesso a correre vicino a cose semplici che non vediamo o non riusciamo a vedere, ci accapigliamo per cosa superflue chelasciano il tempo che trovano senza saper cogliere il valore e la bellezza delle cose semplici della vita.
Ci troviamo a cercare di raggiungere cose che non siamo, a cercare di apparire come vorremmo che gli altri ci vedessero, senza capire che spesso le cose più belle sono le cose semplici.
Come mi succede spesso questo contatto con la natura mi da l'impressione che ci possa essere un contatto maggiore con se stessi e con la realtà. Un livello più profondo che si può raggiungere al quale si pò ambire. Qualcosa che va oltre la superficie dell'acqua.
Qualcosa che ci permette di andare oltre le cose banali, qualcosa che ci permette da un verso di andare oltre la banalità, di andare a fondo e poi riemerge fori dall'acqua e poter finalmente respirare l'aria vera.

sabato 28 luglio 2007

Pessima giornata

Cominciamo bene...
avevo in mente di iniziare a scrivere già prima della partenza ma per una cosao per l'altra questo non mi è riuscito... la mia abilità informatica e i tempi veramente concitati delle prime giornate dopo l'arrivo negli USA hanno reso tutto ciò impossibile...
Adesso il tempo ce l'ho ma non come avrei voluto io... Americani pacconari, uno deve fare ulavoro per esporlo di fronte ad una classe mista di 60 persone e loro tirano pacco... dopo che uno rinuncia ad andare alle cascate del Niagara... uccidere...
Vabbè a questo punto tanto vale fare un preve riassunto di questa prima settimana di permanenza qui, una settimana come tante altre in cui mi sento un pesce fuor d'acqua, in cui non capisco se è il mondo ad essere sbagliato o io che non riesco a capirlo.

Il tempo non è male, il sole brilla, o perlomeno brillava quando siamo arrivato, e l'aria si mantiene a temperature accettabili.
L'ambiente èabbastanza tranquillo come quello di buona parte delle tranquille cittadine di periferia Americane in cui no c'è nulla da vedere di più interessate del supermercato.
Da bravo Italiano ho pensato bene di evitare di adattarmi al modo di vivere locale (sono nel luogo in cui a detta di diverse ricerche scientifiche c'è la più alta concentrazione al mondo di obesi) e ho cominciato a trosformare la squallida cucina dell'appartemento in cui mi trovo da luogo di desolata disperazione ad un laboatorio semi attrezzato per la prduzione i cibo decente... e dove non arriva la mia dotazione economica e la mia volontà di fare acquisti arriva la fantasia... Italian Power!!

I compagni di stanza sono quantomeno particolari,e malgrado li conoscessi già prima della partenza mi trovo a doveri rivalutare in bene o male ogni giorno, penso sia una cosa normale comunemente nota come conoscenza...
Perlomeno hanno smesso di parlare di politica... Riccardo, uno dei due deve avercapito dalla mia sfuriata che fare affermazioni banali o superficiali co me è pericoloso, e soprattutto che certe cose è meglio pensarle prima di dirle...

Mi trovo ad assaporare questa forma ridotta di indipendenza con un misto di sentimenti... certo con la mamma che a casa fa tutto le cose so più semplici ma vedo che riesco a cavarmela egregiamente da solo come già dimostrato nelle precedenti occasioni.
Grazie mamma per le cose che volente o nolente mi hai trasmesso...

Le persone che sono qui con me non riesco a capirle, sembrano prese da una smania di fare le cose in grande, di dimostrarsi i fighi della situazione quelli che al minimo accenno di indipendeza devono dimostrare di saper fare tutto loro. Io punto alla normalità, a riuscire a codurre la mia vita come la conducevo quando ero a casa, senza dover dimostrare niente a nessuno.

Che senso dimostrare delle cose che una volta che saremo tornati non ci saranno più, che qui la gente si concede solo perchè on è al guinzaglio dei genitori? La libertàè anche quella di sapersi controllare, di saper dire riconoscere i propri limiti e su quello costruire la propria condotta di vita. Come in altri campi non è l'eccesso la libertà, quello semmai è essere schiavi di una falsa concezione di se e della vita, vuol dire avere una vta costruita sui parametri che il mondo vuole che abbiamo, senza considerare che ci sono cose più importanti.

L'amore del sesso.
La salute del divertimento.
L'amicizia piuttosto che lo sfruttamento degli altri.
La famiglia piuttosto che una società basata sull'individualismo e l'egocentrismo.

Ci sono dei sapori che nel voler strafare si perdono, che nella fretta non si riescono a cogliere, come un buon vino che non può essere apprezzato se no si ha il tempo di poterlo capire, così la vità bevuta tutta d'un sorso ci sfugge dalle dita come la sabbia nella spiaggia.

Certe cose vanno vissute con calma, con la calma che ci viene richiesta o che ci dovremmo richiedere, senza forzare gli altri se non riescono ad andare alla nostravelcità ma adattandoci alla loro se vogliamo far insieme la strada.
Non è sul passo del primo che si costruisce un percorso.

Adesso sono partito, sono in un percorso che non saà per le prossime quattro settimane la strada di chi io vorrei, che sarà una strada diversa da quella che io normalmente percorro ma che mi permetterà di vedere paesaggi che altrimenti non avrei modo di vedere.
Mi manchera guardare certe stelle prima del sonno, ma so che l'attesa mi permetterà di apprezzarle di più al mio ritorno.
Mi manca sentire la dolce brezza mossa dell'esistenza di chi è rimasto a casa, ma so che saà ad attendermi quando atterrerò.
Mi mancano certi messaggi che accompagnavano i miei sogni nei sentieri della notte, ma so che quando sarò tornato questo non sarà stato altro che un lungo e strano sogno.






Ricette della settimana:

Pasta alla carbonara
Crespelle formaggio e prosciutto cotto

Pollo al curry
Insalata di Pollo

Pizza
Peperoni in agrodolce