domenica 23 gennaio 2011

One year later

Sembra un film, ma non lo è.
Ci si sente come sott'acqua, portati via dalla corrente.
E' quasi un anno che non scrivo, che non mi faccio sentire, ma qualcuno è ancora venuto qui, come a cercare notizie. Chissà chi è...
In un anno cambiano tante cose e tante rimangono uguali, si tirano le prime somme.
Il lavoro comincia ad avere una sua forma, una sua sostanza, una sua stabilità.
Sembra di essere sulle montagne russe, il brivido dell'altezza, del successo, prima di ricadere nel baratro.
I giorni passano, e ripassano senza che uno si renda conto dello scorrere delle sabbia che gli passa tra le mani.
Ma poi ti fermi, guardi indietro, e ti accorgi di aver perso qualcosa.
anche se, non ti ricordi più co'è...

domenica 9 maggio 2010

Young



Capita, capita che un pensiero sia raccontato meglio dalle parole di altri che non dalle nostre.
Mi capita di trovare le parole, di dico migliori, dico semplicemente le parole, per descrivere gli altri, spesso mi riesce anche bene, senza trovare quelle che servono a descrivere me e quello che mi circonda.
La storia di una vita, della propria vita non è maifacile da raccontare, non è mai facile da trovare le parole, forse è più facile descrivere le emozioni, i sentimenti, soprattutto quando sono a tinte forti.
Non è altrettanto facile raccontare i propri pensieri, soprattuto se si vuole scadere nel banale.
Sentrsi i dubbio eppure così protesi in avanti, sentire la maledetta voglia di fare un passo avanti, senza essere certi di quanto si potrà fare.
Le parole le ho trovate in marco paolini, mi sento ancora come qualcuno che ha voglia, tanta voglia di essere adulto, senza sapere se lo si comincia ad essere o meno.
La paura è di rimanere intrappolati in questo limbo senza sapere di essere diventato qualcosa di diverso da quanto ero ieri, pur essendo rimasto sempre me stesso.
La voglia di una famiglia, una vita mia, tutta mia, meglio nostra, con la mia compagna, fa si che io voglia sentirmi adulto, senza essermi tuttavia tolto di dosso quella paura di essere ancora un ragazzo.
E allora capita di essere qui, sul ciglio di un burrone, col parapendio senza sapere se ci sarà o meno il coraggio di volare.

sabato 6 marzo 2010

Ignote

Trovare la forza di capire, trovare l'idea che tutto cambia.
Il salto c'è stato e il punto dell'atterraggio sembra solido.
C'è una giungla in cui immergersi, in cui andare avanti, cercando quello che non si è certi di trovare.
Così si comincia ad immergersi passo dopo passo, con mille sentieri che si aprono a destra e a sinistra, con la possibilità di perdersi in un secondo.
Il passato sembra distante, molto più distante di quanto possa esserlo qualunque luogo.
Il passato non è altro che un isola che non si può raggiungere, che per quanto grande non potrà mai raggiungere le dimensioni del nostro futuro, l'infinito.
Viene voglia di fuggire, di capire, ma poi, malgrado tutto, avanziamo...

venerdì 5 febbraio 2010

élan.

Correre correre correre
arrivare lì sul fine di tutto e poi saltare.
L'aria.
Il vuoto.
La straordinaria sensazione di vuoto, sopra, sotto, tutt'intorno a te.
Sentirsi volare prima che la gravità ci catturi ancora per riportarci alla vita.
A quella vita che riparte domani, che riparte da un punto diverso, non troppo distante,
comunque diverso.
E fanculo alla paranoie
fanculo a chi ti ha deluso
fanculo a chi pretende di scrivere la tua vita
fanculo a chi pretende di dirti cosa è meglio per te
fanculo a chi pretende di decidere cosa devi fare
fanculo a chi ti giudica senza capirti
fanculo a chi chiedi difficoltà dopo che gli hai dato tanto e si scansa facendoti cadere per terra
fanculo a chi "tutti hanno dei problemi..."
si chiude e si apre, una vita che non si ferma, come un fiume in piena, come una cascata, con l'acqua che corre, prende lo slancio e salta, volando in aria prima di ricadere nel vuoto.
fanculo a tutto tranne che al passato che mi ricorda chi sono e da chi mi devo guardare,
sto saltando e prima o poi atterrerò.

lunedì 25 gennaio 2010

Stairs


Quante cose può essere una scala?
Quante cose può simboleggiare?
Temo di dover imparare che nessuna lettura è univoca.
Un muro è un ostacolo per qualcuno, una protezioni per altri.
Una strada per qualcuno è una via per altri un insopportabile striscia sul terreno che li tiene fermi in un percorso totalmente lontani dal resto dell'infinito che li circonda.
Una montagna è un ostacolo insormontabile ma anche un punto della terra più vicino a Dio rispetto alla pianura.
Il cielo è un tetto sotto cui dormire, o l'infinito da esplorare.
Il mare è una distesa d'acqua e al tempo stesso le profondità degli abissi.
Le scale sono un unione tra piani diversi, uno strumento di congiungimento.
Sono, gradino dopo gradino, un mezzo per salire e scendere ma allo stesso tempo la misura dela distanza tra chi sta su e chi sta giù, la misura delle incomprensioni, del silenzio, di chi non si capisce e non vuole farlo.

venerdì 15 gennaio 2010

Seaside...


Alba, un posto indefinito.
Capita di guardare il cielo, capita di cercarlo nel fondo del mare che come una macchia d'inchiostro sul foglio si spande di fronte a te.
Le stelle non sai quali siano, quelle sotto di te, quelle di fronte a te, quelle sopra di te.
Non lo sai e ti muovi.
Poi lui spunta dall'acqua e ti sommerge, fa svanire tutto.
Il sole è una stella, ma stranamente in un momento di profonda, struggente e sconcertante poesia sa distruggere tutta la poesia della notte, riportandoti alla banalità del giorno.
Due mondi che fino ad un secondo prima erano indefiniti, erano un tutt'uno ora si separano, lacerandosi, la terra dal cielo, le speranze dalle aure, il futuro dal presente.
Non si può che assistere impotenti ad uno spettacolo simile, limitandosi a chiedersi quale sarà la propria strada quel momento in avanti, camminando li dove nessuno e, al contempo, tutti gli altri, ha mai messo piede fino ad ora.
Una strada mai percorsa e percorsa mille volte, da quando si era bambini, fino a quel lungo tramonto in cui il sole sparirà nuovamente, per sempre e tutto sarà di nuovo uno.

giovedì 10 dicembre 2009

Rebuilt

Capita così, come d'improvviso.
Mi ricorda molto il libro di barricco, NOvecento, quando si parla del quadro.
Sembra che ad un certo punto accada, così d'improvviso ed è questo improvviso che ti sconvolge, che ti coglie alla sprovvista che ti lascia un secondo senza fiato e poi ti fa cadere tutto addosso.
Come un vetro che si rompe e poi devi ricostruire i cocci.
Capita di vedere due amici baciarsi, due amici di quelli che da sempre dici si metteranno insieme, il cui essere amici-più-che-amici fa però parte del tuo essere adolescente nel senso letterale del termine, del tuo essere ancora in corsa, del tuo essere ancora un rafgazzo, un bambino.
Ed ecco che il loro bacio rompe tutto.
Non perchè tu sia geloso, non perchè tu non sia felice per loro.
Ma perchè capisic che se una coppia che così palesemente sta tanto bene insieme si forma, ecco che forse, i pezzi del puzzle cominciano ad andare al loro posto e che le scelte che stai compiendo sono le scelte ultime, definitive.
E' palese che non sono più bambini. Un pò meno scontanto è la mia voglia di non esserlo più.
E questa sera me ne sono reso conto. E mi si sono rotti diversi vetri lasciandomi in mano solo frammenti.
Mi sono reso conto stasera, d'improvviso che tante cose si stanno definendo in modo forte, deciso e che sono arrivato a travalicare una linea che poi non se ripasserò mai.
Mi sono reso conto che l'accettare il lavoro, direi di sì a quel concorso che ho vinto, che mi porterà lontano, via dalla mia terra, da quella che è stata la terra della mia infanzia, dal paese che ho visto mutare con le lente stagioni del ragazzo che cresce e che non vede l'ora sia il giorno dopo nella speranza che ci sia qualcosa di nuovo.
Vado, parto, viaggio per tornare, forse, senza che ci siano certezze.
Parto per una nuova avventura, una nuova dimensione, la ricerca di una nuova stabilità.
Con la prospettiva di dover ricostruire tutto, dover ripartire da zero.
E epr uno che è abituato ad accumulare tutto,questo non è semplice.
Amicizie, impegni, attività, abitudini, ritmi...
TUTTO..
La nuova prospettiva che si fa nitida in testa, che affronti spavaldo con gli amici e che poi diventa sempre più "pesante", che ad un certo punto ti trovi a dover calmare, perchè ti sbilancia tanto, troppo.
SOprattutto alla luce degli ultimi sviluppi.
L'idea della convivenza, che viene naturale, sia per se che per l'altro, quasi fosse l'ennesimo DOVERE, quando dovrebbe essere un DESIDERIO.
Una cosa dovuta all'altro, u cedere alla parte di se per far felice chi ti sta di fronte.
E' anche questo ma non solo.
E' la ricerca della propria felicità, della propria realizzazione all'interno di una coppia.
Però poi cade il quadro e questa coppia la vuoi sentire certa, solida, sicura, e ti trovi a dover ricostruire.
Perchè vedere due innamorati che si baciano, due persone che stanno costruendo un nuovo raporto è sconcertante, e l'ho imparato questa sera.
Perchè l'amore di per se è dirompente, esplosivo, devastante anche nella sua tenerezza.
E lo è tanto di più per chi, come me, si rende conto di essere arrivato al primo punto di svolta, quello da cui la coppia o matura o esplode, quella situazione in cui, finite di dirsi le cose della giornata devi ritrovare le ragioni profonde per cui sta insieme, per vincere quei dubbi che altrimenti ti assaliranno per tutta la vita.
E se il momento è associato ad una crisi legata a problemi non tuoi questa diventa peggiore.
Se si associa al desiderio di avere maggiori spazzi per te per poter svolgere le cose tue, per avere il tempo di condurre anche le altre cose importanti della tua vita che improvvisamente si rifanno avanti di prepotenza dopo che sono state trascurate per mesi.
E capisci che qui o si fa l'Italia o si muore, o si raggiunge la cima e si scavalla oppure ci si trova impatananti che non se ne va più avanti.
Non vorrei fosse solo il mio essere perennemente insoddisfatto, ma devo superare questa situazione altrimenti rischio solo di fare del male a me e alle persone a cui tengo.